TRAMA

A Scotland Yard un investigatore indaga sulla sparizione di un attore famoso. Le ricerche portano ad una casa alle quale sono legate storie tetre: 1) Method for Murder: uno scrittore di libri horror è perseguitato da una sua creazione 2) Waxworks: due uomini sono ossessionati da una donna di cera 3) Sweets to the Sweet: una bambina strana e il suo papà preoccupano la tata 4) The Cloak: un attore di film horror trova il mantello di un vero vampiro.

 


LA CASA CHE GRONDAVA SANGUE
(titolo or.: The House That Dripped Blood - UK - 1970 - 102min - Colore)

di Peter Duffell

GENERE
EPISODI - HORROR
IN BREVE
Su quattro episodi solo uno è un po' inquietante. Il risultato generale comunque non è malaccio.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

La Frase dal Film: "Te l'avevo detto, no?! Questo posto è proprio l'ideale per te!"

La Amicus Films, casa di produzione di questo La casa che grondava sangue, sfornò molti successi, forse tanto quotati dagli appassionati quanto quelli della Hammer. Il marchio di fabbrica della Amicus furono i film ad episodi che spesso sfruttavano il talento letterario di Robert Block (l'inventore di Psycho, 1960). Da citare, fra le produzioni Amicus ad episodi, Le cinque chiavi del terrore (1964), Il giardino delle torture (1967) e Asylum - La morte dietro il cancello (1972). Nella fattispecie la qualità delle storie varia, come al solito accade con questo genere di film. Il primo segmento (Method for Murder) vede Denholm Elliott (morto nel 1992 per AIDS; Indiana Jones e l'ultima crociata, 1989; Camera con vista, 1985) convincente nel rappresentare il terrore di veder prendere forma una propria fantasia; l'episodio benché poco logico si salva per un doppio colpo di scena inaspettato. Il secondo segmento (Waxworks) vede il mito dell'horror Peter Cushing (La mummia, 1959; La maledizione di Frankenstein, 1966; Le spose di Dracula, 1960, ...) nei panni del mogio Philip Grayson che rimane stregato dalla statua di cera di una donna che gli ricorda un vecchio amore; finale macabro. Il quarto segmento (Sweets to de sweet), il più inquietante, vede Christopher Lee (Dracula il Vampiro, 1958) nei panni di un ricco uomo di affari alle prese con una figlia "difficile"; la presenza della bambina (Chloe Franks: Cane di paglia, 1971; The Uncanny, 1977) che passa da un ruolo dolce ad uno sinistro giova all'atmosfera del racconto che rimane interessante fintantoché l'elemento di mistero permane. L'ultimo segmento (The Cloak) è quello più marcatamente comico con il vecchio attore horror Paul Henderson (Jon Pertwee, che lavorò più in tv che per il grande schermo) alle prese con i vampiri. Non tutti i segmenti entusiasmano, non tanto per la recitazione ma per la regia piatta e per lo stile abbastanza vecchiotto della rappresentazione orrorifica; paura e sangue, poi, sono quasi totalmente assenti. Il terzo episodio rimane il segmento più genuinamente inquietante con una discesa nell'orrore graduale ma inesorabile. Il plot di collegamento fra i segmenti, quello dell'ispettore, si conclude in maniera abbastanza deludente. Non male comunque questo film del 1970 se si è avvezzi ai film di quel decennio e soprattutto all'horror ad episodi. Più che altro fa piacere vedere nella stessa pellicola due mostri sacri del genere. Per afecionados.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Questo fu il primo film diretto dal regista televisivo Peter Duffell.

A Vincent Price fu offerto il ruolo di Paul Henderson.

Nel film si vede Christopher Lee che legge il suo libro preferito "Il Signore degli Anelli". Questo più di 30 anni prima che lui apparisse nei panni di Saruman nella trilogia diretta da Peter Jackson, riduzione cinematografica di quel libro.

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