La Frase dal Film:
"Comunque nella sfortuna della macchina che mi
ha abbandonato ho avuto la fortuna di incontrare voi"
Descritto nella stesse note del DVD come
"ciò che sarebbe successo se Tarantino avesse
rifatto L'ultima casa a sinistra on the road".
Mario Bava dimostra, come se non l'avesse gia fatto, il
suo talento come regista e Scorsese ammette l'influenza
che questa pellicola ha avuto suoi suoi successivi lavori.
Tratto da un racconto di Ellery Queen, Cani Arrabbiati
è ancor più duro de Le Iene (1992)
di Quentin, per rimanere nel parallelismo, ma soprattutto
più nichilista dello slasher d'annata Reazione
a catena (1971) già crudele nel descrivere la
natura umana. Il fatto è che questo film del 1974,
"aggiornato al prezzo del denaro", sottolinea
la rabbiosa natura dell'uomo in relazione ai soldi; e nessuno
viene risparmiato. Ma non è solo questo. Bava gira
praticamente tutto il film all'interno di una macchina,
ambiente già di per sé claustrofobico, reso
maggiormente scomodo dalla presenza di tre soggetti che
hanno perso il senso di ciò che è bene e di
ciò che è male. Al di fuori di questa macchina
che percorre lunghi tratti di autostrada, impregnata com'è
di sudore, morte, violenza e confusione, si estende al di
fuori un territorio italico desolato e quasi desertico che
fa da contraltare al caos dell'automezzo. Per una trama
che non è complessa né, in sé, avvincente,
Bava rinucia ai suoi noti lezzi stilistici che lo hanno
reso famoso (e mi riferisco soprattutto all'uso dei colori);
Cani Arrabbiati piuttosto si concede immagini weird
come il parallelismo fra la confusione mentale di Bisturi
(Aldo Caponi aka Don Backy) e la biglia di un flipper che
sbatte a destra e a manca. Tutti gli attori fanno un egregio
lavoro: sbalorditivo il ruolo sadico del sopracitatao Don
Backy più noto alle folle per le sue canzoni. Montefiori,
omone di 2 metri e 6 passato alla storia per la sua interpretazione
del folle cannibale in Antropophagus
(1980) nel film è un maniaco sessuale soprannominato
32 per la lunghezza del suo pene. Il più compassato
e gelidamente razionale è "Il Dottore"
interpretato da Maurice Poli (5
bambole per la luna d'agosto, 1970; Gli
orrori del castello di Norimberga, 1972), versione del
criminale affascinante. Eccellente la Lander che nel ruolo
di Maria, un ostaggio a caso, riesce a convincere pienamente
recitando la parte della donna sull'orlo di una crisi di
nervi. Cucciolla, bella voce della tv di un tempo, è
un perfetto ostaggio che si rivelerà il nucleo cinico
dell'opera baviana. Pervaso da scene violente, che vanno
da stupri a sevizie ad omicidi, adrenalinico nonostante
l'ambiente geometricamente limitato, Cani Arrabbiati si
fa perdonare quelle piccole cadute di stile proprie dei
film dell'epoca, incentrate poi essenzialmente nei soliti
messaggi pubblicitari occulti (J&B, FernetBranca e Pejo),
e forse anche in una vis recitativa a volte eccessiva
o in dialoghi non sempre brillanti. Ma quando i 6 imbarcano
l'autostoppista che non la finisce mai di parlare anche
lo spettatore rimane col fiato sospeso in preda ad un'incredibile
tensione immerso in un'atmosfera irreale come se ci fosse
anche lui in quella macchina. La musica di Stelvio Cipriani
coglie nel segno e accompagna "paicevolmente"
questa pellicola che inizia come un semplice poliziottesco
e si conclude con la forza di un macigno sulla testa dello
spettatore in atmosfera da "pessimismo cosmico".
Ma anche senza il finalone sarebbe stato un bel film. Da
vedere e da acquistare, se lo trovate.
Noto all'estero come: Rabid Dogs
(titolo internazionale). In Italia è uscito anche
con il titolo Semaforo Rosso, ma questa versione,
la cui riedizione fu caldeggiata da Lea Lander (Maria nel
film), è stata addizionata da inserti non pertinenti
ed edulcorata da un lieto fine.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Durante la fuga con gli ostaggi, Luigi Montefiori, canticchia un pezzo di "Emozioni" di Battisti. [segnalato da Agostino].