TRAMA

Donna Keppel (Brittany Snow) è ancora sconvolta dal ricordo di Richard Fenton (Johnathon Schaech), insegnate che sviluppò un'ossessione per lei e che arrivò ad uccidere i suoi famigliari. Fenton venne preso. Arriva per Donna il giorno della Prom Night. La ragazza parte per la notte dei sogni con i suoi amici e nello stesso tempo Fenton evade e compare all'hotel dov'è stata organizzata la prom night. Qui il killer inizierà a colpire.


CHE LA FINE ABBIA INIZIO
titolo or.: Prom Night - USA/Canada - 2008 - 88' - Colore

di Nelson McCormick

GENERE
HORROR
IN BREVE
Condanna senza appello.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Niente può tenerci separati. Ora lei ha bisogno di me più che mai. Non ha più una famiglia. Non ha altro che me"

Dalla categoria "indifendibili", Prom Night il remake, film di trucida bruttura brutalizzato dalla distribuzione italiana con il millenaristico titolo Che la fine abbia inizio, che se si stesse parlando del buon cinema allora non sarebbe pubblicità ingannevole. Remake peraltro apocrifo perché, secondo la legge che ha dominato tutti i film del franchise Prom Night, anche questo film del 2008 non c'entra un'acca con il film del 1980 a cui fa riferimento. Il primo errore del film di McCormick (regista di serial tv e del remake The Stepfather, 2009) è di aver scelto nel franchise il non-riferimento sbagliato, cioé, invece di fare il non-remake del Prom Night del 1980 (Non entrate in quella casa), visti i soldi in ballo, potevano fare il non-remake di Prom Night II (1987) che è di gran lunga più interessante del fiacco slasher che diede vita allo scombiccherato franchise. Quello che si decide di fare, invece, è di mescolare l'idea della festa di fine hanno con liceali belli da morire e di farli eliminare da un killer con cappellino da baseball che assomiglia a Forrest Gump però in versione folle. Il risultato è uno spregevole thrillerino da MTV generation privo di qualsiasi mordente, slavato di qualsiasi coraggio grafico, epigono della moda d'inizio XXI secolo di remeccare qualsiasi cosa abbia in passato dimostrato di avere la ben che minima potenzialità al botteghino, ma stando attenti a smussarne qualsiasi angolo che possa infastidire l'MPAA (la pseudo-censura americana). Il pubblico USA, storicamente affezionato al genere slasher (sua creatura), ha apprezzato e, a monte di un budget di 18 milioni di $, il film ne ha incassati 43, ma si può star certi che tale pellicola non avrà nessun posto nella memoria degli spettatori, se non nella lista dei "cattivi". Il budget a disposizione permette di dare al prodotto un'aspetto superpatinato che riveste di modernità la scena ma che allontana qualsiasi senso d'inquietudine. Cardone, regista del già questionabile Zombies: la vendetta degli innocenti (2006), qui sceneggia e pare incapace di instillare nella storia del sarcasmo, una rilettura almeno minima del genere ma anche un tentativo di sfaccettare i personaggi che come sovente accade si riducono a stereotipi e macchiette. Lo stesso killer, prima bello-barbuto maledetto alla Benicio Del Toro, poi sbarbato Forrest Gump agisce senza nessuna sinistra motivazione se non uno stalking fine a se stesso. Qualche ripresa scaltra e risaputa del tipo ora sono riflesso allo specchio, ora non più, qualche dinamismo da videoclip, visioni da spioncino stranote e il gioco è fatto. Ma per chi? Che la fine abbia inizio suona come un insulto per tutti coloro che amano e conoscono l'horror e si spera che sia stato prodotto e pensato per la nuovissima generazione che, presa in controtempo e senza preparazione, potrebbe scambiare il film per un horror e, nei casi più gravi, per un buon horror. Sconsigliato "without parole".

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

L'albero del film è il Biltmore Hotel - 506 S. Grand Avenue, Downtown, Los Angeles.

Donna assiste alla morte della madre così come O-Ren Ishii assiste all'uccisione dei propri genitori in Kill Bill: vol 1 (2003).

Come regola gli alberghi americani non affitano camere ai ragazzi durante le prom nights perché sanno che, fra sesso e feste, gli devasterebbero le camere.

Dopo che l'allarme viene attivato, Donna prende l'ascensore per andare al 3° piano. Questo non sarebbe possibile poiché all'attivazione dell'allarme negli hotels moderni tutti gli ascensori vanno al piano terra e smettono di funzionare in modo che nessuna persona che si trovasse in ascensore non rimanga bloccata durante un incendio.

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