TRAMA

Cindy (Coralina Cataldi Tassoni) e Tony (Diego Ribon), due fidanzati in giro per una vacanzina, incappano in un paese maledetto in cui antichi culti hanno risvegliato presenze malefiche.

Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.


IL BOSCO
Italia - 1988 - 85' - Colore

di Andrea Marfori

GENERE
HORROR
IN BREVE
Trash notevole e notevole noia. Un La Casa di Raimi del vorrei ma non posso... e non riesco!
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ehi, sai una cosa amico? Le tue storie sono proprio malate!"

Si fa un gran parlar male di Andolfi e della sua La Croce dalle Sette Pietre (1987) come del peggior horror italico di sempre, però almeno è divertente nella sua dimensione trash. Questo di Marfori è invece una vera catastrofe noiosa: quanto di peggio. Non si può non notare che la seconda metà degli anni Ottanta deve aver subito una nefasta congiunzione astrale riguardo l'horror in Italia! Ai tempi de Il Bosco (o Il Bosco 1) Marfori non era esattamente alle prime armi, nonostante questo film rappresenti il debutto ufficiale, infatti aveva già realizzato un corto intitolato Gory Sand - Sabbia Insanguinata (storia d'amore e zombi sul litorale romano) con la collaborazione della produttrice Agnese Fontana incontrata sui banchi del Centro Sperimentale di Cinematografia. Il corto finirà per essere inserito ne Il Bosco e spacciato come racconto horror narrato da Algernoon, lo scrittore tracheotomizzato interpretato da Luciano Crovato. Il film, che in lavorazione aveva titolo Morsa Tenace (Mah!), ed è costato 500.000 dollari riporta tanto di logo alla fine dei credits del Dolby Stereo "in selected theatres"; e i cinema selezionati selezionano, tanto che il film non viene distribuito in nessuna sala. Comprensibilmente. In essenza Marfori propone un lungometraggio prendendo a modello La Casa (1981), gioca con la steadycam e con antiche maledizioni, ma il risultato finale non rivaleggia certo coll'opera di Raimi. Il film si apre con un quadretto rustico che vede l'incontro sessuale di due paesani. Si limona duro e ad un bel momento da in mezzo alle gambe della donna esce una mano artigliata che evira il malcapitato. L'uomo caccia un urlo smascellando come un boa che se il film non fosse degli anni '80 avrei pensato ad un effetto digitale (vedere terza immagine a sx per credere). Da qui in avanti Il Bosco diventa la quinta essenza della noia e del trash, anche se le riprese di Marfori tecnicamente non sono così mal realizzate (ma il montaggio sì). Il finale propone il solito accumulo splatter di SFX non pessimi ma affastellati; se manca una storia decente di tanto sangue ci si fa poco. Coralina Tassoni, volto abbastanza noto del cinema horror italiano a partire da Demoni 2 (1986) parla per tutto il film con un improbabile quanto insopportabile accento inglese e fa rimpiangere la Karina Huff di Sapore di Mare (1983)... per non parlare dell'abbigliamento. Alla fine del film la ragazza piange disperatamente e noi con lei. Gli altri interpreti sono truci tanto quanto. Lo score musicale ed il tema portante "Evil Clutch" si salvano. L'unica cosa. Il film, per un certo periodo finito come immaginabile nel dimenticatoio, viene riscoperto dalla Troma che lo distribuisce su DVD, ma si sa che la casa newyorkese ha dei gusti tutti suoi. Alla fine si ha l'impressione di aver perso del tempo utile impiegabile altrimenti ma se si è in cerca di trash italico allora Il Bosco fa per voi; tanto trash quanto pretende di non esserlo.

Noto all'estero come: Evil Clutch (USA), Gerosoido (Giappone).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

MI VUOI COGLIONARE?!

Lo scrittore horror ad un certo punto inveisce contro i protagonisti dicendo: "Voi, schiavi della vostra assurda realtà, siete sicuri di essere così lontani dall'orrore?", al che Cindy si domanda "E' scemo?". Il dubbio di Cindy è lecito in quanto quella è l'unica frase di senso e godibile di un'intera sceneggiatura demenziale. Nel paese dei cretini l'unico intelligente sembra ancora più cretino.

Gory Sand, il corto inglobato nel film e spacciato come racconto dello scrittore, è delirante. Due giovani amoreggiano sulla spiaggia. Lui è "tenero ed innamorato" però poi gli prendono i cinque minuti e accoppa l'amata. Chissà perché. Comunque decide di seppellirla sotto la sabbia usando una pala che non si sa da dove sia spuntata, al lato un bel fuocherello acceso sulla spiaggia che non si capisce chi abbia preparato (forse lui fra un omicidio ed un'inumazione). Poi lui scappa lasciando il lavoro incompiuto e se ne va a casa: apre il frigorifero per bersi un sorsone da una bottiglia di birra già aperta (buonissima) ma nella bottiglia c'è sabbia. La cosa, che risulterebbe massimamente inquietante per i più, a lui causa solo rabbia e, come farebbe qualsiasi persona, scaglia la bottiglia a terra (però chiude lo sportello del frigorifero). Se ne va in bagno ed anche lì sabbia nel dentifricio e nel lavandino. Allora se ne va in camera e salta fuori la morta dall'armadio. Fine metafora degli "scheletri nell'armadio"?

Tony decide che ci può star dentro tirare un po' di coca ma, imbranato nella recitazione come nella tossicodipendenza, rovescia la bamba in un paiolo pieno di petrolio malefico (o quel che è). Soldoni buttati ma si ride. Il pentolone addizionato di cocaina ribolle e spruzza. Tony che evidentemente trova la cosa normale, si spancia e versa ancora un po' di coca nel pentolone, al che si becca in volto uno spruzzo di robaccia e s'ingrugna.

eXXagon fecit MMVIII