TRAMA

Roma, una turista inglese sparisce misteriosamente. Di lì a poco, la poliziotta Anna Mari viene contattata da un uomo che si offre di liberare la donna in cambio di una partita a poker online: se la polizia vincerà, la ragazza verrà liberata, se perderà verrà brutalmente uccisa e il video trasmesso su internet. Le indagini vengono affidate sia alla polizia britannica sia a Remo, uno studente esperto di videopoker. Comincia in questo modo un'estenuante lotta contro il tempo per trovare l'assassino, mentre nuove partite si giocano e altre ragazze scompaiono. (trama dal retro del DVD).

Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.

 

 

 

 


IL CARTAIO
(ITALIA - 2004 - 100min - Colore)

di Dario Argento

GENERE
HORROR
IN BREVE
Di Argento non c'è che l'ombra e la pellicola ha tutto l'aspetto di un film per la TV.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal film: "Non sono gli occhi lo specchio dell'anima, ma il poker"

Davvero un peccato. Ora non resta da capire altro se non che questo strafalcione su pellicola sia da imputare ai problemi che l'Italia ha ad investire soldi su film horror, oppure allo stesso Argento si sia esaurita la vena artistica. Probabilmente è un concorso di colpe. Sta di fatto che Il Cartaio è un film che non fa onore a nessuno: né allo spettatore, né al Regista; e mi ostino a volerlo scrivere con la maiuscola dal momento che per Argento nutro una stima ed un'ammirazione enorme. Ma per quanto ancora? Cosa dire e come difendere La sindrome di Stendhal (1995), Il fantasma dell'Opera (1998) ed in ultima analisi questo Cartaio, ultimo capitolo di una parabola discendente interrotta in modo positivo solo da Nonhosonno (2001)? L'unico che ha fatto un lavoro pregievole è Stivaletti che con i suoi SFX si riconferma il vero "figlioccio" di Rambaldi. Simonetti e le sue note sono da un pezzo che ci ri-provano ma non sono le stesse agghiaccianti melodie del passato. Ma soprattutto dov'è Dario Argento?! Dove i suoi manierismi con la mdp? Dove la paura? Dove il particolare che è sfuggito? Dove l'orrore? Si dirà che occorre aggiornarsi e che il cinema segue il corso del tempo. Ottimo, ma che ci si aggiorni davvero! Ma che diavolo vuol dire che gli esperti informatici usano il Trace Route per rintracciare uno che sfida in internet la Polizia?! Ma ti pare che uno che arriva a sfidare le forze dell'ordine sia rintracciabile con un banalissimo software scaricabile in rete. E dire che gli espertoni sono in tre!!! E dire pure che uno dei tre è uno di quelli di Camera Café. Poi, mentre tutti giocano contro il Cartaio ammucchiati alla centrale, fra di essi si scorge il tipo di una pubblicità del Conto Arancio: qui smadonna e recita da cani. Poi c'è Muccino (esiste un film italiano attuale nel quale non lo si possa vedere?) e non dico altro: però c'ha una gran voglia di scopare e corre dietro a una tettona che ha dieci anni più di lui e la insegue per i vicolacci de Roma. Ma dai!!! C'è il patologo picchiatello (come tutti i patologi, ovvio), il questore che non capisce un cazzo però si ravvede quando gli catturano la figlia (Fiore Argento), vittime che urlano ininterrottamente come delle folli e il virus che fa cadere i numeri che si susseguono sullo schermo stile Matrix. E' questo l'aggiornamento? Un pischello videopokerdipendente (ma sì, un po' di problematica attuale) che quando vince la partita salta sulla scrivania e urla di gioia (dentro una questura!?! Ma chi farebbe mai una cosa del genere!?!), un gruppo di tecnici informatici con tre portatili, il Trace Route, battuti da un virus che fa cadere i numerini? Non buttiamoci, per favore, su film con elementi tecnologici (o pseudo sci-fi) se poi facciamo la figura di quelli che non si sono ancora ripresi dalle schermate blu profondo del GURU MEDITATION. No, la verità è che la storia è scadente e banale, l'elemento tecnologico è pietoso, lo spunto paranormale (spessissimo presente nei film di Argento e qui veicolato da Muccino) non è assolutamente approfondito bensì accettato come dato di fatto. Non c'è un minimo di pathos o tensione, la recitazione (esclusa la Rocca e pochi altri) è da ostracismo, l'atmosfera che si respira è pari ad una soap, il finalone è puro trash. Grande, grande, grandissima delusione. Concludo questo sfogo amaro pieno di punti interrogativi ed esclamativi consigliando Il Cartaio solo a coloro che, come me, non si sono persi mai un film di Dario e che quindi continuano con pervicacia a sostenere il Maestro. Ma per quanto ancora?

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Per il film Argento ha voluto usare il minor numero possibile di luci artificiali, questo per dare una maggiore profondità alla pellicola. Negli esterni a Roma, siccome non tutti i vicoli erano illuminati a dovere, sono stati costruiti 6 lampioni trasportabili da piazzare secondo le necessità.

Negli extra del DVD, in un'intervista ad Argento, il regista discorre dell'importanza dei particolari. Ad esempio fa notare come anche il respiro di una persona che dorma al suo fianco gli metta ansia. Proprio per questo motivo, continua, in alcune occasioni in cui ha dovuto dormire al fianco di una donna, non sopportando il suo respiro, ha preferito andare a dormire nella vasca da bagno. Bella mossa Dario, credo proprio sia un modo molto celere per procurarsi un mal di schiena da manuale e per farsi scaricare da una partner la mattina dopo.