La Frase dal Film:
"Il parmitera mangia solo carne cruda, qualunque sia, ma non ne ho abbastanza per il loro appetito, dovrò comprarne di più"
Tratto dal libro 'La Piaga di Efesto' (1973) di Thomas Page, Bug insetto di fuoco rientra nel filone "la natura si ribella" o "animal horror" come dir si voglia, sottogenere che di norma mostra una specifica razza di animali la quale, in seguito ad uno strafalcione ecologico di noi umani, impazzisce e ci aggredisce. Gli animali utilizzati per questo filone sono stati i più disparati, dagli uccelli alle rane, dai pesci ai felini, dai vermi alle lumache. In questo caso si tratta di insettoni discretamente disgustosi che hanno la peculiarita di generare scintille: segue prevedibilmente un incendio enorme. Per di più l'uomo subisce incolpevole perché a portarli in superficie è un terremoto di quelli che la gioiosa gente californiana si becca ogni tanto in attesa del Big One. Quest'ultimo sforzo produttivo compiuto dal notissimo William Castle prima del decesso nel 1977, è un mix di horror fantascientifico e suggestioni provenienti dal filone catastrofico (es.: L'Inferno di Cristallo, 1974; Terremoto, 1974) con un pizzico di spunto ecologico. Alla regia un mestierante il cui sforzo più memorabile è proprio questo Bug, e che poi otterrà maggior successo nelle produzioni televisive. L'approccio sicuramente dettato da Castle è fondamentalmente d'intrattenimento e mira all'effetto con situazioni che un tempo risultavano sufficientemente crude tanto da creare repulsione nel pubblico, cosa più difficile da ottenere con le odierne platee; però la violenza sul gatto suona male anche nel terzo millenio. La politica dello shock a tutti i costi porta la pellicola a derive comiche come quando gli insettoni, ormai con un QI pari al nostro, compongono scritte sui muri, coordinandosi come nuotatrici sincronizzate. Ma questa stessa scena, filmata con una buona attenzione per le luci e l'atmosfera, risulta a suo modo inquietante. La fotografia macro di Ken Middleham, punto forte della pellicola, scruta nell'intimo gli insetti e non si può certo dire che Bug insetto di fuoco sia uno di quei film in cui il "mostro" sta per la maggior parte immerso nella penombra e non se ne intuisce l'aspetto. I bugs del film sono le vere star, sgambettano, scintillano, fanno versi, scrivono, mangiano e naturalmente ci uccidono, cosa che se non avessero fatto ci avrebbe deluso. L'interesse per gli umani nel film è minimale e la cosa si riflette nei dialoghi che hanno ben poco spessore. Non male però l'interpretazione psicotica di Dillman, il quale decide di compiere esperimenti scriteriati come il più classico dei mad doctor per poi pentirsene. Il film, che soffre in alcuni momenti di certi rallentamenti narrativi, ha poi delle vere e proprie esplosioni pirotecniche che risollevano l'attenzione verso un finale dal gusto un po' trash ma che sostanzialmente è in linea con l'anima del film stesso e sicuramente con lo stile del produttore. Semmai il maggior fastidio deriva dallo score musicale elettronico che vorrebbe "mimare" gli insetti. In sostanza Bug insetto di fuoco è un film riconoscibile per il prodotto animal horror anni '70 che è: onesto nella sua finalità di intrattenimento si fa perdonare alcune facilonerie. Horror per tutta la famiglia.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Riverside, California.
La maggior parte dei modelli degli insetti furono costruiti da Karoly Fogassy, il cui lavoro usuale era quello di illustratore tecnico per l'University of California a Riverside. Negli anni seguenti, i visitatori del suo studio al campus universitario fecero la fila per osservare gli orribili scarafaggioni.