La Frase dal Film:
"Disprezza il prossimo tuo come te stesso"
Deodato, "pecora nera" del cinema
di genere italiano, l'anno dopo il discusso e pluri-bandito
Cannibal Holocaust
(1979), fa uscire nelle sale La Casa sperduta nel parco,
evidente reprise de L'ultima
Casa a sinistra (1972) di Craven. Impossibile non porre
dei paragoni dal momento che non solo siamo all'interno
dello stesso genere (il Rape & Revenge), ma l'attore
delle due pellicole è il medesimo: David Hess (là
Krug, qui Alex). Ci sono pro e contro: prima di tutto il
lavoro di Deodato appare molto più curato di quello
di Craven, il quale con i pochi mezzi a disposizione
aveva girato una pellicola dall'aria amatoriale. La fotografia
del film di Deodato (di Sergio D'Offizi) è curata
al punto di dare un'atmosfera "glossy" di stile
americano alla pellicola. In più il regista saggiamente
opta per eliminare qualsiasi elemento comico che possa far
crollare la tensione, punto debole dell'opera di Craven
che aveva inserito le gags dei poliziotti. Terzo
punto a favore, Deodato fa comporre le musiche non ad Hess,
come fece Craven, ma a Riz Ortolani, che crea uno score
furbetto ma decisamente pertinente quando sottolinea beffardo
le scene più violente. Dalla sua il film di Craven
mostra una maggior coerenza nel plot e un atteggiamento meno
compiaciuto rispetto a ciò che mostra. In effetti
La casa sperduta nel parco è un vero film
exploitation, che sfrutta le nudità e
la violenza con un compiacimento antitetico al giudizio
morale che vorrebbe sottintendere. Comunque sia, il film
di Deodato è un bel pugno nello stomaco intriso di
un continuo senso di minaccia non solo sessuale, e lo svolgimento quasi del tutto concentrato in un appartamento, contribuisce
a strutturare una dimensione claustrofobica. Il regista
non suggerisce ma mostra, a partire dallo stupro iniziale
inframezzato da momenti di nero: come se le immagini fossero proiettate a lampi di crescente violenza. Il "blood
level" della pellicola non è elevato se si escludono
il pestaggio ai danni di Tom (Christian Borromeo: Tenebre,
1982; Murderock - uccide a passo
di danza, 1984) e le rasoiate sul corpo della verginale
Cindy (Brigitte Petronio: Emanuelle - perché
violenza alle donne?, 1977). E' proprio durante la
violenza perpetrata nei confronti di Cindy che la pellicola
tradisce la sua morbosità compiaciuta, con primi
piani di capezzoli turgidi e quant'altro. Per non parlare
di baci saffici, di suggestioni omosessuali e di stupri
in cui la vittima "si lascia conquistare", stuzzicando
le recondite fantasie del pubblico. Pare oltremodo assurda
la scena in cui Gloria (Lorraine De Selle: Cannibal
Ferox, 1981; Wild Beasts - Belve feroci, 1983)
decide, in tale clima di terrore, di far l'amore con lo
sbarellato Ricky (Giovanni Lombardo Radice; Paura
nella città dei morti viventi, 1980; Deliria,
1987; La Chiesa, 1989; La
Setta, 1991). Ma ciò che rimane più assurdo
è il twist finale, il quale, almeno in base a come
si sono svolti i fatti per tutta la durata della pellicola,
apre dei buchi enormi nel plot portando La Casa sperduta
nel parco ad essere una fiera d'insensatezze. Al di
là di questo non si può non notare il taglio
socio-politico che Deodato dà al film nel momento
in cui dicotomizza fra classe lavoratrice (Alex e Ricky)
e borghesia (gli altri). Nonostante lo scontro tra le due
categorie sia evidente ed esplicitato dalle parole di Alex,
nessuno dei protagonisti sembra incarnare proprietà
positive, tanto che è paradossalmente più
facile immedesimarsi con i due violenti meccanici; il finale
pareggia in modo definitivo l'ago della bilancia fra i due
gruppi. Si potrebbe dedurre anche che il vero tema del film,
a differenza di quanto avveniva per L'Ultima casa a
sinistra, sia "il bello di essere cattivi",
ed in questo si potrebbe porre un legame fra il film di
Deodato e Arancia Meccanica (1971): in entrambi
i film, d'altra parte, c'è un cattivo di nome Alex
che invade la casa di un borghese e usa violenze sessuali
a suon di musica. Non c'è bisogno di sottolineare
che la similitudine finisce qui e che Deodato non è
Kubrick. Per quanto riguarda gli attori, a parte il veterano
Radice nei panni dello squinternato Ricky, tutto si regge
sulle capacità di Hess che riesce ad offrire una
performance migliore di quella resa a Craven nel 1972. Splendida,
più che brava, Annie Belle, attrice dalla breve carriera
che è nota da noi per pellicole melodrammatiche (Pronto... Lucia, 1982; L'ammiratrice,
1983; O' surdato 'nnamurato, 1983). Film interessante, un po' attenuato nella sua forza provocatoria
dalle troppe compiaciute riprese dei corpi femminili;
comunque un film che lo spettatore interessato al cinema
bis italiano non può perdere. Potrebbe essere un
buono scossone anche per il pubblico mainstream.
Noto all'estero come: The house on
the edge of the park (USA e UK), La maison au fond
du parc (Francia), Der Shlitzer (Germania),
Trampa para un violador (Spagna).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato fra il 3
Settembre 1979 e il 21 settembre 1979.
La prima donna stuprata nel film è
Karoline Mardeck, la moglie dell'attore Hess.
L'attore David Alexander Hess è
più famoso come autore di canzoni che come protagonista
di pellicole. Fra le molte canzoni da lui scritte che ebbero
notevole successo, c'è anche Speedy Gonzales
(1963) cantata da Pat Boone (e in Italia da Johnny Dorelli).
Il film è uno dei "video nasties"
inglesi. Fu bandito per parecchi anni e poi risottoposto
al controllo della censura nel 2002. Lì si beccò
tagli per 11 minuti e 43 secondi. La versione reperibile
in UK è proprio questa super-sforbiciata.