TRAMA

Al comandante Hans (Gabriele Carrara) viene ordinato di ingaggiare 10 donne e di trasformarle in macchine del sesso al comando delle SS. Hans si avvale dell'aiuto di Madame Eva (Macha Magall) e del mad doctor Jurgen (Allan Collins). La finalità è irretire col sesso dei gerarchi nazisti per smascherarne i complotti.


CASA PRIVATA PER LE SS
(Italia - 1977 - 95min - Colore)

di Jordan B. Matthews [Bruno Mattei]

GENERE
NAZIPLOITATION
IN BREVE
Tipo Salon Kitty di Brass però trash. Alcuni attori spassosi
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Come avrete certamente capito, vi attendono giorni difficili. Io modellerò il vostro corpo e la vostra mente, farò di voi dei perfetti meccanismi elaborativi di amore a comando, capaci di accoppiarsi in ogni condizione. Sarete sottoposte a rapporti naturali e preternaturali"

Preternaturali?! Boh! Naziploitation o erossvastica (come preferiscono quelli di "Notturno"), diretto da Mattei che deve più di qualcosa a Salon Kitty (1975) di Tinto Brass, solo che il buon Mattei fa il tutto con meno soldi e con attori sopra le righe rendendo Casa privata per le SS il film giusto per il fan dell'eurotrash. Se qualcuno ha trovato Salon Kitty troppo pretenzioso e noioso, potrà, con il film di Mattei, rilassarsi e farsi più di una risata, almeno all'inizio. Sì, perché le "delizie" del film sono quasi tutte concentrate nella parte iniziale, quando dieci ragazze sono addestrate a diventare macchine del sesso. Le donne si allenano alla scherma e ballano nude nel prato, anche se non si capisce come queste cose possano aiutare a migliorare le prestazioni sessuali. Due pollici alzati per la presenza del mitico Sal Boris aka Salvatore Baccaro (La Bestia in calore, 1977) che come al solito viene usato a guisa di fenomeno da baraccone la cui unica finalità è quella di scopare: qui corre intorno al letto per prendere una donna in una scena che assomiglia alle comiche di Benny Hill. Pollice verso per la presenza di un uomo pesantemente deforme che copula (seconda foto a sx): il cattivo gusto non ha mai fine. Non manca neppure un sottointeso di zoofilia con un pastore tedesco che si dovrebbe accoppiare con una delle malcapitate. Il prosieguo del film ha da offrire amenità quali sadomaso, un nazi che beve il sangue di una donna e soprattutto un giapponese con una benda sulla fronte su cui si è disegnato una svastica. Cool. La pellicola ci dà la possibilità di goderci vari livelli d'inettitudine attoriale: si va da un Luciano Pigozzi il cui volto ricorda quello di Peter Lorre, a Macha Magall già vista in La bestia in calore (1977), a Marina Daunia (K.Z.9 Lager di Sterminio, 1977). Imperdibile soprattutto la performance di Gabriele Carrara (anche lui in KZ9), sopra le righe dall'inizio alla fine. Sorprendente vedere nel cast Walter Brandi, presenza in diversi horror italici a base vampirica quali: L'Amante del vampiro (1960), L'Ultima preda del vampiro (1962), La Strage dei vampiri (1962). Nonostante vari tentativi di atteggiarsi a film serio, non ultimo un roboante inizio a suon di Fuga di Bach, il film non riesce neppure nell'intento di scioccare, perché tutti i nudi integrali, tutte le perversioni e tutte le trovate "forti" finiscono per sembrare ridicole, ammantate come sono dalla pervasiva aura del trash. Inoltre la seconda parte è anche noiosa. Per gli amanti del naziploitation e per i fetiscisti di Baccaro.

Noto all'estero come: Hôtel du plaisir pour le SS o La maison privèe des SS (Francia), Private House of the SS o SS Girl(UK e USA), SS-Naiset (Finlandia).

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