TRAMA

Yoko, l'amica di Yumi (Kou Shibasaki), precipita da un ponte su un treno in corsa e muore. Due sere prima Yoko aveva ricevuto un messaggio sulla segreteria telefonica del suo cellulare in cui si sentiva la sua stessa voce e poi un urlo di terrore. La data del messaggio era di due giorni dopo. Altre chiamate strane e altre morti si succedono e anche Yumi riceve una chiamata da se stessa prima di morire.


THE CALL - Non Rispondere
(titolo or.: Chakushin ari - GIAPPONE - 2004 - 112min - Colore)

di Takashi Miike

GENERE
HORROR - MYSTERY
IN BREVE
Mira all'accumulo e ha un plot confuso ma se l'intento era mettere i brividi in questo ci è riuscito
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "La sindrome di Munchausen per procura è un disturbo mentale che spinge a creare di proposito un danno nel figlio sano [...] Per soddisfare un bisogno di attenzione. Marie è la madre devota che si prende cura della figlia malata, lei ottiene per questo rispetto, comprensione, nonché ammirazione"

Solito titolo italiano messo da qualcuno che il film non l'ha visto, poiché "non rispondere" conta poco al fine di salvarsi la vita, visto che il messaggio viene lasciato in segreteria e quindi non si scappa. Comunque, The Call è diretto da Takashi Miike, regista nippo che si è guadagnato una certa fama con titoli quali: Full Metal Yakuza (1997), Audition (1999), Ichi the Killer (2001), Visitor Q (2001), Three ... Extremes (2004). Un cinema orientale, quello di Miike, che gli appassionati conoscono come decisamente estremo e violento. The Call non lo è. Con questo film il regista sfrutta il trend horror di successo inaugurato da Ringu (1998) e in una certa misura The Call ha deluso il pubblico degli appassionati proprio per il suo essere derivativo. In effetti questo film sostituisce le telefonate al video di Sadako e anche il plot è abbastanza simile: coloro che ricevono la chiamata sono uccisi dopo un lasso di tempo determinato, la protagonista si lancia in un'investigazione per risalire alla fonte dei suoi problemi, a tale fonte c'è una ragazzina con i capelli corvini alla quale è successo qualcosa per cui si deve vendicare. In tutti i casi The Call non è un film scadente e benché manchi degli eccessi tipici di Miike, non manca di spaventare il suo pubblico, molto di più di quanto ci sia riuscito Ringu; nonostante i clichés, la scena nello studio televisivo e soprattutto quella in ospedale sono memorabili. Perciò a proposito del fear level ci si può ritenere soddisfatti. Invece a livello del plot il film di Miike condivide le debolezze di molti altri jhorror, ivi compreso il noto film di Nakata, ovvero si parte da delle premesse per giungere, dopo lunghe indagini, a una rivelazione che non ha molto a che fare con le suddette premesse. Senza voler fare dello spoiling, non si capisce insomma se queste benedette telefonate che preannunciano la morte siano di tipo "virale", cioé infettino a catena i cellulari di chi le riceve sfruttando poi la sua rubrica telefonica, oppure si dipartano da un cellulare unico; detto così è poco chiaro ma se doveste vedere il film è probabile che condividereste il mio stesso dubbio. La relazione fra le due bambine e la madre non è chiara e non è per nulla chiaro cosa esse c'entrino con la protagonista. Soprattutto c'è un finale "oscuro" che ha lasciato molti basiti: proverò a darne una spiegazione nella sezione degli spoilers ma sono aperto al contraddittorio. Tolti questi plot holes il film di Miike riesce a catturare con sapienza l'essenziale del genere e ad aggingere quel qualcosa in più. Decisamente riuscita: la sinistra suoneria del cellulare, la spettacolarizzazione della morte con tanto di reality-show e la commistione fra nuove tecnologie e nuovo terrore. Riusciti gli SFX e convincente la prova attoriale. Nulla di trascendentale, The Call mira all'accumulo ma riesce nel suo modesto intento.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Durante i credits iniziali, una delle suonerie dei cellulari è il tema musicale di un altro film di Miike, ovvero Gozu (2003).

In un finale alternativo, l'esorcista Tendo riceveva una chiamata sul cellulare ma, a differenza delle altre vittime, il messaggio proveniva da un futuro molto prossimo (due secondi) e non i soliti tre giorni. Tendo veniva ucciso, in maniera comica, da una bacinella di metallo che gli cadeva in testa.

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