La Frase dal Film:
"Molti credono che siano spiriti o fantasmi. Sono
sempre stati qui. Esistono, esistono in un mondo tutto loro
[...] Vogliono farci cambiare la realtà, vogliono
tormentarci"
Primo ottimo lungometraggio per il regista
Alex Turner e, fatemi dire, pessimo lavoro di grafica per
la locandina che farà in modo di giocarsi parecchio
pubblico poco allettato dallo spendere soldi per un DVD
che, con tale packaging, sembra essere l'ennesimo horror
di serie B giusto per essere sbattuto nei cestoni "Special
Price" di qualche centro commerciale (cestoni che,
per inciso, sono delle miniere d'oro per il cinefilo!).
Il peggio è che il film in questione è uscito
solo per il mercato home-video. Peccato. Fatto sta che Alex
Turner è riuscito a costruire un film visivamente
accattivante con ottimi effetti speciali (molti in CG) bilanciando
splatter e paura. Il regista ha fatto tesoro della "lezione"
orientale e ha preferito optare per dei meccanismi che elicitassero
la paura senza ricorrere ad eccessivi spargimenti di sangue,
questi ultimi quasi tutti concentrati all'inizio del film.
Qualcosa proveniente dall'Oriente la sia può rintracciare
anche nel modo in cui sono stati rappresentati i bambini
nel film. Altre suggestioni rimandano a La Casa (1981) di Raimi e soprattutto ad Hellraiser
(1987) Clive Barker, nel momento in cui si tratta di sacrifici
umani che aprono porte dimensionali dalle quali scaturiscono
demoni. Detto questo, comunque, Dead Birds non
è gravato da un'eccessiva derivatività e mantiene
una sua specifica personalità. La fotografia di Steve
Yedlin contribuisce a creare un ambiente sinistro e claustrofobico,
e non abusa del buio come spesso accade in molti horror.
Fra momenti di tensione senza cadute di tono ed un moderato
uso degli effetti audio, i protagonisti del film non dovranno
vedersela soltanto con gli esseri mostruosi che sembrano
abitare la casa, ma anche fra di loro a causa della rispettiva
malfidenza: quindi la minaccia sarà dupplice. Peccato
che la seconda parte del film accelleri eccessivamente gli
eventi generando una certa confusione narrativa ed anche
il sub plot del soldato che aveva indicato quella villa
come "sicura" (cosa che si rivelerà un
trappola) viene lasciato in secondo piano e sfugge dalla
mente dello spettatore anche se tale concetto appaia come
centrale. Gli attori, per quanto non famosi per il mainstream
(ma noti agli appassionati di horror) recitano in maniera
assolutamente convincente, anche perché non nuovi
a tali produzioni: Henry Thomas (il bambino di E.T.
- L'Extra-Terrestre, 1982) è il protagonista,
Nicki Lynn Aycox (Jeepers Creepers 2, 2003) la
sua donna; quindi Isaiah Washington (Nave
fantasma - Ghost Ship, 2003) e Muse Watson (So cosa
hai fatto 2 - Incubo Finale, 1998). In definitiva La
Casa Maledetta (l'ineffabile distribuzione italiana
non azzecca mai un titolo...) è un bel film horror
(non un capolavoro) soprattutto in base al fatto che si
tratta di un'opera prima: assicura brividi, gore, intrattenimento
badando alla qualità (fin dai titoli di testa). Avrebbe
meritato maggiore visibilità tramite il passaggio
sul grande schermo mentre invece le sale sono occupate da
boiate horror tipo House of
the dead (2003) o anche Alone in The Dark (2005).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Le scene girate nel paesino western hanno
beneficiato dello stesso set utilizzato per Big Fish (2003)
di Tim Burton.
Il film venne girato fra il settembre e
l'ottobre del 2003 a Mobile, Alabama.