Il film in breve

Leni importa negli USA l'espressionismo tedesco per questa pietra angolare che mischia comico ad orrorifico, dando vita al sottogenere "Old Dark House".

 

 

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IL CASTELLO DEGLI SPETTRI

Titolo originale: The Cat and the CanaryRegista: Paul LeniPaese: USAAnno: 1927Durata: 84'Cromia: b/n Genere: Horror - Muto

Esattamente 20 anni dopo la morte del miliardario Cyrus West, un gruppo di parenti arriva alla vecchia dimora in attesa dell'apertura del testamento che verrà letto a mezzanotte. I beni andranno ad Annabelle (Laura La Plante), la parente più distante che porta il cognome West. L'unica condizione è che la donna non sia inferma di mente. Tuttavia il guardiano di un manicomio avverte la gente che soggiorna nella casa che un pazzo maniaco, chiamato Il Gatto, è sfuggito: Annabelle dovrà guardarsi dagli agguati del folle e dai parenti che vorrebbero eliminarla per appropriarsi dell'eredità.

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La frase dal film: "You must have been lonely here these twenty years, Mammy Pleasant" "I don't need the living ones"*

 

Prima riduzione cinematografica di un pezzo teatrale scritto da John Willard che ha esordito a New York il 7 febbraio 1922. Il film si apre, dopo i titoli, mostrando un uomo in preda alla follia, circondato da enormi bottiglie e con un gatto altrettanto mastodontico che lo minaccia. Già da questo incipit si comprende che con Il Castello degli Spettri non ci troviamo di fronte al "solito", "noioso", "risaputo" film in bianco e nero della silent era. The Cat and the Canary divenne una pietra angolare di quel genere che alcuni hanno definito "dramedy" (drama+comedy); fino ad allora i film rientravano abbastanza rigidamente in uno od in un altro genere, mentre invece la pellicola di Leni è una delle prime a mescolare diversi generi: commedia, melodramma, horror in un perfetto equilibrio che non è riuscito (volutamente o meno) a coloro che successivamente si sono cimentati con la riduzione cinematografica del medesimo pezzo teatrale (leggi sotto per sapere i titoli). Il Castello dei Fantasmi è oltretutto uno dei capostipiti del sottogenere "Old Dark House", un modello di commedie thriller che si svolgono in decrepite e sinistre case. A questo genere, molto in voga negli anni '20, appartengono pellicole quali The Bat (1926), The Gorilla (1927), Il teatro maledetto (1929), The Monster (1925), una serie di prodotti cinematografici che condividevano la medesima struttura di base: un gruppo di persone più o meno imparentate s'incontrano in una casa da brivido, una bella protagonista dovrà vedersela con un criminale che si fa chiamare col nome di un animale (gatto, gorilla, pipistrello, ...); non mancano momenti comici. Nonostante questi film si rifacciano inizialmente a qualche elemento soprannaturale (in genere si tratta di fantasmi), tutto alla fine si rivela molto materiale e la finalità del colpevole ha a che fare con qualche ricchezza di cui ci si vorrebbe appropriare. La regia di Leni, transfuga dalla Germania, è caratterizzata da molti elementi propri dell'espressionismo tedesco, infatti Il Castello degli Spettri è ricco di giochi di ombre, di dinamismo visivo, di distorsioni dell'immagine. Lontano dall'essere una mera riduzione cinematografica, il film è riletto da Leni che ne accentua gli elementi comici e li arricchisce di virtusismi visivi e tecnici (ricordo che Paul Leni fu "più" direttore artistico che regista). Nonostante il film sia innegabilmente datato, molte soluzioni del regista sono ancora valide soprattutto se si ricorda che ciò che oggi è banale un tempo non era mai stato mostrato: la vecchia casa di Cyrus West è un intrico di cunicoli e passaggi segreti in cui può venire "risucchiata" una persona o da cui può spuntare una mano ungulata che a qualcuno potrebbe ricordare Nosferatu il Vampiro (1922). Oltretutto l'aspetto del "Gatto" con dentoni sporgenti ed un occhio dilatato funziona esattamente oggi come allora. Il fattore paura è previdibilmente ovattato sia dall'anzianità della pellicola che dai diversi momenti comici che sono in quantità superiore alle situazioni "sinistre"; anche le sequenze comiche si rifanno chiaramente ad uno stile che oggi difficilmente potrebbe essere ritenuto esilarante (se però trovate divertente Ezio Greggio, allora ci sono buone probabilità che questo film del 1927 possa farvi ridere alle lacrime). In conclusione consiglio la visione di questa chicca della silent era almeno a coloro che non si fanno spaventare da un'oretta e mezza di bianco e nero accompagnato da uno score musicale che io, personalmente, non ho trovato sempre azzeccatissimo. Per la cronaca, Paul Leni tornerà al genere Old Dark House nel 1929 con Il Teatro Maledetto (The Last Warning) e morirà lo stesso anno (per avvelenamento del sangue) privando il mondo di un regista di grandissimo stile che avrebbe potuto dare tanto alla storia del cinema. Più di quanto abbia in effetti comunque dato.

 

* Trad: "Deve essersi sentita sola qua in questi venti anni, Mammy Pleasant" "Io non ho bisogno dei vivi"

Il film e oltre...

TRIVIA

Le successive riduzioni cinematografiche di "The Cat and the Canary" di Willard sono: The Cat Creeps (1930) diretto dallo stesso Willard, La Vuluntad del Muerto (1930) di Àvalos e Milford, Il fantasma di mezzanotte (1939) con Bob Hope, Katten och kanariefågeln (1961) per la tv svedese, e Il gatto e il canarino (1977) di R. Metzger. La pellicola è stata parodiata da film quali: The Laurel & Hardy Murder Case (1930) di J. Parrott, e dal mio amato Invito a cena con delitto (1976) di Moore.

 

Il film è stato restaurato da Photoplay Prod. con musica di Neil Brand.

TRASH

Nulla da segnalare... per ora

SPOILER

Il Gatto è Charly, in combutta con la finta guardia del manicomio. Vogliono l'eredità.

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