TRAMA
Il film The Blair
Witch Project ha fatto un gran successo. Chi abita nelle
vicinanze delle Black Hills si è messo a vendere legnetti,
pietre e terra della zona maledetta, altri organizzano tour per
curiosi. Sei giovani, fra i quali abbiamo una darkettona sensitiva
ed una strega moderna, si accampano presso le rovine della casa
di Rustin Parr, fanno bagordi e si svegliano dopo 5 ore e scoprono
che tutto il loro materiale è stato distrutto. Non si ricordano
cosa è successo in quelle 5 ore e solamente i filmati registrati
potranno rivelare l'arcano. Il guaio è che la loro presenza
in quel bosco ha risvegliato l'antica maledizione che ora sembra
seguirli ovunque. E questo è male.
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BLAIR
WITCH 2 - Il Libro Segreto delle Streghe |
(titolo
or.: Book of Shadows: Blair
Witch Project 2 - USA - 2000 - 90min - Colore) |
di Joe
Berlinger |
| GENERE |
HORROR - THRILLER |
| IN BREVE |
Un pallido sequel
che si può tranquillamente evitare |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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Era chiaro che la tentazione di girare un seguito
di un film che ha avuto un enorme successo sarebbe
stata troppo forte, più forte della consapevolezza
che un'operazione del genere è già in
partenza una specie di suicidio. Probabilmente chi
di dovere si è fatto i conti in tasca ed è
giunto alla conclusione che ci si poteva fare su ancora
un po di pecunia; avranno avuto le loro ragioni. Dal
punto di vista del risultato siamo lontani mille milia
dal terrore poveristico e genuino di The
Blair Witch Project (1999) e ciò che
ne deriva è che se pure il film in se stesso
potrebbe avere qualche merito, messo ovviamente a
confronto con il suo più noto predecessore
perde su tutti i fronti. Siamo d'innazi alla fiera
delle banalità: la musica di Marilyn Manson
all'inizio dovrebbe gettare un'ombra satanica su l'intero
film (...ma basta!...e poi perché?!), i dialoghi
sono alla Melrose Place, la sensitiva (portarsi
una sensitiva nei boschi ricorda The
Last Broadcast, 1998) è una dark e
come di routine, essendo tale, è una disadattata
(tutte le darkettone dei film lo sono. Sarà
vero? Non so, scrivetemi...), la strega moderna è
una specie di maga Wicca coi capelli rossi (si sa,
le donne coi capelli rossi...), i giovani non si riescono
a regolare e si spaccano di canne e di alcol in una
versione moderna del sabba, i Cinesi (o i Giapponesi)
in vacanza sembrano tutti degli imbecilli (occhio
a insultarli, se si muovono quelli...), e
via così. Certe apparizioni di spettri che
si muovono a scatti riescono a procurare qualche brivido
ma l'ideona di guardare sul filmato cosa è
successo in quelle fatidiche 5 ore è banale
ed i protagonisti del film sono gli unici a non aver
intuito cosa è accaduto in realtà. In
definitiva BW2 poteva essere anche un film di un certo
intrattenimento se non si fosse ammantato di un titolo
che non gli compete e che non si merita; se decido
di girare Shining 2 non posso aspettarmi che gli spettatori
facciano finta di non aver visto il film di Kubrick.
E poi la vogliamo smettere di andare a dormire nei
boschi maledetti?! Un prodotto mainstream che potrebbe
piacere ai "non addetti ai lavori".
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
La fiera delle citazioni e dei riferimenti. La ripresa
in volo all'inizio del film è un riferimento
a Paradise Lost, dello stesso regista Berlinger;
il dottore nel manicomio che nutre col catetere il
ragazzo, il tutto mentre fuma "viene" di
sicuro da Titicut
Follies; il nastro girato all'incontrario
viene da L'Esorcista; i cani che abbaiano
da Il Presagio, Erica che gira intorno all'albero
ignuda da La Casa 2.
Uno dei simboli scritti sui muri delle rovine di
Rustin Parr è il Thorn celtico, ovvero il simbolo
di Colui che porta la Morte.
Il regista Joe Berlinger appare come Joe a Burkitsville
durante le interviste documentaristiche.
La canzone "Feel Good Hit Of The Summer"
dei Queens of the Stone Age è il pezzo
che si sente mentre i ragazzi fanno bagordi nel bosco
di notte con alcol e droga. Il testo della canzone
tratta, per l'appunto, di vari tipi di droga.
Nella scena in cui Jeffery è seduto ad un
tavolo nel manicomio si può vedere attacata
al muro una vecchia foto di Kyle Brody. Quest'ultimo
non è altro che l'ottavo bambino vittima di
Rustin Parr che però è riuscito a salvarsi
e a raccontare ciò che faceva l'assatanato.
Il ragazzino passò la sua vita nel manicomio,
lo stesso dove si trovava Jeffrey.
Questa era sfuggita pure a me. In uno store dove
va la darkettona c'è un tecnico che ripara
il frigo. Gli attrezzi del tecnico sono posizionati
in modo da formare il noto simbolo del film fatto
con i legni.
La Artisan non era contenta della versione girata dal regista
e decise di rigirare alcune scene e di aggiungere altri
elementi tipici dell'horror per renderlo un po' più
commerciale/commerciabile. Nel commento su DVD, Berlinger
a sua volta sostiene di non essere contento dei cambiamenti
fatti e che questi rovinano il tono ambiguo della trama.
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