TRAMA

Paul (Greg Scott), radioamatore, capta con il suo baracchino la voce di una persona che viene uccisa. Triangola il segnale (non si sa come) con un Atari e parte con la sua ragazza, Martha (Lara Wendel), all'origine del segnale. Giunge ad una casa disabitata al di fuori della quale soggiorna un gruppo di ragazzi in campeggio. Nonostante si capisca subito che la cosa più saggia da fare sarebbe quella di scappare a gambe levate, Paul, Martha e il resto della combriccola decide di farsi massacrare dal fantasma di una bambina e dal suo malefico pupazzo.


LA CASA 3 - Ghosthouse
(ITALIA - 1988 - 96min - Colore)

di Humphrey Humpert [Umberto Lenzi]

GENERE
HORROR
IN BREVE
Delle "tre case" apocrife di italica produzione è quello con i "migliori" momenti di "paura". Per il resto, dei tre, è il più scadente.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Casi di precognizione si sono verificati spesso" "Da quando ti occupi di queste cose?" "Da circa quaranta minuti. Ho letto tutto il libro mentre tu facevi la doccia"

Ecco uno dei tre film prodotti da Joe D'Amato (Aristide Massaccesi) sull'onda del successo de La Casa I/II (1982 / 1987) di Sam Raimi ma, badate bene, con il piccolo capolavoro horror del regista americano condividono solo furbescamente il titolo. La Casa 3 - Ghosthouse, La Casa 4 - Witchcraft (1989) e La Casa 5 (1990) presentano infatti tutti i limiti delle tipiche produzioni horror low-budget italiche, ivi comprese sceneggiature fiacche, dialoghi trash, recitazione scadente, scene derivative e così via. Nella fattispecie La Casa 3, oltre a farsi immeritatamente carico di un titolo storico dell'horror internazionale (e fregandosene del fatto che la propria trama non c'entri nulla con quella del film di Raimi) condivide con il film del 1987 solo il nome di una protagonista (Henrietta). Qui si fermano le similitudini e quindi non vale la pena sprecare altro tempo nei paragoni ma piuttosto è meglio analizzare il film di per sé. I contro di questo film surclassano ampiamente i pro i quali, questi ultimi, si limitano ad alcune scene che riescono in effetti a creare qualche tensione, coadiuvate in questo dall'inquietante presenza del clown malefico e di una cantilena infantile macabra (benché ripetuta allo sfinimento). Tolti quei due o tre momenti di "paura" ciò che rimane è un disastro. Dialoghi stupidi e recitazione non all'altezza sono una costante in questa pellicola e il doppiaggio certo non aiuta. Derivativi alcuni spunti fra i quali il clown (Poltergeist - demoniache presenze, 1982) e la morte che entra in scena col coltello (!) in mano (Inferno, 1980). Gli SFX sono basic ed il subplot del guardiano pazzo è davvero superfluo dal momento che lo spettatore sa già che non è lui il colpevole. Le scene di paura sono spesso rovinate da effetti visivi malfatti ed il comportamento dei protagonisti (che si cacciano nei guai in maniera sistematica e pretestuosa) è davvero insensato. Fra gli attori, da segnalare la presenza di Lara Wendel (Maladolescenza, 1977; Il profumo della signora in nero, 1974; Tenebre, 1982) e quella del padrone delle pompe funebri Robert Champagne, che tornerà in un altro ruolo ma con una presenza più incisiva ne La Casa 4 (e lì finirà la sua carriera nell'horror). Ripeto, qualche momento riuscito fa di questa pellicola non proprio "uno spreco di tempo", ma siamo sul limite del puro trash. L'appassionato di horror italico ci butti un occhio e si faccia un'idea, ma eviti l'acquisto.

Noto all'estero come: Ghosthouse (titolo internazionale), La Maison du Cauchemar (Francia).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Riguardo alla cantilena infantile. Ci sono diverse ipotesi rispetto a ciò che viene detto in quella canzoncina. C'è chi ci sente la parole "Burial" (Sepoltura), altri hanno sentito "Redrum, Are you there?" (Assassino, sei là?) che non vuol dire una mazza in sé, se non che Redrum è Murder al contrario e che la cosa citerebbe Shining (1980) di Kubrick. Gente che ha tempo da perdere ha ascoltato la canzoncina al contrario (perché sentita così non dice nulla) e conferma che si sente solo la parola "Burial". C'è da perderci il sonno!

MI VUOI COGLIONARE?!

Partiamo dall'osservazione che i protagonisti fanno tutto ciò che non andrebbe fatto e non fanno ciò che si dovrebbe: Paul e Marta sono entusiasti di andare a ficcare il naso in un presunto omicidio senza che gli passi per la mente che la polizia esiste proprio per curare questo genere di cose.

I protagonisti parlano da soli per illustrare agli spettatori cosa stanno facendo e perché.

All'inizio del film si vede il vecchio papà con metodi educativi da sbandato che chiude in cantina la figlioletta a motivo del fatto che la bimba ha ucciso un gatto. La chiude in cantina ma non pensa minimamente a togliere il gatto morto dalle scale della cantina, mentre la carcassa del felino continua a colare sangue!

Perché la Morte (o uno spettro che la rappresenta) dovrebbe aver bisogno di un coltello per intimorire o uccidere un vivente?

Una motociclista va in bagno a lavarsi le mani ed è ancora giorno (c'è il sole). Si lava le mani e la faccia ma dal rubinetto esce il sangue, lei si spaventa. Giusto. Ma non scappa fuori, corre avanti e indietro per la casa finché fuori viene buio!

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