TRAMA
Un gruppo di ragazzi bloccati per un incidente stradale si raccontano storie. The Hook: due ragazzi che amoreggiano in macchina sentono alla radio che un maniaco uncinato è in libertà. The Honeymoon: due sposini in viaggio di nozze in camper viene messa sull'avviso che nei paraggi ci sono dei mostri. Il camper si blocca, il ragazzo va a cercare aiuto, la ragazza viene assediata da una creatura. People Can Lick Too: la giovane Amanda a casa da sola chatta non sapendo che sull'altro pc c'è un maniaco. The Locket: il motociclista Scott trova rifugio nella casa della muta Heather che lo avverte che ci sono i fantasmi.


|
CAMPFIRE TALES - Racconti del Terrore |
titolo
or.: Campfire Tales -
USA - 1997 - 88min - Colore |
di Matt Cooper, Martin Kunert, David Semel
|
| GENERE |
HORROR - EPISODI |
| IN BREVE |
Dignitoso B-movie horror ad episodi. |
| WEIRD |
|
| SESSO |
|
| VIOLENZA |
|
| SANGUE |
|
| PAURA |
|
|
La Frase dal Film:
"Forse la prossima volta lo faremo in un letto" "Tra vent'anni credo che lo faremo ancora sul pavimento" "Tra vent'anni spero solo che ci andrà di continuare a farlo"
Horror ad episodi sconosciuto ai più ed ingiustamente, fra le altre cose confondibile con Campfire Tales del 1991, altra pellicola di paura ad episodi; ma questa del '97 delle due è la più nota. La produzione è chiaramente low-budget ma la realizzazione è curata ed i racconti, che si basano perlopiù su leggende urbane e quindi non brillano per originalità, tentano comunque strade inconsuete. La storia di raccordo è interessante e interseca due racconti: il primo, quello principale, riguarda i giovani narratori delle storie che rimangono bloccati in strada da un incidente e, per passare il tempo, iniziano a raccontare storie sinistre; la loro sorte, in un colpo di scena finale, riprende qualcosa di già visto a partire da Le Cinque Chiavi del Terrore (1965) per arrivare fino a Reeker (2005). S'incrocia alle vicende di questi, la storia del killer uncinato che gli stessi ragazzi raccontano all'inizio del film e che riapparirà solo nelle ultime immagini. La vicenda del "the Hook", tipica leggenda horror USA che vuole una coppietta appartata minacciata dal maniaco scappato dall'istituto, si apre appropriatamente in bianco e nero ma da subito si tenta la sovversione con tocchi di black-humor "Perché un uncino? Non avrebbe potuto avere una mano artificiale?". Nel primo episodio, quello della luna di miele, l'atmosfera è preparata da uno sconvolto Hawthorne James (Seven, 1995; Amistad, 1997) che spaventa a morte la coppietta di neo sposini che avrebbe tanta voglia di fare solo sesso ma, siccome siamo in un horror, dopo una breve performance sexy a favore del pubblico, si deve piuttosto preoccupare del fatto che il proprio camper è bloccato in un bosco. Con loro dentro, ovviamente. Finale shock interessante. Non male neppure il secondo episodio, con un titolo (People Can Lick Too) che assume significato solo nel finale. L'idea della ragazzina a casa da sola che chatta con l'amica che in verità non è l'amica ma un pedofilo, sembra banale ma nel 1997 era una problematica che iniziava ad affacciarsi. Brava la giovane Alex McKenna, finale discreto. Il terzo episodio è il migliore o il peggiore in base alla prospettiva dal quale lo si guarda. Da una parte è quello con la migliore atmosfera, è il più classico di tutti con un richiamo a vecchie pellicole quali I Vivi e i Morti (1960), dall'altra il racconto è sotto tono rispetto, per esempio, al primo. Nel complesso tutte le storie sono ben scritte e dirette con competenza; altri film che hanno tentato la strada della leggenda urbana, ad esempio Urban Legend (1998), nonostante il budget decisamente superiore, non sono riusciti poi a fare meglio. Nulla di che, ma un più che dignitoso B-movie. Per chi non se la prende troppo quando esce di strada, sfascia la macchina e riesce a consolarsi con qualche storiella sinistra.
|
|
 |