La Frase dal Film:
"I hate to say it but the bad news is I have to eat you now"*
Cari bei zombie-movies! Ogni tanto qualcuno si stanca di scervellarsi alla ricerca di un'idea originale per fare un horror indipendente e decide di tornare a ripescare i grandi classici dell'orrore, i temi cari agli appassionati, e guardate che non lo sto scrivendo in tono sarcastico. Brian Paulin & Co. mettono su pellicola tutto il loro amore per un genere cinematografico, pensando che la finalità possa essere l'intrattenimento a colpi di vermi e frattaglie. Nel mare magnum della produzione horror indie ci può stare anche questo splatter-pensiero che mostra un'apprezzabile onestà intellettuale che altre produzioni non hanno. Dal momento che ci si appresta a vedere un film sbandierato come ultragore, si rimane interdetti tutta la prima mezz'ora poiché, in quegli interminabili minuti, ben poco viene mostrato. Dopo un'inizio che ha più di una similitudine con L'assedio dei morti viventi (Children shouldn't play with dead things, 1972) di Benjamin Clark, veniamo a conoscenza dei protagonisti. Alex è malato, ce ne dispiaciamo ma non empatizziamo, il regista Paulin, nei panni del patologo Thomas, ha seriamente bisogno di parlare con un team di parrucchieri e poi c'è la mogliettina Kristen, una giunonica biondona con un seno prorompente. Nella mente dello spettatore (cioé nella mia mente) scattano due conti alla rovescia: 1) Quando il sangue? 2) Quando il seno di Kristen? Al ventisettesimo minuto del film il maschio crudo ha ciò si brama e la tanta Kristen, con una scusa come un'altra (è stanca), si mostra generosa. Pochi minuti dopo il marito inizierà a rimettere lombrichi e tenete conto che l'attore si è tenuto in bocca davvero una manciata di vermi vivi. Viene anchesì da chiedersi cosa c'entrino i lombrichi con i morti, visto che questi anellidi non si nutrono di carne e c'entrano solo marginalmente col ciclo di putrefazione della materia organica, in più sono animali di terra e quindi cosa ci fanno e come sopravvivono all'interno del corpo umano? E' che sono bruttini e hanno un glorioso passato nelle produzioni horror! Rimane il fatto che il regista avrebbe dovuto pensare a qualche taglio per questo interminabile incipit che mal si addice a una produzione ultragore di mero intrattenimento. Tolto l'inizio si assiste all'immancabile carneficina perpetrata da zombi famelici con tanto di intervento di un team SWAT che dà, al finale del film, una vaga aria action. Al di là dell'assurdità escogitata da Paulin che decide di dare cadaveri tritati all'amico malato (terapia di poco più sensata rispetto ai Fiori di Bach), in Bone Sickness ritroviamo i modelli romeriani che però Paulin oltrepassa, cosciente che non dovrà abbassare la cresta di fronte alla censura per agevolare una distribuzione mondiale. Il regista preme il pedale dello splatter, dando al gore-hound quello che si aspetta di vedere in uno film indie di morti viventi, cioé tanto sangue. Gli zombie di Paulin, che hanno un non so che di fulciano, smembrano, mangiano e fanno le solite cose per cui li conosciamo e forse qualcosa in più: Bone Sickness non va per il sottile; che le foto a sinistra siano di monito ai più sensibili. Per essere un gruppo di sconosciuti, la recitazione è accettabile e il più convincente è lo stesso regista che, probabilmente galvanizzato dalla sua stessa creatura, ci mette anima e corpo. Gli SFX sono buoni ma non esaltanti. Magari Paulin avrebbe potuto costruire qualche scena di tensione, provando a far paura al proprio pubblico. Come avrete capito, lo stile della recensione ha cercato di interpretare lo spirito semiserio del film che un po' si atteggia ma poi, come chi non trattiene più le risate, si sbraga e cede al gore feast, con tanto di nudi integrali per un pubblico che, si sa, è per lo più maschile (peccato). In definitiva Bone Sickness è una pellicola ultragore, uno zombie movie fra i più crudi a livello visivo, ma leggero nella sostanza. L'appassionato di splatter troverà di che dilettarsi, l'appassionato di horror "pensato" di cerebrale troverà solamente la materia... sparsa sul pavimento. Dimenticavo, gli autori del film avvertono nei credits finali che: "Anyone diplicating this film without the permission of Morbid Vision Films will decay into a Necro-Junky, spilling worms from every hole" cioé: "Chiunque duplichi questo film senza il permesso della Morbid Vision Films marcirà in un Necro-Immondezzaio, spruzzando vermi da tutti gli orifizi". Grazie, ma ho già visto Alex l'ariete (2000).
* Trad: "Odio doverlo dire ma la cattiva notizia è che ti devo mangiare adesso"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 3.000 dollari ed è stato girato a Seekonk (Massachusetts), Attleboro (Massachusetts) e Providence (Rhode Island), fra l'aprile 2002 e il gennaio 2004.
Nei credits finali si tiene a precisare che: "No animals, arachnids, or worms were harmed during the making of this film. They are our pets". Ovvero: "Nessun animale, aracnide o verme è stato ferito durante le riprese del film. Essi sono i nostri cuccioli". Bravi.
Il film è dedicato a Thomas "Quorthon" Forsberg (1966-2004) fondatore del gruppo black metal "Bathory".