La Frase dal film:
"Non sono gli occhi lo specchio dell'anima, ma
il poker"
Davvero un peccato. Ora non resta da capire
altro se non che questo strafalcione su pellicola sia da
imputare ai problemi che l'Italia ha ad investire soldi
su film horror, oppure
allo stesso Argento si sia esaurita la vena artistica. Probabilmente
è un concorso di colpe. Sta di fatto che Il Cartaio
è un film che non fa onore a nessuno: né allo
spettatore, né al Regista; e mi ostino a volerlo
scrivere con la maiuscola dal momento che per Argento
nutro una stima ed un'ammirazione enorme. Ma per quanto
ancora? Cosa dire e come difendere La sindrome di Stendhal
(1995), Il fantasma dell'Opera (1998) ed in ultima
analisi questo Cartaio, ultimo capitolo di una parabola
discendente interrotta in modo positivo solo da Nonhosonno
(2001)? L'unico che ha fatto un lavoro pregievole è
Stivaletti che con i suoi SFX si riconferma il vero "figlioccio"
di Rambaldi. Simonetti e le sue note sono da un pezzo che
ci ri-provano ma non sono le stesse agghiaccianti melodie
del passato. Ma soprattutto dov'è
Dario Argento?! Dove i suoi manierismi con la mdp? Dove
la paura? Dove il particolare che è sfuggito? Dove
l'orrore? Si dirà che occorre aggiornarsi e che il
cinema segue il corso del tempo. Ottimo, ma che ci si aggiorni
davvero! Ma che diavolo vuol dire che gli esperti informatici
usano il Trace Route per rintracciare uno che sfida in internet
la Polizia?! Ma ti pare che uno che arriva a sfidare le
forze dell'ordine sia rintracciabile con un banalissimo
software scaricabile in rete. E dire che gli espertoni sono
in tre!!! E dire pure che uno dei tre è uno di quelli di Camera Café. Poi, mentre tutti giocano contro il Cartaio ammucchiati
alla centrale, fra di essi si scorge il tipo di una pubblicità
del Conto Arancio: qui smadonna e recita da cani. Poi c'è
Muccino (esiste un film italiano attuale nel quale non lo
si possa vedere?) e non dico altro: però c'ha una
gran voglia di scopare e corre dietro a una tettona che
ha dieci anni più di lui e la insegue per i vicolacci
de Roma. Ma dai!!! C'è il patologo picchiatello (come
tutti i patologi, ovvio), il questore che non capisce un
cazzo però si ravvede quando gli catturano la figlia
(Fiore Argento), vittime che urlano ininterrottamente
come delle folli e il virus che fa cadere i numeri che si susseguono
sullo schermo stile Matrix. E' questo
l'aggiornamento? Un pischello videopokerdipendente (ma sì,
un po' di problematica attuale) che quando vince la partita
salta sulla scrivania e urla di gioia (dentro una questura!?!
Ma chi farebbe mai una cosa del genere!?!), un gruppo di
tecnici informatici con tre portatili, il Trace Route, battuti
da un virus che fa cadere i numerini? Non buttiamoci, per
favore, su film con elementi tecnologici (o pseudo sci-fi)
se poi facciamo la figura di quelli che non si sono ancora
ripresi dalle schermate blu profondo del GURU MEDITATION.
No, la verità è che la storia è scadente
e banale, l'elemento tecnologico è pietoso, lo spunto
paranormale (spessissimo presente nei film di Argento e
qui veicolato da Muccino) non è assolutamente
approfondito bensì accettato come dato di fatto. Non c'è un minimo di pathos o tensione,
la recitazione (esclusa la Rocca e pochi altri) è
da ostracismo, l'atmosfera che si respira è pari
ad una soap, il finalone è puro trash. Grande, grande,
grandissima delusione. Concludo questo sfogo amaro pieno
di punti interrogativi ed esclamativi consigliando Il
Cartaio solo a coloro che, come me, non si sono persi
mai un film di Dario e che quindi continuano con pervicacia
a sostenere il Maestro. Ma per quanto ancora?
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Per il film Argento ha voluto usare il
minor numero possibile di luci artificiali, questo per dare
una maggiore profondità alla pellicola. Negli esterni
a Roma, siccome non tutti i vicoli erano illuminati a dovere,
sono stati costruiti 6 lampioni trasportabili da piazzare
secondo le necessità.
Negli extra del DVD, in un'intervista ad
Argento, il regista discorre dell'importanza dei particolari.
Ad esempio fa notare come anche il respiro di una persona
che dorma al suo fianco gli metta ansia. Proprio per questo
motivo, continua, in alcune occasioni in cui ha dovuto dormire
al fianco di una donna, non sopportando il suo respiro,
ha preferito andare a dormire nella vasca da bagno. Bella
mossa Dario, credo proprio sia un modo molto celere per
procurarsi un mal di schiena da manuale e per farsi scaricare
da una partner la mattina dopo.