La Frase dal Film:
"Carrie, non hai mangiato la torta di mele" "Mi fa venire i fruncoli" "E' un modo del Signore per renderti casta"
Strepitoso horror sempreverde che incastra mirabilmente malavagità, vendetta e metafora delle difficoltà del passaggio dall'infanzia all'età adulta. Fra l'altro prima riduzione cinematografica del primo romanzo di Stephen King, precursore di tante altre pellicole kinghiane non sempre all'altezza. Vidi la prima volta questo film molti anni fa, a un età tale da non attribuire troppa importanza all'elegante erotismo della scena iniziale ma piuttosto rimanendo impressionato dalla spaventosa ultima sequenza. A rivederlo oggi, con occhi un po' più esperti, non sfugge la qualità narrativa e artistica con cui De Palma ha affrontato il lavoro. Carrie è, come tutti i migliori racconti horror, una pellicola in cui l'orrore si sprigiona dagli stessi protagonisti, senza necessità di scenografie allusive. Il film si apre in un ambiente solare, con una sequenza placida che mostra giovani donne le quali, in un gineceo-spogliatoio, sorridono amichevolmente seminude o completamente nude, finché la serafica pace del luogo non viene spezzata dalla "scoperta" del sangue mestruale seguita dalla reazione inconsulta di Carrie e dal sadismo delle "amiche". Il film, che "cadrà" da una paradisiaca pace diurna fino ad un inferno notturno di sangue e fiamme, si riassume tutto in questo incipit che presenta in nuce tutti i temi che verranno poi sviluppati. In primo luogo c'è la sessualità, incarnata dai corpi esposti delle giovani protagoniste (Carrie compresa) a contraltare la negazione di essa rappresentata dalla bigotta madre Margaret; è una sessualità manichea tanto desiderata ed esposta dai giovani, quanto repressa dalla madre di Carrie che vive un delirio religioso di tipo nevrotico proprio per difendersi dai pensieri sessuali. Ciò che colpisce di più, è il fatto che i timori di Margaret relativi ad una società corrotta soprattutto dal sesso, deliri che in apparenza non possono essere condivisi, vengono però subdolamente confermati nel film dal comportamento promiscuo e facilone dei ragazzi del liceo (vedi fellatio a John Travolta). Ne deriva che lo spettatore si trova fra l'incudine e il martello, con l'unica possibilità di identificarsi con Carrie; ma non è facile, Carrie ispira empatia ma non simpatia. Altro punto pivotale dell'incipit: il sangue; che è mestruale, quindi torna ancora il sesso, che è segno per Carrie del menarca, quindi passaggio all'età adulta ("donna!" le urlerà sua madre), e che è allusione alla morte, al sangue che, nel finale, verrà fatto scorrere sul corpo di Carrie e di quello che lei farà scorrere. Terzo elemento centrante: la violenza delle compagne, a sottolineare il Male che permea la società così temuta da Margaret (giustamente?). E' una violenza tanto più brutale e inumana in quanto agita da donne, pochi secondi prima presentate come ninfe bellissime che si muovono al ralenty fra una calda nebbia di vapore. Carrie lo sguardo di Satana è, d'altronde, un film di donne, in cui esse agiscono come personaggi primari e secondari, compensando in toto l'assenza degli uomini che hanno generato danni (Margaret è così perché il marito l'ha lasciata) o che sono solo capaci di generarne (si pensi a Billy o all'insipido Tommy). Il film è un crescedo di tensione generalizzata, non solo ovviemente rispetto a ciò che concerne Carrie, ma anche rispetto alle dinamiche fra altre donne (Margaret e la madre di Sue, la maestra di ginnastica e le alunne, etc). Di fatto il film non si costruisce solamente come un racconto di vendetta dell'offeso, seppure questo meccanismo sia quello nodale e quello che ottiene maggior effetto emotivo nello spettatore, ma funziona come una sorta di pentola a pressione che utilizza la protagonista come devastante valvola di sfogo. Il tema dei poteri telecinetici di Carrie è quasi secondario, frutto della moda dei tempi sul poltergeist che alcuni studi (più o meno seri) hanno messo in relazione con poteri mentali caratteristici di individui in età infantile o adolescenziale. Al fianco di tanti significati, l'opera tecnica di De Palma, che si lancia in virtuosismi cinematici: lunghi piani sequenza che presentano i protagonisti del dramma (e siamo sempre all'incipit), slow-motion, split-screen nel finale ed altre accortezze di non immediata percezione: ad esempio la scena in cui Carrie e sua madre mangiano in una stanza semi-buia illuminata dai lampi come se si trattasse di un'ultima cena. Parte del successo del film va sicuramente attribuito alle ottime performance di Sissy Spacek e di Piper Laurie* che riescono perfettamente a dare l'idea di un cluster famigliare in cui la sessualità repressa ha dato vita ad una religiosità distorta. La Laurie avrebbe potuto del tutto rubare la scena se non fosse stato per la capacità della Spacek di convogliare in sguardi, silenzi e atteggiamenti fisici, l'insicurezza del suo personaggio che, come un brutto anatroccolo sui generis, passa dal buio alla luce e poi ancora al buio; Sissy Spacek non riuscirà più a dare una performance così esatta. Assolutamente validi i comprimari: da segnalare la brava Betty Buckey nei panni della prof di ginnastica e un giovanissimo Travolta un anno prima del botto con La Febbre del Sabato Sera. Come la prima volta che lo vidi, il finale ottiene un effetto sensibile sul sistema nervoso; una scena indimenticabile e sempre citata quando si parla di Carrie. Attenzione! L'inquietante statuetta infilzata da frecce che viene pregata da Carrie non rappresenta Cristo ma San Sebastiano, santo che sopportò due martiri senza reagire, a differenza di Carrie che ha sopportato un po' per poi vendicarsi selvaggiamente. Film horror di qualità, apprezzato e apprezzabile da estimatori del genere così come da mainstreamers. Consigliato.
Con un seguito non necessario (Carrie 2: la furia, 1999) e un remake per la tv (Carrie, 2002).
* Tutte e due le attrici ottennero una nomination all'Oscar per le interpretazioni.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 1,8 milioni di dollari e solo negli USA ne ha incassati 33,8.
E' stato girato per gli interni ai Culver City Studios (9336 W. Washington Blvd., Culver City, California). La fattoria in cui è stato ucciso il maiale per il sangue era la Farmer John's Pig Mural (3049 East Vernon Avenue, Vernon, California). Riprese della scuola Bates sono state fatte alla Palisades High School (15777 Bowdoin Street, Pacific Palisades, Los Angeles) e alla Pier Avenue Junior High School (1645 Valley Drive, Hermosa Beach, California). Altre locations: San Ferdinando (California), Santa Paula (California).
E' documentato il fatto che parecchio materiale fu tagliato prima di giungere alla versione finale. Fra le scene eliminate ci sarebbe stata una pioggia di pietre che si sarebbe vista allinizio del film. Queste scene tagliate sembra che siano andate perse per sempre; esistono solo le foto di scena.
Quando Carrie è nella vasca da bagno per lavarsi il sangue di maiale da dosso, l'acqua della vasca diventa rosa ma il sangue avrebbe reso invece l'acqua di un tono più marrone. Il sangue usato per il film in effetti era Sciroppo Karo addizionato con colorante alimentare che appunto dà all'acqua un tono marrone.
La scena in cui Carrie si becca la secchiata di sangue fu rifatta 3-4 volte e ogni volta l'attrice si dovette lavare da capo a piedi.
Il bambino che viene fatto cadere dalla bicicletta da Carrie è Cameron De Palma, il nipote del regista.
Ai tempi Sissy Spacek lavorava, insieme al marito Jack Fisk, come scenografa per Il Fantasma dell'Opera (1974) altro film di De Palma. Fisk convinse De Palma a fare un provino alla moglie. La Spacek si presentò all'audizione appositamente sfatta e pallida (tra l'altro dopo essersi messa della vaselina nei capelli), completamente calata nella parte.
Il secchio vuoto che cade in testa a Tommy era di cartone ma all'attore non fu detto quando sarebbe stato il momento esatto "dell'impatto" in modo da ottenere un'effetto sorpresa.
William Katt fu scelto mentre stava facendo un'audizione per il ruolo di Luke Skywalker di Guerre Stellari.
Il nome della scuola Bates High è un riferimento al Norman Bates di Psycho (1960). Le quattro note base del tema musicale del film del '60 sono utilizzate più volte in questo film di De Palma.
Inizialmente P.J. Soles, che nel film veste i panni di Norma Watson, doveva comparire in poche scene, ma dopo che De Palma vide il modo in cui l'attrice aveva colpito Sissy Spacek col cappellino ampliò la sua parte.
Amy Irving e Priscilla Pointer, nel film rispettivamente Sue Snell e mamma Eleanor, sono davvero figlia e madre nella realtà. La Irving fu scelta mentre provinava per il ruolo della principessa Leila di Guerre Stellari.
Melanie Griffith fu provinata per il ruolo di Carrie.
Nella scena finale, Norma Watson (P. J. Soles) viene uccisa da un getto d'acqua ad alta pressione che esce da un'idrante. In effetti l'attrice subì la perforazione del timpano a causa di quel getto e svenne veramente.
John Travolta guida una Chevelle SS 396 del 1967. In Pulp Fiction (1994) guiderà una Chevelle Malibu convertible del 1964.
Nancy Allen, che nel film fa la parte della cattivissima Chris, non aveva capito che il suo personaggio fosse così negativo e se ne rese conto solo a film finito; pensava che lei e Travolta avessero il ruolo dei minchioni che portano ilarità nella storia. Stessa cosa per Piper Laurie, nel film la mamma di Carrie, che trovò il suo personaggio così sopra le righe da pensare che il film fosse una commedia.
A Carrie arriva il ciclo mestruale ma nessuno la ha avvertita che a una donna, in un certo momento della vita, accade ciò. E' scioccata. Per ottenere quell'effetto psicologico, l'attrice che si era fatta dire da De Palma di immaginare di essere investita da un camion, chiese al marito Jack Frish di raccontarle quando era stato investito da una macchina da bambino. Quindi nella scena incriminata, come racconta la stessa Spacek negli extra del DVD, lei era nuda sotto la doccia visualizzando l'esperienza di essere investita da un'auto.
De Palma chiese a Betty Buckley di schiaffeggiare davvero Nancy Allen. Siccome non si riusciva ad ottenere la reazione desiderata, la Buckley schiaffeggiò la Allen almeno 30 volte.
La band che suona alla prom night è quella dei Vance or Towers e cantano "Education Blues".
L'anello che Amy Irving indossa durante il film era un regalo fattole da Stephen King in persona.
Il film che Tommy e Sue stanno guardando in tv è Duello a el Diabolo (1966).
Dal film fu tratto un musical che debuttò nel 1988 a Stratford-upon-Avon (UK), la città natale di Shakespeare. Passò quindi in USA dove viene ricordato come il flop più spettacolare nella storia di Broadway.
Il ruolo di Carrie fu offerto a Linda Blair (L'Esorcista, 1973) che rifiutò per evitare di legare troppo il suo volto all'horror. Anche Farrah Fawcett (1947-2009) rifiutò la parte perché entrava in conflitto con gli impegni che aveva con il serial Charlie's Angels.
Bernard Herrmann, che era stato nominato all'Oscar per Obsession - Complesso di colpa (1976), il precedente film di De Palma, fu chiamato per lavorare alle musiche di Carrie ma morì prima che il film fosse completato.
Il racconto di King su cui si basa il film, nasce da un'esperienza personale di King stesso. Lo scrittore conobbe due ragazze (una era sua compagna di classe in gioventù, l'altra era stata una sua studentessa quando divenne professore d'inglese) che venivano da due famiglie profondamente religiose. Le due giovani erano evitate da tutti e socialmente isolate. Entrambe morirono intorno ai vent'anni.