TRAMA
A Bouzano, piccolo paese del portogallo, si festeggia la commemorazione di quando i templari furono acciecati e uccisi, liberando la zona della loro demoniaca presenza. Il custode del cimitero, per vendicarsi delle vessazioni dei suoi compaesani, sacrifica una donna e riporta in vita i templari ciechi. Con questi dovranno vedersela Vivian (Esperanza Roy) e i due uomini della sua vita, il sindaco Ortiz (Fernando Sancho) e il rivale Luis (Tony Kendall).




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LA CAVALCATA DEI RESUSCITATI CIECHI |
titolo
or.: El ataque de los muertos sin ojos -
Spagna - 1973 - 91' - Colore |
di Amando de Ossorio
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| GENERE |
HORROR |
| IN BREVE |
Un po' melodrammatico e decisamente low budget ma niente male, a patto di non essere fissati con la modernità. |
| WEIRD |
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| SANGUE |
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La Frase dal Film:
"Oh, mi scusi, ho dimenticato di metterlo dentro. Se non s'infila, non si sente niente... ecco, ora è dentro!"*
Con un po' più di soldi a disposizione rispetto a Le Tombe dei Resuscitati Ciechi (1971), cosa rivelata dalla possibilità di realizzare scene di massa, Amando De Ossorio dà un seguito ai suoi templari nonvedenti, anche se questo secondo capitolo è disgiunto dal film del '71 tanto da poter essere guardato senza problemi anche da coloro che si fossero persi la prima pellicola. All'inizio de La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi si illustra chiaramente la loro origine e il motivo della loro ciecità, anche se in effetti la spiegazione proposta cozza con quello che era stato raccontato nel '71: qui gli abitanti di Bouzano in periodo medievale, stanchi delle baldorie sataniche dei templari, li hanno bruciati vivi non prima di obliterarne la vista con ferri roventi, ne Le Tombe dei Resuscitati Ciechi gli occhi venivano strappati dai più prosaici corvi mentre i corpi dei templari ciondolavano impiccati. In ogni caso, Ossorio riesce a costruire una storia più complessa con un subplot melodrammatico che vede Vivian, la fidanzata del sindaco Ortiz, cercare la presenza di un suo ex del quale è ancora innamorata, Luis. Ortiz fa pestare Luiz ma quest'ultimo e la donna organizzano una fuga che sarà poi interrotta dall'arrivo degli spietati templari scheletrici. Il film è un cresendo di tensione a partire dalla festa di paese fino a giungere alla comparsa dei morti, comparsa che per fortuna non si lascia troppo attendere. Moderato ma presente l'exploitation, in parte in una scena di violenza contro una donna alla quale viene estratto il cuore dal petto e poi, con molta più leggerezza, in un quadretto decisamente comico che vede un politico porcone e la sua cameriera scambiarsi battute piccanti e interrogarsi se valga "politicamente" la pena di aiutare i paesani di Bouzano (frecciatina di Ossorio alle autorità). Ossorio però non riesca a scrollare dal film l'aura di low budget, cosa che balza all'occhio soprattutto per la scelta di realizzare scene notturne girandole di giorno e smanettando su filtri ed esposizione della pellicola. Certe scene, quelle dell'apertura delle tombe, sono sequenza "ritagliate" direttamente dal film del '71. Alcuni personaggi del film sono involontariamente grotteschi, altri sono affettatamente melodrammatici: i due amanti protagonisti non sono memorabili, molto meglio Fernando Sancho nei panni del sindaco cinico e spietato che usa una bambina per salvarsi dai morti viventi. Certamente qualche ingenuità in meno avrebbe giovato a La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi ma indubbiamente il film ha una sua forza, tale che è possibile supporre che questa pellicola insieme a quella che seguirà siano state determinanti nell'ispirare The Fog (1980) a Carpenter: morti che tornano dall'Aldilà per vendicarsi di un torto subito, bussano alle porte, sono accompagnati da una nebbiolina e... il finale in una chiesa nella quale i protagonisti si barricano (a propria volta riferimento a La Notte dei Morti Viventi, 1968). La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi non è un horror per tutti, nel senso che ormai è un po' datato e di serie B, cosa che scontenterebbe coloro che cercano la modernità ad oltranza, ma per altri tipi di horror-fans potrebbe risultare una pellicola discretamente appagante.
Preceduto da Le Tombe dei Resuscitati Ciechi (1971), seguito da La Nave Maledetta (1973) e La Notte dei Resuscitati Ciechi (1975).
* Si tratta dello spinotto del telefono nella presa a muro. Grasse risate.
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