TRAMA

Michael Bower è un ragazzo solo. L'unica cosa che lo tiene su è un amicone per la pelle ed una biondina che abita di fronte e alla quale non ha il coraggio di dichiararsi. In piena fase down decide di provare un nuovo videogioco interattivo che promette di essere violento e di entrarti nella testa: Brainscan. Michael si trova proiettatto in un incubo che lo vede nei panni di un assassino braccato dalla polizia ed aiutato da un mostrone virtuale a metà fra Freddy e lo zio Creepy che non fa che spingerlo al male. Ma ci si può fidare di un satanasso di nome Trickster (Imbroglione)?!


BRAINSCAN - il gioco della morte
(titolo or.: Brainscan - USA - 1994 - 95min - Colore)

di John Flynn

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Horror per adolescenti che fra banalità e ridicolaggini riesce a non essere proprio infame.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Decisamente un film per prepuberi. Per prepuberi degli anni '90, per di più. Il film cavalca l'onda dei nuovi effetti digitali con risultati un tempo accattivanti ed ora risibili stile Max Headrom. Visto in generale e da una certa distanza, la pellicola riesce anche ad interessare, non annoia e, se siete appassionati del genere, riuscirete a trovare qualche spunto interessante e qualche tocco gore. Visto da vicino il film fa acqua a catinelle. Il regista non è un grande esperto di horror (vi sarà più noto per aver diretto Sorvegliato Speciale con Sly) e cerca di fare qualcosa che possa tirare su qualche soldo da quello che in genere è il target dell'horror stesso e delle riviste stile Fangoria (citata nel film). Furlong fa quello che gli riesce meglio, ovvero il ragazzo difficile come e più del suo John Connor in Terminator 2. Il resto sono cose già viste e suggestioni. Il giovane che spia la donnina dalla finestra con la telecamera fa tanto Brian De Palma, quei 3 fotogrammi del profilo del seno della biondina deve aver fatto ululare le platee di 13enni in molti cinema. Il senso del disagio di una generazione trascurata dai genitori che si fa cullare dalla tecnologia è appena avvertito ma infondo non frega a nessuno. C'è il grande interrogativo del computer, in quegli anni ancora un balocco misterioso. Strumento di utilità o strumento atto a catalizzare le spinte di alienazione sociale? Scontro finale fra uomo e virtualità, l'uomo vince e riprende ad avere frequenze eterosessuali. Basta così, chi ha ideato questo film non si è posto troppe domande ed ha pensato bene di condire il tutto con un po' d'azione, una spruzzatina di CG, poco sangue (così si evita la censura, sennò i ragazzini dove vanno a guardarselo il film...), voyeurismo porno-adolescienzale, ed un personaggio assurdo chiamato Trickster che forse, nelle intenzioni degli ideatori sarebbe potuto divenire il nuovo eroe-cattivo di turno. Risultato finale: potete vivere tranquillamente una vita piena di soddisfazioni senza dovervi vedere Brainscan. La cosa strana è che questo film viene in genere visto due volte dallo spettatore: la prima da ragazzini, e un po' piace, dopo lo si vuole riguardare perché l'ultima volta che lo si è visto si era ragazzini...e non è più la stessa cosa...è successo anche a me così. Occhio a non spegnere subito lo schermo quando partono i credits...sorpresona! Insomma....

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Questo film ha visto allo screenplay Andrew Kevin Walker. Complimentoni, direte voi. Eh, no! Lo stesso scriverà in futuro per Seven (1995) e Il Mistero di Sleepy Hollow. Complimenti.

Il film è basato sul gioco per computer BRAINWAVES, che in Europa fu distribuito, dopo l'uscita del film, come BRAINSCANNERS.