TRAMA

Liberato dalla sua bara, il vampiro Barnaba Collins (Jonathan Frid) si presenta ai suoi pronipoti come un vecchio parente scomparso. Fra questi incontra Maggie Evans che assomiglia incredibilmente al suo ex amore Josette che lui non aveva potuto sposare proprio per il suo "problemino". Per amore di Maggie prova persino una cura miracolosa che promette di guarirlo dalla maledizione.


LA CASA DEI VAMPIRI
(titolo or.: House of Dark Shadows - USA - 1970 - 97min - Colore)

di Dan Curtis

GENERE
GOTHIC HORROR
IN BREVE
Horror sui vampiri di vecchio stampo gotico. La regia televisiva si nota.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Le due donne stanno sulla tomba, il leone scruta la colomba, e lì nel grembo della collina, la fiamma splende più cristallina"

La Casa dei Vampiri è quello che si definisce in gergo uno "spinoff", ovvero "un qualcosa derivato da qualcosa d'altro", un film derivato da una serie (ma il termine si può usare anche per una serie derivata da un film). In questo caso l'origine era la serie tv Dark Shadows (in Italia L'ombra della notte), andata in onda sulla ABC dal 1966 al 1971, una specie di soap horror gotica. Il film in questione condensa parte della seconda e terza stagione e vede il vampiro Barnaba Collins (Jonathan Frid) alle prese con una donna (Maggie Evans/Kathryn Leigh Scott) che gli pare tanto la sua antica amata e così la vuole impalmare alla faccia di tutto il resto del cast che fa di tutto per impedirglielo. A differenza della serie tv, questo film mostra il maggior budget messo a disposizione per realizzarlo a partire dall'uso del colore (tutta la soap era in bianco e nero); il cast resta il medesimo con a capo appunto il bravo Frid che però, nonostante molte donne al tempo lo definissero sexy, pare uno dei vampiri meno magnetici nella storia del cinema. Dan Curtis (Trilogia del terrore, 1975; Ballata macabra; 1976) dietro alla mdp si attiene ad una regia senza fronzoli riciclando sitauzioni da horror gotico trite e ritrite, tradito dalle sue origini più televisive che cinematografiche. Tutta la tensione è lasciata all'interpretazione dei personaggi o a qualche situazione girata nel solito cimitero mentre qualche balordo cerca di aprire una cassa da morto che sarebbe dovuta stare chiusa. Il vampiro ritratto da Frid è crudele suo malgrado e per amore vorrebbe tornare un essere umano normale: anche in questo la tensione viene abolita dal momento che ci troviamo di fronte ad un dramma romantico piuttosto che ad una malefica minaccia. La paura (se di paura si può parlare) si concentra in pochissimi momenti tutti molto banali (gatti che saltano fuori di colpo, passi nell'oscurità, ...), il sangue è a bassi livelli, i dialoghi banali e la noia non tarda ad arrivare. Il vampiro "vecchio" (foto a sx), quello che dovrebbe fare più paura, assomiglia piuttosto al mega direttore generale di Fantozzi. Molti stereotipi e molte ingenuità, benché messe in scena da un cast solido, in questa vecchia Casa dei Vampiri che potrebbe forse avere il suo punto di forza proprio per il fatto di presentare l'orrore secondo i vecchi canoni del gotico. Per nostalgici.

Seguìto da La Casa delle ombre maledette (Night of Dark Shadows, 1971)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 750.000 $.

Il cimitero che nel film è chiamato Eagle Hill Cemetery, in verità è lo Sleepy Hollow Cemetery di Tarrytown, NY.

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