Vorrei dedicare un po' di "testo" a questo film che
venne lanciato con la frase "Violenza brutale.
Stupro disumano. Cannibalismo nauseante. Questo è
il mondo di Cannibal Holocaust", che per una volta non mentiva su ciò che in effetti
avrebbe mostrato. Assurto a film cult, più discusso
che visto, il film di Deodato incarna un sottogenere ormai
scomparso ed un certo genere di cinema che aveva i suoi
motivi e i suoi diritti di vivere. Vorrei, altresì,
riproporvi ciò che scrissi in un forum il 25 gennaio
2004 a proposito di Cannibal Holocaust, in risposta alle critiche estreme e agli estremi apprezzamenti. Credo che
possa avere ancora un senso.
Ci sono precise e diverse ragioni culturali
che possono giustificare l'esistenza dei mondo-movies. Così
come ci sono giustificazioni e ragioni per ogni abominio
compiuto dall'uomo. E questo che ci piaccia o no. I film
mondo, gli pseudo-snuff che vennero prodotti dalla fine
degli anni '60 fino ai primi '80 ebbero una grande fortuna,
con le loro ineguagliate spettacolarizzazioni della morte,
in un periodo storico ('70) in cui tutto 'esplodeva' parossisticamente
in un moto di liberalizzazione delle idee e dell'immagine.
Era il periodo dell'esaltazione dell'eccesso che, in nome
di tutto ciò, postulava la libertà dell'individuo
persino di uccidersi per affrancare la propria libertà
(pensate alla musica...pensate a tanti poeti rock). Il cinema,
come qualsiasi forma d'espressione culturale non sfuggì
a quel movimento ed è per questo
che Cannibal Holocaust
ha potuto vedere la luce; un film che ai nostri occhi pare bestiale ed inaccettabile. Non
c'è che dire, CH è un film culto per il semplice
fatto che riesce con una sconcertante pochezza tecnica (ma
molta visiva) a farvi, a farmi, scrivere righe e righe in
un forum dopo così tanto tempo dalla sua creazione.
Per il semplice fatto che attualmente una tale produzione
sarebbe, giustamente, improponibile. Per il fatto di aver,
non dico creato, ma aver cementato un genere nella storia
del cinema. Deodato non è un genio, è solo un 'Costanzo'
ante litteram che ha saputo subodorare il feticismo voyeuristico
dell'uomo per il privato, per
le piccinerie dell'uomo stesso. Ora stiamo schiantati davanti
ai teleschermi a goderci coetanei in mutande che vagano
per una casa prigione come fossero bestie in gabbia; ancor
più ridicoli perchè schiavi per scelta. Ancor
più subdolo. Ma queste sono le nostre morbosità
socialmente ben accette. CH è storia passata e noi
siamo diversi? Non credo proprio: andate a vedere quanti
contatti riesce a stabilire un sito come Rotten! Con questo
non posso giustificare e non voglio farlo perchè
trovo eticamente mostruoso sacrificare degli animali per
produrre un film. Perchè la verità è
che i veri cannibals sono gli spettatori che, con le mani
davanti agli occhi per non vedere l'orrore, fanno proprio
il gioco dell'orrore stesso, che se vuole essere guardato,
be', vuole proprio essere guardato in quel modo. CH è
un film troppo 'specifico' perchè si possa dire '...
per caso me lo sono trovato sotto il naso... non volevo...'.
E' come con Rotten che propone immagini di morte, occorre
che qualcuno digiti sulla tastiera parecchie lettere perchè
poi possa permettersi la libertà di criticare. Deodato
ha vinto, fin dal giorno che ha deciso di girare
quel film, fin da quando immaginava benissimo che gli avrebbe
potuto procurare noie legali. Ora gira serial tv (vedi I ragazzi del Muretto)
e va bene così, perchè adesso i soldi è
da lì che provengono, perchè ora va di moda
la spettacolarizzazione del privato. Moltissimi filmoni
d'epoca hanno fatto incetta dello stile mondo ma nessuno
ha alzato barricate contro quei film (Apocalypse Now - l'uccisione
del bue) un po' perchè si trattava di produzioni
realmente più concettuali e un po' per l'altisonanza
dei nomi dei partecipanti. Questo per far capire che 'al
tempo', in nome dell'espressione artistica, ogni mezzo era
lecito. E mi riferisco all'uccisione di animali che di certo
è la cosa che più turba in CH. Ora che i giochi
sono fatti, è inutile boicottare anche a parole tali
film (vietare una cosa provoca l'effetto diametralmente
opposto... vorrei evitare di veder spacciare CH nel parchetto
sotto casa mia...), si può scegliere di guardarlo
o di non guardarlo, visto che si sa che cosa si sta per
guardare (perchè lo si sa! eccome!), ma evitiamo
le polemiche sterili.
Qui finiva il mio intervento su quel forum; fatemi aggiungere qualcosa. Prima di tutto
Cannibal Holocaust incarna alla perfezione il sottogenere cannibal, anzi, in
modo paradossale e retrospettivo ne demarca tematiche e
stile e, a differenza di altri film simili, dimostra una
certa cura e verosimiglianza. Si pone come pietra migliare
per altri film che hanno avuto alla base "l'originale"
idea del ritrovamento delle pellicole (vedi The
Last Broadcast e The
Blair Witch Project).
Da un punto di vista narrativo poi, Deodato (forse involontariamente)
gioca con lo spettatore che è alternativamente complice
voyeuristico della troupe sadica e d'altra parte esterrefatto
spettatore che fa il doppio con il professore Monroe, in
un movimento "avanti e indietro" davvero spiazzante.
La nota moraleggiante finale può sembrare ipocrita
(e caspita se lo è!) ma d'altrocanto è espressa
in maniera più schietta e limpida di quanto abbiano
fatto molti altri mondo-movie, e volenti o nolenti fa riflettere
sui limiti della rappresentazione della violenza. Sulle
uccisione sugli animali non si può che inorridire,
soprattutto quando si legge che "Noi avevamo altre
quattro scimiette di riserva. quando tagliammo la testa
a una le altre quattro sono morte di crepacuore"
(Deodato in Stracult, Giusti, 2004), ma ho già
espresso prima cosa ne penso a riguardo e l'unica speranza
è che non si ripetano più questi "esperimenti"
in nome del cinema anche perché non c'è nulla
di guadagnato a livello artistico. E' una piccola giustificazione
quella data da Deodato che sosteneva di non essersi accorto
della crudezza del film fino alla sincronizzazione con la
musica di Ortolani che sottolineava cinicamente le riprese.
Concludo qui con la speranza di aver aiutato a contestualizzare
questa pellicola così ostica e ostacolata. Ricordo
che dopo un mese dalla distribuzione il film viene sequestrato
e ridistribuito con tagli solo dopo quattro anni. Verrà
bandito da praticamente tutti i paesi e vedrà la
luce solo in registrazioni bootleg venezuelane ed in modo
più curato su laserdisc giapponese. Ora è
uscita una versione curatissima in DVD e tutti possiamo
visionario liberamente. Consigliato? Solo per i patiti dell'horror
e del cinema di genere... e di un certo genere!.
Noto all'estero come: Nacht und zersleischt
(Germania), Holocausto Canibal (Spagna), Cannibal
Holocaust (UK, Francia, USA)
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Fra le tante scene ultragore ben riuscite
c'è quella della ragazza impalata. Il trucco è
stato relizzato fissando un sellino da bici su un palo e
facendoci sedere sopra l'attrice, la quale poi ha tenuto
in bocca un altro pezzo di legno di balsa. Il risultato
ha ingannato molte persone!
Molti hanno parlato di un segmento mai
apparso che trattava di un uomo della tribù legato
che veniva dato in pasto ai piraña e frames di questa
scena sarebbero apparsi su alcuni cartelloni pubblicitari.
Peccato che Deodato abbia sempre affermato di non essere
stato in grado di girare quella scena perché la telecamera
subacquea non funzionava bene. Nonostante le affermazioni
del regista le voci continuano a circolare.
Il filmato documentaristico "Last
Road to hell" che mostra la guerra in Africa, esecuzioni,
etc... è vero materiale giornalistico.
Nota gioiosa: Robert Kerman (il professorone
Monroe) ha interpretato alcuni film hard di Gerard Damiano
con lo pseudonimo di Richard Bolla.