La Frase dal Film:
"Mi è un po' scomodo perché domani ho già sull'agenda una seduta spritica ed un'invocazione dell'oltretomba... Ma pazienza, quelli possono aspettare, mi dia il suo indirizzo"
Portmanteau horror dell'Amicus, cioé film antologico composto da brevi episodi. La casa di produzione inglese sfidò per anni la grande Hammer al botteghino utilizzando quest'arma del tutto particolare del portmanteau che divenne una sorta di produzione elettiva dell'Amicus. La Bottega che Vendeva la Morte è uno dei risultati migliori ottenuti dall'Amicus in questo genere di pellicole; non tutti i racconti risultano ugualmente ben fatti e riusciti ma la regia dell'esordiente Kevin Connor (che avrà una carriera più che altro televisiva) è decisamente creativa ed elegante. Come per tutti i film del genere esiste una storia di contorno che lega gli episodi: in questo caso si tratta di una bottega che vende strani oggetti gestita da un inoffensivo vecchino che ha un suo sottile e terribile modo di vendicarsi di quegli acquirenti che cercano di gabbarlo. Nei panni del venditore il bravissimo Peter Cushing che mette nella parte uguali dosi d'innocenza e minacciosità. Ogni personaggio che entra nella bottega darà vita ad un episodio differente, chi più spiccatamente horror, altri con toni di black-comedy. I titoli originali degli episodi sono in ordine di apparizione: The Gate Crasher, An Act of Kindness, The Elemental, The Door. A mio parere il secondo ed il terzo episodio sono i più interessanti mentre l'ultimo si distingue soprattutto per la curatissima fotografia di Alan Hume. Il primo episodio, lungi dall'essere brutto, è comunque abbastanza canonico. Diversamente "An Act of Kindness" offre un'insieme d'interpretazioni davvero notevoli ed inusuali. Nell'episodio curioso e poco prevedibile i tre interpreti (Ian Bannen, Donald Pleasence e la vera figlia di quest'utlimo, Angela Pleasence) fanno a gara a chi recita meglio e sicuramente una delle prime cose che colpisce è l'impressionante, e aggiungerei inquietante, somiglianza fra i due Pleasence. Incredibile come i medesimi lineamenti che su Donald Pleasence disegnino un volto dolce, risultino terribilmente sinistri sulla faccia della figlia (anche lei avrà una carriera prettamente legata alla televisione inglese). Il terzo episodio è quello che ha i toni più manifestamente comedy, con una divertente ed esagitata Margaret Leighton nei panni della sensitiva MMe. Orloff che si impegna in un bizzarro rituale di esorcismo che metterà a soqquadro la casa del povero uomo (Ian Carmichael) "infestato" da uno spiritello elementare (qualsiasi cosa esso sia) che gli soggiorna sulla spalla. Divertente soprattutto la contrapposizione fra l'atteggiamento bizzarro della sensitiva e la compassata flemma dell'inglese che necessita di esorcismo. Data la qualità generale con la quale sono stati realizzati gli episodi, è facile che la preferenza cada soggettivamente in base al fatto che una persona preferisce un tipo di orrore più classico e privo di orpelli comici, piuttosto che altro. In questo caso il primo episodio dell'antologia, con il bravo Tommy Godfrey, darà le maggior soddisfazioni allo spettatore. In generale la Amicus dimostra con La Bottega che Vendeva la Morte di padroneggaiare la materia del portmanteau horror e di far ricorso ad un horror elegante (tipicamente british) lontano dai toni splatter e prossimo agli inquietanti risvolti del paranormale. Pellicola meritevole e godibile da tutti.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
La scena dell'incontro fra il marito bugiardo (Ian Bannen) e Donald Pleasence è stato girato alla stazione Windsor e Eton (Windsor, Berkshire, UK).
Altre antologie dell'Amicus sono: Le Cinque chiavi del terrore (1964), Il Giardino delle Torture (1967), La Casa che Grondava Sangue (1970), La morte dietro il cancello (1972), Racconti dalla Tomba (1972), Delirious - Il baratro della follia (1973), The Vault of Horror (1973), Il Club dei Mostri (1980).
L'idea per il film nacque da un caso fortuito. Il regista Connor comprò all'aeroporto un libro di Raymond Chetwynd-Hayes che conteneva diversi racconti horror. Connor propose di farne un film a Milton Subotsky, uno dei due fondatori della Amicus (l'altro era Max Rosenberg).