La Frase dal Film:
"If I wanted to listen to an Asshole, I'd fart"*
Lontano 1000 miglia dai new-slashers adolescenziali
stile So cosa hai
fatto (1997), questa primo film di Rob Zombie merita
un certo credito, fosse solo per le difficoltà che
ha incontrato nella distribuzione. Caratterizzato da transizioni,
tagli e filmati girati con handycam e virati cromaticamente,
La Casa dei 1000 Corpi assomiglia forse troppo
ad un video musicale e questo non pare troppo strano vista
l'appartenenza del regista ad un gruppo metal, peccato che
questo stile sia un attentato alle atmosfere del film e
quindi ai potenziali momenti di paura. C'è chi ha
definito Rob Zombie il Quentin Tarantino dell'horror per
il suo vezzo citazionista: in effetti si va, palesemente,
da Non aprite quella
porta (1974), vista anche la presenza di Otis, il Moseley
di Non aprite quella
porta parte 2 (1980), a Il tunnel dell'horrore
(1981) di Hooper, ai film della Universal, a Horror
Puppet (1979), e perché no, con quei giochi
di colore a Suspiria (1977).
Il parallelo con Tarantino, comunque, finisce qui. La
Casa dei 1000 corpi non cerca mai di disegnare in modo
preciso la psicologia dei personaggi o di arricchire la
trama, ma si abbandona al puro incubo e allo stile narrativamente
essenziale e visivamente iperbolico in un continuo rimando
agli horror di una volta sicché il risultato è
sì molto "glam", con il rischio che lo
spettatore, però, non venga conquistato da ciò
che sta assistendo. Nonostante queste critiche va dato atto
che il film presenta dei momenti interessanti soprattutto
verso la fine in cui l'orrore dell'America di provicia (già
lercia e spaventosa così com'è stata dipinta)
viene proiettato in una dimensione parallela e sotterranea,
ancor più allucinatoria e simile ad un viaggio di
Alice nel paese delle meravigliose dissezioni. Gustoso
finale prevedibile ma efficace. Gli attori fanno tutti un
ottimo lavoro ma certo il più indimenticabile è
il Captain Spaulding interpretato da Sid Haig (Spider
Baby, 1964, altra citazione di Rob Zombie), un clown
rozzo e pericoloso più di quello di It (1990).
In definitiva, La Casa dei 1000 corpi si configura
come un film non originale nella tematica ma diverso nella
realizzazione e fuori dalle righe del mainstream, cosa sempre
ben accetta. Benché alcuni limiti siano evidenti,
il talento del regista è notevole soprattutto in
alcune scene, come ad esempio quella dell'esecuzione dello
sceriffo. Da vedere, e visto il moderato prezzo d'acquisto,
anche da comprare; il consiglio comunque è "try
before buy", poiché questa pellicola potrebbe
non piacere a tutti.
Seguìto da
La casa del diavolo (The Devil's Rejects, 2005) sempre di Rob Zombie.
*-scritto sul retro della
maglietta di Captain Spaulding, si può tradurre come:
"Se io avessi voluto ascoltare (il parere di) uno
stronzo, avrei scoreggiato". Ma come al solito
è impossibile tradurre letteralmente dal momento
che "Asshole" è il "buco del culo".
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Sheri Moon, che nel film recita nei panni
di Baby, è nella vita la moglie di Rob Zombie.
La casa usata nel film è la stessa
usata ne Il più bel casino del Texas (1982),
abitazione che si può visitare col trenino nel giro
guidato agli Universal Studios. Tuttavia, durante le riprese
la Universal si rifiutò di eliminare i tours col
trenino; la qual cosa fece perdere non poco tempo alla produzione.
La maggior parte delle scene tagliate (Otis
che tortura le cheerleaders, Baby che si masturba con uno
scheletro, etc...) furono filmate da Rob Zombie nella sua
cantina. Il regista invitava gli attori a casa sua nei weekends
e girava da solo con una handycam. Con l'eccezione della
ripresa di un tramonto, le scene iniziali del film (opening
credits) furono filmate nello stesso modo.
La Universal, che in origine avrebbe dovuto
produrre il film, si rifiutò poi di farlo perché
era certa che si sarebbe beccato il divieto ai minori (NC-17) dall'MPAA. Il film fu passato
alla Lions Gate che lo pubblicizzò come "il
film che non vi volevano far vedere".
Filmato nel 2000 fu distribuito solo tre
anni dopo.
Parecchi personaggi devono il loro nome
ad altri personaggi apparsi in 5 film dei Fratelli Marx:
Captain Jeffrey T. Spaulding da Animal Crackers
(1930), Professor Quincy Adams Wagstaff da I fratelli
Marx al college (1932), Rufus T. Firefly da La guerra
lampo dei fratelli Marx (1933), Otis B. Driftwood da
Una notte all'Opera (1935), Dr. Hugo Z. Hackenbush
da Un giorno alle corse (1937), tutti interpretati
da Groucho Marx. Signor Emanuel Ravelli da Animal Crackers
(1930) interpretato da Chico Marx.
Durante la sua proiezione nelle sale il
film ha "incontrato" il numero 666 ben due volte.
All'inizio, nella prima settimana di proiezione incassò
3.460.666 dollari, e alla fine del periodo di proiezione
con quello che si definisce per-theater-average (l'incasso
settimanale diviso per il numero delle sale) che risultò
di 666 dollari. Strano o no?!
Il film è dedicato a Dennis Fimple,
l'attore morto nel 2002. Nel film ha il ruolo del nonno.
Nel negozio/museo di Captain Spaulding,
dietro la cassa, si vedono delle riproduzioni di dipinti
fatti da Aleister Crowley (uno dei padri del satanismo moderno)
e rinvenuti nella sua Abbazia di Thelema a Cefalù
(Italia).
Quando Denise viene fatta calare nella
tana del Dottor Satana, le si dà un registratore
che ripete allo sfinimento e al rallentatore una parte della
poesia "Il Poeta" di Aleister Crowley letta da
lui medesimo (si trova su un CD chiamato "The Great
Beast Speaks" che sarebbe l'unica registrazione conosciuta
di Crowley). La frase dalla poesia che si sente nel film
dice: "Sepelliscimi in una tomba anonima" (Bury
me in a nameless grave).
Harrison Young indossa un vestito quasi
identico a quello che indossava nel film Salvate il
soldato Ryan (1998).
In più di un momento vi sarà
possibile vedere nel film un poster di 2 ragazzini scomparsi.
Le foto sono di Rob Zombie e di suo fratello (il cantante
dei Powerman 5000) da bambini.