TRAMA

Alex (Giuseppe Lorusso) si reca alla vecchia "Locanda del Crocevia", ormai diroccata, per compiere delle ricerche insieme all'amica o fidanzata Rita (Federica Quaglieri). Studiando le note e i diari della gente che ha soggiornato in quel luogo lo spettatore farà la conoscenza di una violinista muta (Cristiana Vaccaro) e di un uomo che sembra avere problemi di sonnambulismo. Scavare nel passato di quelle persone e di quella casa non gioverà a nessuno.

 


LA CASA SFUGGITA
(ITALIA - 2003 - 90min - Colore)

di Ivan Zuccon

GENERE
HORROR
IN BREVE
Ottima prova di stile per Zuccon che viene snobbato dall'ineffabile distribuzione italiana. Da scoprire e supportare.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

La Frase dal Film: "Il posto delle cose non è dove crediamo che sia. E questo vale per i nostri corpi, le nostre anime, i nostri demoni"

E' un vero peccato che film horror italiani di questo livello ricevano maggior riconoscimento all'estero che nel paese d'origine dimostrando per l'ennesima volta che il circolo vizioso fra distributori poco coraggiosi e pubblico poco competente l'abbia vinta sull'arte e sulla vera passione. L'amaro sfogo ha origine dal fatto che le sale sono invase ogni anno da commediacce becere mentre esiste un sottobosco di registi di valore che fanno i salti mortali per potersi farsi conoscer un minimo e producono comunque (in questa dimensione cinematografica "ingiusta") dei film superiori a quelli che battono cassa al botteghino. Uno di questi è Ivan Zuccon, italianissimo regista che già alla sua terza prova dietro alla mdp riesce a creare un prodotto che, con tutti i limiti, è di riconosciuta levatura. Patito di racconti Lovecraftiani (base anche dei suoi due precedenti lavori, Maelstrom - Il figlio dell'altrove, 2001; L'Altrove, 2000), Zuccon si riconosce con lo scrittore di Providence in quella sua passione per "l'altra dimensione" e anche, parole del regista, in quella sensazione di non appartenere totalmente a questa dimensione materiale. Per La casa sfuggita (The Shunned House) Zuccon pesca di nuovo da Lovecraft e per la precisione da tre racconti ("La casa Sfuggita", "La musica di Eric Zann", "La casa stregata"). Il film, che si apre omaggiando la scena iniziale de La casa con la scala nel buio (1983), si svolge tutto nella "Locanda del Crocevia", posto dal passato misterioso in cui si verrano a concatenare tre storie antiche unite dalla ricerca che Alex e Rita stanno svolgendo nel posto. L'accuratezza tecnica e le indiscutibili capacità di Zuccon dietro la mdp si notano subito nella scelta di non narrare gli episodi separatamente ma di fonderli visivamente, shiftando da un episodio all'altro con i soli movimenti della telecamera che si sposta in maniera fluida da una stanza ad un altro luogo che, ad esempio grazie ad un'illuminazione differente, suggerisce lo spostamento spazio temporale. Innegabile, quindi, che il film presenti una notevole cura sia a livello registico che di fotografia, anche quest'ultima curata da Zuccon. Il film regala alcuni momenti di paura ma ancor più incisive sono certe immagini da incubo come quella della ragazza che batte ripetutamente la testa al muro. Il livello gore è abbastanza alto ma non trascende mai, mantenedo una certa eleganza anche nelle scene più crude (la violinista che si suona i tendini del braccio). Le critiche che vertono sulla poca linearità del racconto (che in effetti potrebbe creare difficoltà di comprensione) potrebbero divenire superflue dal momento che il film tratta proprio di "realtà confuse", è probabile che lo stesso Zuccon abbia voluto intenzionalmente elicitare nello spettatore un senso di dislocazione spazio-temporale e relativa difficoltà di interpretazione: la farraginosità del racconto è quindi un punto a favore se si accetta il fatto che la tensione potrebbe calare nel momento in cui l'accumulo di scene paurose non è supportato dal senso di continuità. Meno convincente l'utilizzo eccessivo di effetti sonori e l'abuso della parola "cazzo" nei dialoghi. Pochissimo convincente, d'altrocanto, la performances di Giuseppe Lorusso (Alex) che proferisce frasi come le stesse leggendo, e quella della pettoruta Federica Quaglieri (Rita), forse poco a suo agio in produzioni del genere, alla quale tocca appunto ripetere allo sfinimento il termine "cazzo". Bravi invece gli altri attori, soprattutto Cristiana Vaccaro nei panni della violinista Zann, e Nicoletta Verri, nei panni di una locandiera vagamente felliniana. Con echi da Shining (1980) e da L'Aldila (1981) di Fulci, ma senza essere derivativo, Zuccon, una vera promessa per l'horror italiano, confeziona una pellicola dalla forte personalità e dall'ottimo stile; una delle migliori fra quelle che si sono sobbarcate l'ingrato compito di trasportare su pellicola le complesse atmosfere lovecraftiane. Da scoprire e supportare.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 35.000 euro e girato interamente a Ca' Pesaro, Frassinelle Polesine (RO).

I versi in francese recitati nel sonno da Rita sono tratti da Hotels di Guillaume Apollinaire.

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