La Frase dal Film:
"Che rapporto hai con tua moglie?" "Intendi
a letto?" "Sì" "Pessimo"
"E per il resto?" "Sempre pessimo..."
Prima di tutto una precisazione riguardo
al titolo del film: in molte fonti, compresa la custodia
del VHS a lato, compare come La Casa del sortilegio
(al singolare), in altre La Casa dei sortilegi;
questa versione del titolo si è diffusa soprattutto
dopo l'uscita del DVD distribuito dalla Fox. Io opto per
il secondo, vista anche la scritta che compare all'inizio
del film, in più con il titolo La Casa del sortilegio
si indica pure il film The Nesting di A. Weston
del 1981 nonché Boardinghouse di John Wintergate
del 1981. Gran casino, non vorrei aggravare la situazione.
Comunque "la casa" in questione fa parte di una
quadrilogia di film per la tv commisionata da Reteitalia
(odierna Mediaset) e mai trasmessa per l'eccessivo livello
gore. A distanza di tempo, grazie all'interessamento di
qualche anima pia, il pubblico ha avuto la possibilità
di riscoprire queste pellicole sepolte, con tutto ciò
che comporta. Di limiti ce ne sono eccome a partire dalla
pochezza di mezzi messi a disposizione dalla produzione
e dai tempi ridotti di consegna, ma queste solite motivazioni
non possono essere una scusa sempre valida. Sicuramente
migliore de La casa
delle anime erranti (1989) l'altro film di Lenzi nel
ciclo "Houses of Doom", La Casa delle anime erranti
non aggiunge nulla ciò che uno spettatore di film
horror anni '80 non abbia già visto: un po' di nudità,
dialoghi abborracciati, musiche al sintetizzatore, finale
"shock". Mentre il sangue non manca (ma non aspettative
lo splatter) la paura latita e le scene di tensione sono
smorzate dalla recitazione e dai volti improbabili di alcuni
attori. Sopra tutti va citata la strega (Maria Cumani Quasimodo:
5 donne per l'assassino, 1974; Interno
di un convento, 1977; Nosferatu a Venezia,
1988) che più che atterrire pare una vecchina in
preda ad una botta d'Alzheimer. Andy J. Forest (Luca) e
Paul Muller (Andrew Mason, il visconte Cobram di Fantozzi
contro tutti, 1980) vanno meglio ma non possono fare
miracoli in un film che ha una trama davvero poco sensata.
Il finale, che dovrebbe essere shock e garantire la sorpresa,
è più che prevedibile. Chi ha voluto sottolineare
la componente frudiana nel sogno di Luca (la decapitazione
come castrazione) c'ha visto bene ma occorre precisare che
tale rilettura si ferma qui onde evitare il rischio di dare
valore aggiunto ad una pellicola con la quale di certo Gianfranco
Clerici e Daniele Stroppa (al soggetto) non avevano inteso
approfondire tali dinamiche psicanalitiche. In definitiva,
fiacco, noiosetto ma con qualche momento; film buono per
gli appassionati di horror italico di tipo "bis".
Gli altri film del ciclo "Le Case
Maledette" sono: La
casa delle anime erranti (1989) di Lenzi, La
dolce casa degli orrori (1989) e La
casa nel tempo (1989) di Fulci.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
"La Morte" utilizzata nel film
(ultima foto a sx) è la stessa utilizzata da Lenzi
ne La Casa 3 - Ghosthouse
(1988).
Nel film viene detta la frase "Vuoi
che ci bevchino come due squinzi!". Tale sostantivo
ridicolo, di "paninariana" memoria, doveva sembrare
particolarmente giovanilistico alle orecchie di Lenzi tanto
che lo utilizzerà pure ne
La casa delle anime erranti (1989).
Nel film è citato il nome di un'altra
pellicola: La visione del sabba. Si tratta di un
lavoro di Marco Bellocchio del 1988 che narra la storia
di una donna malata di mente che crede d'essere una strega.