La Frase dal Film:
"Gli uomini promettono tante cose a una come te...
E poi non sono stato certo il primo, io!"
Apparso sul grande schermo l'8 agosto 1959,
questo prodotto di casa nostra rappresenta l'unico esempio
di "mostro alla conquista del mondo" nel panorama
horror sci-fi italiaco degli anni '50. In ritardo su questo
genere di produzioni, che stavano per essere abbandonate
per un recupero dei mostri classici (Dracula & Co.)
in seguito al successo della Hammer, Caltiki pesca
sia dal Fluido Mortale (1958)
che da L'astronave atomica del dottor Quatermass
(1955). Qua e là casereccio, il film riesce a stare
in piedi con decoro, e fra buone locations e SFX realizzati
con frattaglie, un certo intrattenimento è garantito,
sempre che si sia consapevoli del genere e dell'anno di
produzione. Dietro la mdp Riccardo Freda (quello de I
Vampiri, 1957, il primo horror italiano) che però
poi si stanca e molla tutto in mano all'amico Mario Bava
(che l'anno dopo dirigerà La
Maschera del demonio). Quest'ultimo porta a termine
il progetto prestando una gran cura alla fotografia; molte
le scene in notturna. "Freda non aveva alcun interesse
per la sfida fisica della visualizzazione di un'antica entità
amorfa che distrugge una casa. ha sempre detto di non provare
alcuna attrazione per la fantascienza; e forse l'unico aspetto
di Caltiki che lo affascinava era l'autodistruzione di uno
dei protagonisti maschili, un archeologo infettato a un
braccio la cui personalità, già ambigua e
sadica, sprofonda nella pazzia" (Gary Morris)*.
Il plot non sembra essere così originale e la recitazione
è parecchio melodrammatica, soprattutto quando entrano
in campo le belle protagoniste femminili. Da una parte,
nei panni della donna di Fielding, Didi Perego, la cui ultima
interpretazione la farà a 56 anni in Maledetto
il giorno che t'ho incontrato (1992) di Verdone. Morirà
l'anno dopo di cancro. Dall'altra, Daniela Rocca nei panni
di una ex prostituta creola, altra attrice sfortunata che
morirà a soli 58 anni dopo una carriera non particolarmente
sfavillante. Così così l'attore John Merivale
(Il Circo degli Orrori,
1960) nei panni del biologo Fielding. Non nella recitazione
e non nel plot, quindi, ma nella realizzazione sta il punto
forte: ricostruzioni miniaturizzate (il camion che viene
fatto schiantare contro Clatiki è stile Godzilla!),
volti scarnificati, mostri blobbistici fatti di trippa che
si ingrandisce se esposta a 0.8 Rad, roba che stare davanti
al microonde a scaldarsi una tazza d'acqua è più
pericoloso. Ma bene così, dal momento che tutto si
regge sull'avvento di una cometa circondata da una nube
radioattiva (!). Eppure sono proprio gli effetti speciali
curati da Bava a rendere più accattivante una pellicola
che altrimenti non avrebbe avuto molto da dire, se non,
forse, in una scena che vede una bella messicana scatenarsi
in una danza tribale al ritmo forsennato dei tamburi. La
doppia minaccia rappresentata dal blob che scorazza in giro
fagocitando gente e dalla pazzia di Gunther, crea qualche
momento di tensione in più: non male la scena in
cui l'uomo è sul punto di uccidere la bambina e solo
per caso non si compie il dramma. Decisamente vecchio per
i parametri di oggi e adatto solo a coloro che conoscono
il genere, Caltiki è comunque un horror
sci-fi meglio girato e più gore di molti altri monster
movies realizzati ad Hollywood negli stessi anni. Chi apprezza,
apprezzerà.
* da Giusti M. (2004),
Dizionario dei Film Italiani, Frassinelli. (p.127).
Noto all'estero come: Caltiki - The
Immortal Monster (USA e UK), Caltiki - Le Monstre
Immortel (Francia).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Nella recensione si è parlato della
morte prematura delle attrici. Sorte non migliore toccherà
all'attore Merivale. Divenne il compagno di Vivien Leigh
(Rossella O'Hara di Via col Vento, 1939) dopo il
divorzio della donna da Laurence Olivier. Le stette accanto
duranto i sui problemi maniaco-depressivi ed era al suo
fianco quando la Leigh morì di tubercolosi nel 1967.
Non era finita. La carriera di Merivale terminò definitivamente
nel 1970 (ma l'ultimo film è del 1966) quando gli
fu diagnosticata una disfunzione renala ereditaria. Gli
furono dati dieci anni di vita ma grazie alle cure prestategli
da Dinah Sheridan, un'attrice amica di vecchia data, (e
alla dialisi) ebbe anche il tempo di sposarsi con lei nel
1986. Morirà nel 1990, dieci anni dopo di quanto
gli fosse stato prognosticato.