TRAMA
La notte di Capodanno
tre barboni evocano la leggenda del Carretto Fantasma, un carretto
che trasporta la Morte, guidato da un'anima dannata perita appunto
la notte del 31 dicembre. David Holm (Victor Sjöström),
ubriacone balordo, muore in quella notte e gli tocca la mala sorte,
ma, grazie all'intercessione della pia sorella Mrs. Holm (Hilda
Borgström) che si sacrificherà per lui, l'uomo potrà
tornare in vita e salvare la moglie dal suicidio.


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IL
CARRETTO FANTASMA |
(titolo
or.: Körkarlen -
SVEZIA - 1921 - 93min - B/N - Muto) |
di Victor Sjöström
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| GENERE |
HORROR - DRAMA |
| IN BREVE |
Drammone
a tinte foschissime che si avvale di effetti di sovraimpressione
che all'epoca fecero molta impressione. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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La Frase dal Film:
"If anything happens to a man on new Year's Eve,
he'll be condemned to drive the phantom chariot"*
Successone di un tempo che fu, tratto dall'omonimo
romanzo di Selma Lagerlöf (1858-1940) scritto nel 1912.
L'uso della sovraimpressione del carretto e delle anime
dei defunti, effetto speciale molto "avanti" per
i tempi, influenzerà non poco il lavoro di molteplici
registi e, nello specifico, il film verrà remeccato
(neologismo mio) nel 1938 da Duvivier con Il carro fantasma
e da Arne Mattson con Körkarlen
(1958). Questa pellicola del 1921 rafforzò il prestigio
di Victor Sjöström, regista sceneggiatore attore
divenuto poi famoso per il ruolo di Isak Borg ne Il
posto delle fragole (1957) di Bergman, e, per estensione
del concetto, catalizzò l'attenzione sul cinema svedese.
Sjöström creò, grazie all'uso della sovraimpressione,
un mondo spirituale tormentato che sta fra il paradiso e
l'inferno; la narrazione fatta di continui falshback (e
anche di flashback nel flashbeck) va ad accrescere la complessità
del plot ed una poetica della confusione e del degrado.
Rispetto a ciò si può rintracciare un filo
conduttore fra questa pellicola e il precedente Ingeborg
Holme (1913) dello stesso regista: i temi trattati
sono fondamentalmente gli stessi, ovvero, la rovina della
dignità umana in una cornice di mancanza di solidarietà,
cosa che porta inevitabilmente alla brutalità. La
presenza dell'attrice Hilda Borgström, là nei
panni di Ingeborg e qui di Mrs. Holm, non fa che rafforzare
il legame fra le tematiche delle due pellicole, in entrambi
i casi l'attrice veste i panni di una donna sull'orlo del
baratro. Grande Victor Sjöström
nel ruolo del protagonista, alcolizzato e tubercolotico,
malvagio al punto da sputare in un fazzoletto e lanciarlo
in faccia alla moglie Edit; come per contrappasso morirà
la notte di Capodanno. Scena che è rimasta negli
annali del cinema quella in cui David Holm, ormai fantasma,
guarda il proprio corpo con la consapevolezza di essere
ormai condannato all'inferno. Si tratta, in definitiva,
di quella corrente cinematografica mai giunta al termine
che vede un uomo più o meno in errore che si trova
a tu per tu con le sue colpe e, alla fine (grazie all'intervento
soprannaturale), si ravvede; esempi possono essere La
vita è meravigliosa (1946) di Capra e il più
moderno The Family Man (2000) di Brett Ratner con
Nicholas Cage. Insomma, Ebeneezer Scrooge docet...divertitevi
a trovare altri esempi. Filmone d'epoca che merita una visione,
sempre che non siate allergici al muto e a tutto ciò
che comporta.
* - trad.: "Se
succede qualcosa ad un uomo nella notte di Capodanno, questi
sarà condannato a guidare il carretto fantasma"
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