TRAMA

In un futuro orwelliano saturo di tecnologia retrò, l'impiegatuccio Sam Lowry (Jonathan Pryce), scopre che è stato compiuto un errore burocratico. In una serie di vicissitudini quanto mai bizzarre, Lowry entrerà in contatto con il terrorista Harry Tuttle (Robert De Niro) e con la camionista Jill Layton (Kim Griest) che assomiglia incredibilmente ad una donna che Lowry sogna tutte le notti. Diviso fra gli impegni con la madre Ida (Katherine Helmond) che è tutta impegnata a sottoporsi a sessioni di chirurgia estetica, e l'amico Jack (Michael Palin) che inneggia alla superiorità dello status quo, Sam si metterà alla spasmodica ricerca di Jill, dell'amore e della libertà.


BRAZIL
(titolo or.: Brazil - UK - 1985 - 142min - Colore)

di Terry Gilliam

GENERE
COMEDY - DRAMA - SCI-FI
IN BREVE
Commedia tragica, irriverente e visionaria. Lo stile dei Monty Python dipinge un mondo kafkiano al ritmo di samba.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ci vediamo Jack, salutami Allison e anche le due gemelle" "Le TRE gemelle!" "Le tre gemelle? Ah Dio, come passa il tempo!"

Non tutti forse apprezzano il modo in cui Gilliam mescola orrore sociale e commedia, lo stesso stile così presente nei film dei Monty Python (ad esempio Monty Python - Il senso della vita, 1983), però è innegabile che Brazil sia superbo a livello tecnico, visivo e recitativo. Questo film si pone sulla vetta di una serie di pellicole (horror e sci-fi) sviluppatesi all'inizio degli anni '80 che si opponevano con la forza dell'arte alla proposta socio-politica reaganiana e thatcheriana, e ad una serie di film che dipingevano quella dimensione come il migliore dei mondi possibili. Per quanto diversi, film quali Blade Runner (1982), La Cosa (1982), Videodrome (1983) presentano tutti una realtà in cui l'uomo è tenuto in scacco da delle "forze negative" che portano inesorabilmente gli esseri umani a scontrarsi l'uno contro l'altro, mentre uno status quo (dittatoriale) fa di tutto per automantenersi. E' inquietante come Brazil e soci diventino oggi ancor più attuali di quanto lo fossero quando furono girati; non per nulla Matrix (1999) ha ridato vigore al filone, e fra tanti epigoni, va citato il notevole V per Vendetta (2005) che con Brazil condivide la distruzione del "palazzaccio". Nonostante Gilliam si rifaccia palesemente ad Orwell, la forza dell'impianto scenografico ed immaginativo supera la mera critica sociale per far posto a visioni, a gags, a una realtà, insomma, fatta di cappelli a forma di scarpe, di tubi sbuffanti (metaforicamente sessuali), di ambienti kafkiani e di persone dall'aria felliniana. La superiorità dell'amore e della fantasia è palese: soprattutto Jill, amata da Lowry, si scinde fra realtà e fantasia e mentre nel sogno è una bellissima e candida principessa, il suo doppelganger nella realtà è rappresentato da una rude cammionista. Il punto di giunzione fra fantasia e realtà avviene solo nel momento dell'amore, cioé quando Jill si concederà a Lowry ed assumerà l'aspetto di come appariva in sogno. L'amore è dunque elemento positivo che pertiene già di per sé al sogno (o il sogno all'amore?). La ridda di effetti, colori, personaggi strambi e scenografie pazzesche rendono a volta la visione indisciplinata, spostando il focus dal concetto, all'aspetto. In effetti non tutto torna, non tutti i personaggi hanno un ruolo esattamente comprensibile: chi è in effetti Harry Tuttle (De Niro)? E' un vero terrorista oppure un eccentrico idraulico che "aggiusta" una realtà all'apparenza esatta ma "rotta e confusa" al suo interno? Oppure è proprio questo il suo tipo di terrorismo: portare paradossalmente ordine nel disordine? Non è chiaro, ma questo è il cinema weird. I fans di Gilliam vi diranno che per questo regista l'aspetto E' concetto, il quale può trascendere la logica e portare il non-sense a essere senso (mio Dio, sto iniziando a scrivere come Enrico Ghezzi!). La soluzione che Gilliam dà all'oppressione è di tipo anarchico, psichedelico (molto Seventy), iconoclastico nella distruzione del simbolo del potere; tuttavia il finale riconosce l'impossibilità di vincere l'oppressione del reale se non con la fuga (psicotica) nella fantasia (e qui, concedetemi il volo pindarico, mi sovviene Harry a pezzi, 1997). Il produttore del film si oppose ad un finale negativo, ma Gilliam portò avanti il suo progetto con pervicacia, non riconoscendo il suo finale come totalmente negativo e ritenedo che il protagonista, in qualche modo, fosse alla fine riuscito a liberarsi e a ricongiungersi con la sua fantasia. Da plauso l'attore Pryce che interpreta il protagonista, un bigio impiegatuccio con il fuoco sacro della libertà nel cuore, che a più riprese ricorda Charlie Chaplin in Tempi Moderni (1936). Il gusto per il paradosso è parte strutturale nel cinema di Gilliam il quale pervade il film dalle atmosfere kafkiane con il tema musicale "Aquarelo do Brasil", allegro motivo che fu l'inno del Carnevale di Rio del '42. Film visivamente avvincente che sicuramente ha influenzato il cinema di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro (Delicatessen, 1990; La città perduta, 1995; Il favoloso mondo di Amelie, 2001), Brazil può essere preso come divertissement o come dramma socio-politico (o meglio come entrabi, dal momento che è tale), ma in tutti i casi è innegabile il suo valore e la potenza dell'immaginario di Gilliam. Grande cinema weird: consigliata la visione e l'acquisto.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film costò circa 15 milioni di dollari e fu girato a Wembley, Croydon, Cumbra e Londra (tutte e quattro in UK), e anche a Marne-la-Vallée in Francia.

Ci sono tre differenti versioni del film. Il director's cut di 142 minuti diffuso in Europa, una versione di 132 minuti curata da Gilliam per il mercato americano, e una terza versione denominata "Sheinberg Edit" (Sid Sheinberg era a quei tempi il capo della Universal) alla quale Gilliam si oppose: questa versione è nota anche come la "Love Conquers All".

Per il ruolo di Jill, il regista testò: Jamie Lee Curtis, Rebecca De Mornay, Rae Dawn Chong, Joanna Pacula, Rosanna Arquette, Kelly McGillis, Ellen Barkin, e considerò anche Madonna. La preferita del regista era la Barkin.

De Niro voleva recitare nel ruolo di Jack, ma Gilliam aveva promesso il ruolo a Michael Palin. De Niro volle comunque partecipare al film e accettò il ruolo di Tuttle.

Quando Mr. Helpman enuncia il codice che il padre di Sam usava per raggiungere il piano di Helpman con l'ascensore, le lettere che dice sono: ERE I AM JH (in pratica "Sono qui JH" ma nel film è "Eccomi sono io John Helpman"); l'anagramma di quelle lettere dà: JEREMIAH, il nome del padre di Sam.

Si dice che il regista non fosse molto contento della prestazione di Kim Greist, e per questo tagliuzzò parecchie delle sue scene. Alcune di queste furono aggiunte nella versione "Love Conquers All".

Gilliam ebbe dei problemi rispetto al finale non proprio felice che voleva per il film. I produttori volevano un happy ending, eliminando alcuni dialoghi che rivelano il destino di Jill. Questi cambiamenti furono fatti e tale versione tagliata fu mostrata almeno una volta sulle reti televisive americane. Gilliam minacciò di disconoscere il film e di conseguenza la versione cinematografica e i vhs (e i DVD) mostrano la versione che aveva in mente il regista.

Ci sono nomi con significati nascosti: Mr. Kurtzman (tedesco per "uomo basso"). Il nome deriva da Harvey Kurtzman, editore di "Help", una rivista per la quale lavorò Gilliam a metà degli anni '60. E' in un servizio fotografico per quel giornale che Gilliam incontrò John Cleese, che si unirà successivamente ai Monty Python. Mr. Helpman, "aiuta" Sam. Mr. Warrenn lavora in posto simile ad una "conigliera" (warren). Harvey Lime fa riferimento probabilmente al film Il Terzo Uomo (1949) in cui uno dei protagonisti è Harry Lime (Orson Welles).

La giovane Mrs. Lowry fu interpretata sia da Kim Greist che da Katherine Helmond.

Il tema musicale, che Sam ascolta anche in macchina, è ripreso dal film Brazil del 1944.

Il tecnico che, all'inizio del film, uccide la mosca che va a finire nella stampante causando l'errore di nomi alla base del film, è Ray Cooper, percussionista che accompagnò Elton John nel suo famoso concerto in Russia nel 1979.

Il regista Gilliam appare come il fumatore che va a sbattere contro Sam nella torre Shangri-La .

L'aspirapolvere che cade dalle scale con i militari in fila che sparano è un riferimento a La corazzata Potëmkin (1925) di Sergei M. Eisenstein, in cui si vede una carrozzina che scende dalle scale coi Cosacchi che sparano sulla porta di Odessa.

Questo era il film preferito da River Phoenix, il quale aveva lavorato con Jonathan Pryce in Dark Blood (1993) film mai portato a termine. Come omaggio, Pryce organizzò un incontro fra Gilliam e Phoenix. L'incontro doveva tenersi proprio il giorno in cui Phoenix morì fuori dal Viper Room. Il giovane attore, quindi, non incontrò mai Gilliam.

Holly, la figlia di Jack, è interpretata dalla figlia del regista, Holly Gilliam.

Nell'autunno 1985, Terry Gilliam e De Niro apparsero alla trasmissione "Good Morning America" per promuovere il film, già finito ma non ancora distribuito. Tutti sapevano che Gilliam aveva problemi con il capo della Universal (Sheinberg). De Niro non è solito promuovere i suoi film in tv ma in questo caso aiutò Gilliam facendo la sua prima ed ultima apparizione per promuovere una pellicola. Il presentatore chiese a Gilliam "Ho sentito che ha dei problemi con gli studios, è vero?" al che il regista disse "No, ho dei problemi con Sid Sheinberg, qui ho una sua foto 8x10" e mostrò la foto dell'uomo a tutta la nazione. Sheinberg si infuriò ma la cosa aiutò Gilliam ad ottenere quello che voleva.

A Gilliam fu chiesto dalla University of Southern California di tenere delle lezioni sul cinema, al che gli venne in mente di creare un "aiuto audio-visivo" che in pratica era il director's cut del film. La Universal vietò la proiezione anche se sarebbe stata d'accordo di mostrare solo alcuni spezzoni. Gilliam mostrò tutto il film e la cosa andò avanti due settimane. Fu durante queste proiezioni che i critici di Los Angeles ebbero l'opportunità di vedere il film e di eleggerlo miglior film dell'anno. Anche questa cosa permise al regista di averla vinta nella diatriba con Sheinberg.

Durante il periodo di screzio con il capo della Universal, Gilliam comprò uno spazio pubblicitario di una pagina intera su Variety (cosa che gli costò 1.500 $). L'annuncio era come un manifesto funebre sul quale c'era scritto "Caro Sid Sheinberg, quando hai intenzione di distribuire il mio film? Firmato: Terry Gilliam".

La cintura di lavoro e tutti gli oggetti in essa che nel film è indossata da De Niro, furono portati sul set dallo stesso attore.

Quasi tutte le musiche che si sentono nel film sono una variazione del tema base della canzone "Brazil". Questa canzone, il cui vero titolo è "Aquarela do Brasil" di Ary Barroso (inno ufficiale del Carnevale di Rio del 1942), fu usata la prima volta nel 6° lungometraggio della Walt Disney Saludos Amigos (1943).

L'idea originale voleva che il titolo di questo film fosse "1984 e 1/2" in omaggio a Fellini (8 1/2, 1963) e a Orwell, ma il film Orwell 1984 (1984, 1984) era appena uscito nelle sale e così si decise per un altro titolo.

Quando Sam scrive "Ere I am JH" sul pannello di controllo dell'ascensore, suona le prime otto note della canzone "Brazil".

La scena del samurai fu pensata inizialmente come tributo di Gilliam per il cinema di Kurosawa (I sette samurai, 1954).

Terry Gilliam e la crew erano esaltati di avere De Niro nel cast, ma più il tempo passava più si rendevano conto che l'ossessione per i dettagli di De Niro era irritante, al punto che Gilliam disse che "lo voleva strangolare".

Mrs. Buttle non batte mai gli occhi nel suo lungo monologo.

La scena del sogno doveva essere una lunga sequenza a metà del film, ma alcune difficoltà tecniche ne resero impossibile la realizzazione. La parte più importante della sequenza doveva essere una scena in cui Sam vola su un campo di occhi, che lentamente iniziavano a seguire la sua discesa su un pilastro. Gli occhi sarebbero state palle da biliardo con aggiunta un'iride. Si scelse di dividere la scena per riempire lo spazio "vuoto" tra i capitoli.

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