TRAMA

Blade torna all'opera affiancato ancora da Whistler e da un ragazzo tuttofare, Scud. Questa volta deve affrontare una nuova minaccia: vampiri mutati che attaccano anche i classici vampiri. Proprio per questo motivo, Damaskinos, il vecchio vampiro capo, propone una tregua a Blade e lo prega di eliminare i temibili nuovi mutanti. Per fare questo gli affianca i Bloodpack, un gruppo scelto di vampiri combattenti fra i quali c'è pure la bella figlia di Damaskinos. Ovvio che Blade non rimane indifferente alle lusinghe del gentil sesso, ovvio anche che le cose non sono proprio quelle che sembrano.

 

 


BLADE II
(titolo or.: Blade II - USA - 2002 - 116min - Colore)

di Guillermo Del Toro

GENERE
HORROR - ACTION
IN BREVE
Migliore del primo episodio, meno ingenuo, più gore.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Sei umano!" "Poco, sono avvocato"

Deciso migliorimento rispetto al primo Blade (1998). Più dinamismo, meno ingenuità e più cura negli SFX. Il regista Del Toro (Mimic, 1997) non rinuncia a qualche visione gore, specialmente nella scena autoptica, e a innestare la storia in una Praga cupa e misteriosa, più di quanto di norma lo sia già. E' anche vero che squadra che vince non si cambia e infatti si fa "resuscitare" Whistler in maniera abbastanza forzata, si ricalca la scena nella discoteca del primo Blade che al tempo aveva riscosso sonori plausi, e l'eroe nero non rinuncia a molte delle sue pose plastiche che lo rendono ancor più gagliardo. I dialoghi sono quel tipico scambio di battute frizzantine che ci si aspetta più da un film d'azione che da un horror da brividi. Impossibile non notare poi una certa somiglianza dei nuovi vampiri mutati con il vecchio Kinski di Nosferatu (1979) ibridato con gli orchetti e gli Uruk-hai de Il Signore degli Anelli (2001). Ma se non si sta a guardare troppo il pelo nell'uovo e ci si abbandona agli abbondanti momenti di pestaggio e ammazzamenti, Blade II non si rivelerà una delusione. Fra le cose positive, oltre al già citato gore e all'atmosfera gotica, aggiungerei l'elemento romantico fra Blade e la figlia di Damaskinos, nonché la trovata della bocca "spalancabile" dei nuovi vampiri (che ricorda vagamente la bocca del Predator [1987]), elemento così buono che verrà richiamato anche nel terzo capitolo della saga, anche se con accezione comica. Dedicato a chi vuole dell'horror a basso tasso di orrore e per coloro che sono rimasti stregati dal black-vampire-slayer. Sicuramete migliore di Buffy...non c'è dubbio.

Seguirà Blade - Trinity (2004)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il nome Scud fa riferimento ad un fumetto: Scud: The Disposable Assassin, ovvero Scud: l'assassino disponibile.

L'edificio in cui vive Damaskinos è ispirato all'ufficio Creative Artists Agency di Beverly Hills, che è stato disegnato dall'architetto IM Pei.

Scud indossa una T-shirt con il logo del Bureau of Paranormal Research and Defense. Questo è un riferimento ad Hellboy, fumetto di Mike Mignola e film diretto da Del Toro.

Donnie Yen, una star delle arti marziali è uno dei membri del bloodpack (Snowman). E' anche il coreografo delle scene di lotta nel film.

Il nome Caliban è un riferimento al mostro de La Tempesta, un'opera di Shakespeare.

Nella scena prima che il Bloodpack entri nel club dei vampiri si può vedere una grossa insegna al neon che riporta la scritta Radoo. Nella storia di Vlad l'Impalatore (sulla cui vita gran parte della leggenda dei vampiri è basata) si trova traccia del nome di suo fratello: Radu.

Reinhardt non si toglie mai gli occhiali da sole per tutto il film.

Oltre 30 membri del cast e della crew furono temporaneamente acciecati a causa di un uso scorretto delle luci UV nella scena dell'autopsia.

Gli occhiali di Blade sono il modello Four della Oakley.

Questo è l'unico film nella trilogia ad aver mantenuto il finale pensato fin dall'inizio. Per gli altri due si fecero anche pesanti cambiamenti.

Nel film viene usata la frase "un uomo senza paura" che è un riferimento a Daredavil, altro fumetto, altro film.