La Frase dal Film:
"White people shouldn't live too long in the jungle. Brings out their bad side, their jealousies and impatience"*
Ambigua variazione de L'Uomo Lupo, film del 1941 al quale Siodmak partecipò come cosceneggiatore: in quello Lon Chaney si trasformava senza alcun dubbio in un licantropo, in Bride of the Gorilla la mutazione del protagonista Chavez è più impalpabile e non viene chiarito se la maledizione subita causi una vera mutazione oppure Chavez sia uscito di senno e sia vittima di una psicosi. In effetti Bride of the Gorilla si pone a metà fra Il Bacio della Pantera (1942) con il suo protagonista che crede di mutarsi in un animale e Ho camminato con uno zombi (1943) da cui recupera le ambientazioni tropicali e il tocco di magia nera; la presenza di Tom Conway, nei panni del dottor Viet, attore che aveva partecipato anche ai due succitati film, non fa che aumentare la sensazione di trovarsi in una pellicola prodotta da Val Lewton. Era infatti tipico di Lewton l'horror pieno di suggestioni ed ambiguità, in opposizione all'approccio prosaico della Universal che preferiva un bel mostro in primo piano. Siodmak conosceva bene i gusti di Val Lewton dal momento che i due avevano scritto insieme Ho camminato con uno zombi. In Bride of the Gorilla manca però un buono sviluppo dei personaggi e della storia; la pellicola va ad ingrossare le fila di tutta una serie di horror di discutibile fattura girati da Siodmak (che poco ha diretto e male, e tanto ha scritto e meglio) in ambiente amazzonico, che ovviamente si "interscambiavano" i girati relativi ad animali nella giungla; un po' come successivamente succederà al genere cannibal! Diversi i punti critici del film: Lon Chaney Jr, nei panni del poliziotto Taro, compre un ruolo assolutamente mal scritto che non ne esalta le capacità recitative; il titolo del film parla di un gorilla (in Amazzonia?) ma si tratterebbe invece del demone amazzonico sukurat; la pellicola si apre con la ripresa di una costruzione devastata e il racconto si svolge in flashback ma non viene comunque spiegato il perché della devastazione; tutti gli attori recitano male, non c'è nessun feeling fra di loro e si vede, in tali condizioni il melodramma che ne segue risulta quantomai noioso. Bride of the Gorilla vale forse qualcosa per la presenza della sfortunata attrice Payton ma è una ragione buona solo per il cinefilo old school. Per il resto: ultra noioso. Sconsigliato.
* Trad: "La gente (dalla pelle) bianca non dovrebbe vivere troppo a lungo nella giungla; tira fuori il loro lato negativo, le loro gelosie e l'impazienza"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film fu girato ai Samuel Goldwyn/Warner Hollywood Studios - 1041 N. Formosa Avenue (Hollywood, Los Angeles).
Il film è stato girato in 10 giorni.
Il film doveva intitolarsi The Face in the Water (Il volto nell'acqua), che in effetti è come si vede Chavez riflesso nell'acqua, scoprendo il suo aspetto di mostro. E' l'unico momento in cui sivede chiaramente il gorilla ed è l'ultimo fotogramma che potete vedere a sinistra; l'immagine originale è ribaltata, io l'ho messa dritta per renderla più comprensibile (ed evitare che si pensasse che avevo messo un'immagine al contrario!).
Il film è di libero dominio, sicché qualsiasi persona può farne copie e venderle senza pagare diritti.
Edward G. Robinson Jr. era stato ingaggiato come attore ma fu licenziato in seguito al suo arresto per l'emissione di un assegno a vuoto per pagare 138 $ al garage Laguna Beach.
Barbara Payton, ovvero uno dei casi più tristi sotto lo sfavillante cielo di Hollywood. Nata il 26 novembre 1927, Barbara si sposò a 19 anni con un compagno di scuola, matrimonio subito annullato dalla famiglia che mancava del padre bruciato vivo in un incendio quando lei era piccola. Divenuta una biondona procace, la donna lasciò la famiglia ed arrivò ad Hollywood nel 1948, forte di un ingaggio con la Universal; là iniziò la tipica carriera della starlette cinematografica in film di serie B. La sua carriera si costruì su film di bassa qualità ma non mancarono pellicole a fianco di grandi star come James Cagney, Gary Cooper e Gregory Peck. La sua vita privata però ben presto ebbe la meglio sul lavoro e Barbara divenne famosa per le sue numerose avventure con attori famosi e produttori, tutti rigorosamente sposati. Nel 1949 ebbe una storia di sei mesi con l'attore Bob Hope che la mantenne in un lussuosissimo appartamento; la scaricò quando la donna iniziò a chiedergli più soldi. Uno dei più tristi fatti di cronaca che la riguardarono fu relativo alla doppia avventura con gli attori Franchot Tone, stella di tutto rispetto, e Tom Neal, muscolare attore di serie B; il 13 settembre 1951 i due uomini si pestarono per l'onore (o meglio il possesso) di Barbara, tenuto conto che quest'ultima, fidanzata con Tone, aveva promesso a Neal di sposarlo e lo aveva fatto vivere con lei in un appartamento che pagava Tone. I due attori si scontrarono e il risultato fu che Tone finì in coma per 18 ore e la reputazione della Payton finì al macero. La donna sposò Tone e rimase con lui 53 giorni, dopodiché lo lasciò e tornò fra le braccia del più violento Neal (che menava pure lei). La relazione fra i due, relazione illecita in quanto era ancora legalmente spostata con Tone, durò 4 anni; fu in questo periodo che girò Bride of the Gorilla. Quindi Barbara si spostò in UK per cercare di recuperare la sua carriera d'attrice ma fu proprio là che perse totalmente il controllo della situazione e divenne un'alcolista. Nel maggio 1954, quando i suoi soldi stavano per finire, diede due pellicce costosissime al padrone di un bar per coprire i 200 $ che aveva di debito con lui. Dal 1955 al 1963 fu una sequela di assegni a vuoto, ubriachezza manifesta e anche prostituzione; finì per dormire sulle panchine delle fermate degli autobus e, pestata da gente a cui doveva i soldi, perse anche parecchi denti. Nel 1962 fu accoltellata da un ubriacone, ferita che necessitò di 38 punti di sutura. Nel 1963 pubblicò un'autobiografia intotolata "I Am Not Ashamed" (Non mi vergogno) che però fu scritta da un ghostwriter di nome Leo Guild; Barbara Payton chiese: i ricavi delle vendite non dovevano essergli versati in soldi (che sarebbero stati reclamati dai suoi creditori) ma in vino rosso. Nel 1967 andò a vivere con la famiglia d'origine a San Diego nel tentativo di curare l'alcolismo, ma era troppo tardi: l'8 maggio 1967, a 39 anni, fu trovata morta nel bagno a causa di un arresto cardiaco e di gravi danni al fegato (si parlò di cirrosi epatica).