TRAMA

Mary Henry (Candace Hilligoss) è l'unica sopravvissuta di un incidente stradale in cui una macchina è precipitata da un ponte. Subito dopo essere uscita dalle acque, Mary prende la decisione di lasciare la città ed accettare il lavoro di organista in una chiesa di una piccola città dell'Utah. Non solo la donna inizia ad essere perseguitata da un inquietante figuro (Herk Harvey) ma ha delle strane esperienze come quella di non udire più nessun suono mentre la gente intorno a lei è come se non la vedesse. Nello stesso tempo Mary è attirata e spaventata di un vecchio padiglione che si trova ai bordi della cittadina.

 

 


CARNIVAL OF SOULS
titolo or.: Carnival of Souls - USA - 1962 - 84min - b/n

di Herk Harvey

GENERE
HORROR - MYSTERY
IN BREVE
Bizzarro horror psicologico dalla strana storia produttiva, dalle strane idee del regista e dalla tardiva rivalutazione a cult.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "It's funny... the world is so different in the daylight. In the dark, your fantasies get so out of hand. But in the daylight everything falls back into place again"*

Piccolo film indie dalle grandi qualità che, ai tempi, risultò un tale flop al botteghino da atterrare le speranze di una carriera artistica indipendente del regista Harvey che non girò nessun altro lungometraggio, o meglio, realizzò più di 400 film ma di tipo documentaristico come dipendente del Centron Studios. Prima di addentrarci nell'analisi del film, osannato dalla critica soprattutto di appassionati del genere, è però interessante segnalare, anche per spirito d'onestà, come lo stesso Harvey (morto il 3 aprile 1996) non fosse legatissimo a questo film e in una certa misura fosse infastidito dal successo della pellicola avvenuto solo alla fine degli anni '80. Infatti nel 1990, intervistato, alla domanda se fosse felice che Carnival of Souls rappresentasse il suo fiore all'occhiello, Harvey ebbe a dire: "Devo dire sì e no. Quando lavori 35 anni realizzando pellicole educative e filmati industriali e l'unico film che hai fatto privatamente è il solo per il quale sei noto - un film per il quale ti sei impegnato al massimo cinque settimane - questa non mi sembra una cosa giusta. Le cose delle quali vado maggiormente fiero le ho realizzate nel campo dei filmati industriali. [...] Penso che molti altri film che abbiamo realizzato nel campo industriale ed educativo abbiano veramente qualcosa da dire. Eppure, come stai dicendo, io sono noto per Carnival of Souls" [trad. mia, fonte IMDB]. Queste affermazioni possono forse essere lette come lo sfogo di un "operaio" del cinema che vede una vita di fatiche eclissata da quello che probabilmente era pensato come un semplice divertissement, od un mezzuccio per incamerare cash facilmente, eppure non si può non tenere conto, intessendo peana, che l'uomo che ha creato l'opera d'arte non nutre la stessa stima per essa che nutrono invece alcuni fruitori; per me, in effetti, chi crea l'opera ha, come dire, un diritto di prelazione sull'interpretazione il che significa che se per Harvey Carnival of Souls non è particolarmente significativo, mi chiedo se sia un mio diritto leggere cose al di là di ciò che l'autore ha scritto. Detto questo, indubbiamente il film di Harvey ha un sottile ed inquietante fascino, al pari di alcuni episodi della vecchia serie tv Ai Confini della Realtà; viene da pensare che il film avrebbe funzionato anche (o meglio) come corto. Considerato un'impronta decisiva nel horror psicologico, ispiratore per molti altri horror con un potenziale di seminalità che certo Harvey non poteva prevedere, Carnival of Souls può essere considerato una variazione sul tema del racconto di Ambrose Bierce "An Occurrence at Owl Creek Bridge" che, guarda caso, aveva subito un fortunato adattamento cinematografico nel 1961 (La Rivière du Hibou di Robert Enrico). Film che incrocia mondo dei morti e dei vivi, ponendo l'azione in un'anonima cittadina del Sud degli USA, Carnival of Souls già per questo si distingue dalle produzioni coeve per la maggior parte girate in studio. Il senso di desolazione dell'ambiente che va di pari passo con il senso d'alienazione di Mary e tutto questo contemporaneamente alle apparizione di un inquietante personaggio di cui nulla è dato di sapere, concorrono allo sviluppo di un notevole pathos. Molta dell'atmosfera del film è mediata da un ruvido bianco e nero che non solo richiama, in una certa misura, il cinema muto espressionista ma dà anche vita ad un realismo trasfigurato precursore di Romero e Lynch. Protagonista unica e centrale l'esordiente Candace Hilligoss che, al pari delle gente con la quale ha lavorato, non ha ottenuto fortuna in ambito cinematografico, infatti dopo il successivo The Curse of the Living Corpse (1964) è sparita dalla circolazione. E' un vero peccato perché la donna dimostra un grosso talento recitativo ed è grazie a lei e all'eccellente caratterizzazione se il film funziona al di là delle qualità tecnico-produttive. Sembra improbabile dire che Harvey non abbia colto le potenzialità artistiche ed il fascino visivo e narrativo della sua stessa opera, ma è fuori di dubbio che Carnival of Souls sia stato compreso solo molti anni dopo, probabilmente era "troppo avanti" per il pubblico del drive-in al quale ai tempi venne proposto e ha avuto bisogno, per essere apprezzato, di un pubblico con ulteriori trenta anni di visione cinematografica alle spalle. Un'ulteriore stranezza di Carnival of Souls, pellicola che ha il potere d'intrigare e che difficilmente potrà essere dimenticata dallo spettatore. Da vedere, ma non è un film per tutti i gusti.

Remeccato in maniera sommaria e deludente nel 1998 col titolo Carnival of Souls.

* Trad: "E' divertente... Il mondo è così diverso alla luce del giorno. Al buio si perde il controllo delle proprie fantasie così facilmente. Ma alla luce del giorno ogni cosa torna al suo posto"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, girato in tre settimane, è costato circa 30.000 dollari.

Queste le locations: gli interni sono stati girati al Centron Studios (1621 W 9th Street, Lawrence, Kansas), l'incidente stradale al Kaw Bridge (Lawrence, Kansas). Altre locations: Great Salt Lake (Utah), Salt Lake City (Utah), Saltair Amusement Park e Saltair Pavilion (Magna, Utah).

Il Centron, dove vennero filmati gli interni, era un centro di realizzazione di pellicole educative, molto in voga negli anni '50-'60. Molte persone della crew di questo film, compreso il regista e lo sceneggiatore, erano impiegati della Centron.

Il film non è protetto da copyright, quindi qualsiasi persona può farne copie e venderlo (se rilascia fattura!).

Esiste una versione colorizzata.

Il Saltair Pavilion visibile nel film venne distrutto da un incendio negli anni '70. Nei primi anni '80 fu ricostruito seppure in scala più piccola ma l'aumento del livello delle acque del Grande Lago Salato lo inondò. Nel 1993 la costruzione fu rimodellata e riaperta, adesso ospita degli spettacoli musicali.

I danni volutamente causati al ponte per la scena dell'incidente costarono al regista 17 dollari.

Il film venne inizialmente distribuito in double-bill con The Devil's Messenger, un episodio pilota per uno show horror svedese.

Girato in 16mm, il film venne successivamente gonfiato a 35mm per le proiezioni nei cinema.

Negli anni '80 Candace Hilligoss scrisse una bozza per un possibile sequel del film che presentò al produttore Peter Soby Jr. il quale invece decise di produrre un remake. La Hilligoss non ebbe parte nell'operazione.

Il ponte dell'incidente, il Kaw Bridge, prende il nome dal fiume Kaw che gli passa sotto. Il ponte esiste tuttora ma è stato ricostruito in cemento.

Il regista ebbe l'idea del film mentre, guidando, passò di fianco al Saltair Amusement Park.

I soldi utili al film furono raccimolati in un weekend. Alcuni uomini di affari di Lawrence (Kansas) pensarono che potesse essere un buon investimento.

La scena del fantasma che esce dalle acque fu filmata in una piscina privata.

La Hilligoss raccontò che l'acqua del fiume nel quale era mezza sommersa durante una delle ultime riprese era ghiacciata. Questo il motivo per cui l'attrice al suo fianco sembra tremare; semplicemente non sembra, trema davvero per il freddo!

Quando nel 1989 fu organizzato un incontro in onore del film, il regista Harvey si presentò col medesimo trucco che aveva utilizzato nel film per i panni di quello che nei credits viene definito "The Man". Nello stesso anno il film venne restaurato e gli venne concessa una nuova e più degna distribuzione a New York City.

Il regista raccontò che una bobina di girato si rovinò durante il processo di sviluppo (venne sovraesposta). Si sarebbe trattato di una lunga serie di riprese effettuate prima che Mary vedesse le anime danzare nella sala da ballo; queste sarebbero spuntate da dietro i vecchi piloni della banchina portuale per recarsi verso la sala.

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