TRAMA

All'assistente sociale Emily Jenkins (Renée Zellweger) viene affidato il caso di Lillith Sullivan (Jodelle Ferland), bimba di 10 anni che sembra essere maltrattata dai genitori i quali, in effetti, cercheranno di eliminarla ficcandola in forno. Arrestati i genitori ed affidata la bimba ad Emily, l'assistente presto si accorge che qualcosa non va in Lilith che sembra avere la capacità di portare la morte ovunque vada.


CASE 39
titolo or.: Case 39 - USA/Canada - 2007 - 109' - Colore

di Christian Alvart

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Nulla di nuovo se non un intrattenimento dignitoso
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “Lei è... che cos'è?" "Posso dirti cosa che cosa non è. Non è figlia mia, non è una bambina di 10 anni con problemi a scuola e non è una povera innocente da salvare buttando giù una porta. Non se ne andrà presto, tesoro, non prima di aver sistemato te"

All’inizio fu Il Giglio Nero (1956), poi vennero una serie di pellicole thriller incentrate sui bambini e la malvagità o, per essere più precisi, sui bambini malvagi, di quelli che fanno disperare i genitori al supermercato per farsi comprare il formaggio dei Gormiti e, se non vengono accontentati, sfasciano tutto il reparto latticini. Case 39 esce quasi in contemporanea con Orphan (2009) che all’incirca è lo stesso film, con l’aggiunta però della tematica soprannaturale che pone Case 39 a metà strada fra il thriller col bimbo malevolo (Mikey, 1992; The Good Son, 1993; Daddy’s Girl, 1996; Joshua, 2007) e l’horror d’afflato demoniaco quale Il Presagio (1976) e ovviamente L’Esorcista (1973). La progressione del film è canonica rispetto al sub-genere, e non viene offerto nulla di sostanzialmente nuovo, a parte forse una sottile luce critica sotto la quale vengono posti gli assistenti sociali. Tuttavia la regia di Christian Alvart (Antibodies, 2005; Pandorum, 2009), così come la recitazione della paciosa attrice bionda e della giovanissima Jodelle Ferland (Tideland, 2005) elevano la pellicola dalla mediocrità. Rimane il dubbio sulla scelta della Zellweger per un ruolo che non necessitava di incredibili doti recitative nè di un'attrice con le sue specifiche caratteristiche, ma si suppone che il nome di richiamo funzioni sempre (si suppone, gli incassi non confermano) e che per certi versi l’aspetto bonario e dolce della single che mette i mutandoni-pancera della nonna funzioni per contrasto con una storia di crudeltà verso una bambina crudele. L’impatto del film si gioca fra shock di tipo psicologico e situazioni visive più esplicite, queste ultime elegantemente limitate. Il gioco funziona meglio quando la malevolenza della bambina si esprime sul piano puramente verbale e comportamentale (vedi il colloquio psicologico con Bradley Cooper), meno nei momenti di manifesta apparizione demonica (vedi la fine). Qualche tocco di finezza del non vedo e quindi immagino, migliora il tutto; a chiarire il concetto si veda la scena in cui, con una ripresa rasoterra, si vedono i piedi della bambina e la sua mano di fattezza tutt’altro che infantile. Case 39 pare proprio essere un perfetto horror-thriller per serate disimpegnate e per chi non ama particolarmente gli horror espliciti, non è in effetti quel film che lascia il segno, pieno di situazioni risapute e dejà vu, tuttavia è, popcorn alla mano, una dignitosa pellicola mainstream.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato 27 milioni di dollari e ne ha incassati poco più di 28.

E' stato girato a Burbank (California), Portland (Oregon), Riverview Hospital (Coquitlam, Canada), The Bridge Studios (Burnaby, Canada) e Vancouver (Canada).

Uno dei marchi di fabbrica del regista Alvart sono le riprese degli specchi. Nella scena in cui Doug (Bradley Cooper) si tira fuori dall'orecchio una vespa con nun cottonfioc, l'uomo viene riflesso da tre specchi, mosrandolo quattro volte da tutti gli angoli (lo stesso vale per la vespa).

Nella scena girata in carcere c'è un errore. Si vede un detenuto che mangia i piselli usando un coltello di metallo, in seguito Ed Sullivan lo accoltella usando una forchetta di plastica. Le carceri, almeno quelle statunitensi, onde evitare situazioni come quella rappresentata nel film, non permettono l'uso di forchette o coltelli né di metallo né di plastica. Di fatto si usa solo una "sporks" (spoon [cucchiaio] + fork [forchetta]) una posata di plastica fatta come un cucchiaio con rebbi corti e non prominenti.

Mentre si girava una delle prime scene del film, si perse il controllo di un effetto speciale pirotecnico dal quale si propagò un incendio che bruciò tutto il teatro di posa in cui si stava girando, compresa tutta l'attrezzatura di ripresa. Nessuno rimaste ferito e le riprese ricominciarono il giorno seguente.

A parte una scena, tutte le sequenze d'incendio con la Zellweger sono state realizzate senza effetti digitali e con l'attrice vicino alle fiamme. L'unica scena in cui si è usata la CG (per aumentare la quantità delle fiamme) è quella in cui l'attrice è seduta pasivamente sul divano mentre tutto intorna a lei sta bruciando. Fu realizzata una prima ripresa con la Zellweger sul divano e senza fiamme intorno e poi una seconda ripresa con le fiamme in casa ma senza l'attrice sul divano.

Il film fu completato nel 2007 ma ci vollero tre anni perché venisse distribuito.

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