TRAMA

Otis (Bill Moseley) e Baby (Sheri Moon) riescono a sfuggire all'assedio che la polizia, guidata dallo sheriffo Wydell (William Forsythe), compie al loro ranch. I due maniaci, nella fuga, sequestrano quattro sventurati, li seviziano e li uccidono. In seguito si riuniscono con Captain Spaulding (Sid Haig) e in tre si rifugiano dal pappone Charlie Altamont (Ken Foree). Catturare il gruppo di folli diventa l'ossessione di Wydell il quale deve vendicare la morte del fratello.

 


LA CASA DEL DIAVOLO
(titolo or.: The Devil's Rejects - USA/GERMANIA - 2005 - 109min - Colore)

di Rob Zombie

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Il sequel de La Casa dei 1000 corpi ha una regia più controllata e qualche cosa da dire oltre la violenza.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Sai Roy, se non sbaglio riesco ancora a sentire l'odore della passera di tua moglie sulla pistola. Speriamo che non si arrugginisca la canna"

Rob Zombie ha attirato l'attenzione su di sé a partire dagli anni '90 con la sua band metal-industrial degli White Zombie, quindi, dopo alcuni tentativi andati male di sfondare nel cinema, ha girato La casa dei 1000 corpi (2003), film che ha creato un caso ancor prima di approdare sul grande schermo poiché molte majors hanno rifiutato di distribuirlo in quanto eccessivamente violento. Accettò la Lions Gate e quello che vide il pubblico parve giustamente a molti troppo debitore a pellicole anni '70 come Non aprite quella porta (1974). La Casa del Diavolo è il sequel del film del 2003 e il regista richiama sul set Sid Haig, Bill Moseley, Sheri Moon (che è la moglie di Rob Zombie) e anche Tom Towels nonostante nel precedente film il personaggio interpretato da quest'ultimo fosse stato ucciso. Come la pellicola precedente, anche questa è citazionista, e ne La Casa del Diavolo appaiono molti volti noti all'appassionato di horror: Ken Foree da Zombi (1979), Danny Trejo (Dal Tramonto all'Alba, 1995), Michael Berryman il Pluto di Le Colline hanno gli occhi (1977), P.J. Soles visto come vittima in Halloween (1978). In più compaiono nel cast la porno star Ginger Lynn Allen, il wrestler Diamond Dallas Page e una delle regine dei B movie americani, Mary Woronov. Anche per questo nuovo film possono essere ripetute alcune delle critiche mosse al precedente lavoro di Rob Zombie. Il modello rimane il film di Tobe Hooper del 1974, solo che qui si fonde con il mito "on the road", non per nulla lo stesso regista ha citato, parlando del suo lavoro, la storia di Bonnie and Clyde. Il gusto per il sadismo e l'exploitation c'è tutto e forse a volte pare artefatto, i dialoghi alla Tarantino sono divertenti ma certe cose è meglio lasciarle a chi è davvero capace. Due gli elementi decisamente migliori rispetto al primo film: la regia e una certa riflessione sul male. Mentre La Casa dei 1000 Corpi era una bagarre di effettacci e sadismo, La Casa del Diavolo ha un approccio un po' più lineare e pulito e nonostante il livello di sadismo sia anche superiore in questa seconda istallazione, il controllo narrativo porta a una migliore comprensione di ciò che il regista vuole trasmettere e permette agli attori di disegnare meglio i personaggi che interpretano. Bill Moseley, nei panni di Otis, ottiene molta più visibilità in questo secondo film e Sheri Moon, un'attrice relativamente inesperta, riesce ad esprimere un insieme di follia e sensualità (per la cronaca è stata su un numero di Playboy del 2005). Sempre bravo Sid Haig nell'interpretare il pagliaccione Captain Spaulding, terrificante come IT quando minaccia il bambino nel parcheggio. La scena comunque viene rubata dalla performance sanguigna di William Forsythe nei panni di uno sheriffo del sud guidato da una missione divino-psicotica. Rob Zombi, che aveva strutturato il primo film come un semplice pezzo di "Americans Gone Wild", qui inserisce una riflessione sulla permeabilità al male, cioé di come lo sheriffo integerrimo, una volta entrato in contatto con la famiglia Firefly, finisca per diventare sadico come loro. Per Rob Zombie non sembra esserci un porto sicuro al quale attraccare e la sua visione nichilista (ma divertita) si diffonde a macchia d'olio in tutto il film. Il pazzo assurto a icona eroica è la pericolosa immagine che serpeggia ne La Casa del Diavolo, solo, però, a patto di prendere sul serio il lavoro del regista, cosa che, pare ovvia guardando il film, non ha fatto neppure lui. In definitiva, godibile ma non certo innovativo. Di sicuro il tasso di violenza ne fa una pellicola non adatta ai più sensibili, questi ultimi difficilmente lettori del mio sito.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, girato in California, è costato circa 7 milioni di dollari.

Nel DVD, subito prima che inizino i credits, si legge "In Memory of Matthew McGrory". Nella versione cinematografica questa scritta non compariva poiché McGrory era ancora vivo. L'attore era l'inconfondibile gigante che interpretava Tiny. Lo si può ricordare anche per il suo ruolo di Karl il Gigante in Big Fish (2003) di Tim Burton.

Nel film, in un televisore, si può vedere Bela Lugosi che tira una leva. E' una scena dal film La sposa del mostro (Bride of the Monster, 1955) di Ed Wood Jr.

Nel film ci sono circa un centinaio di effetti digitali e tutti mirati a ricreare scene di sangue. Queste riguardano oggetti che entrano in contatto con la pelle (taglio di gole, colpi di proiettile nella testa o sul collo, coltellate). Gli effetti che riguardano un contatto non diretto con la pelle (zone coperte da vestiti) furono realizzati "artigianalmente". Rob Zombie avrebbe voluto realizzare tutti gli effetti usando solo le stesse tecniche utilizzate nelle produzioni anni '70, ma questo non fu possibile poiché avrebbero sforato i tempi produttivi.

Il film in origine prevedeva un subplot che riguardava il Dr. Satan. In un'intervista, Rob Zombie disse che aveva tagliato quelle scene in quanto la presenza del Dr. Satan in La Casa del Diavolo aveva senso come la presenza di Chewbacca in Bonnie and Clyde (1967). Il regista disse anche che tali scene tagliate sarebbero state inserite come extra nel dvd.

Rosario Dawson nel film aveva la parte di un'infermiera. Il suo personaggio è stato tagliato in quanto presente nelle scene con il Dr. Satan, altro personaggio tagliato nella versione approdata nelle sale.

Il Family Media Guide sostiene che nel film la parola "fuck" e sue varianti, vengono pronunciate 224 volte, tuttavia altre fonti sono arrivate a contarne 560. Fino all'avvento del documentario Fuck (2005) di John Anderson, questo era un record. Prima del film di Rob Zombie il primato era detenuto da Niente per bocca (1997) che ne contava 470.

Il fratello della bella Sheri Moon appare brevemente nel film nei panni di un poliziotto nella scena della sparatoria iniziale. Era andato sul set solo per curiosare ma il regista gli ha dato quel ruolo in quanto l'uomo sapeva maneggiare bene le armi.

La frase detta da Otis: "Io sono il diavolo, e sono qui per fare il lavoro del diavolo" (I am the devil, and I have come to do the devil's work) è la citazione di una frase pronunciata da uno dei membri della Manson's Family durante la strage di Bel Air (in cui fu uccisa Sharon Tate).

Il nome Charlie Altamont è citato nel documentario dei Rolling Stones dal titolo "Gimme Shelter", in cui un membro della banda degli Hell's Angels pugnalò a morte un giovane sulla Altamont Speedway in California. Nel film, Charlie Altamont "gives shelter" (dà riparo) alla famiglia Firefly.

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