La Frase dal Film:
"What about the kids?" "Who
kids?" "The kids that hangin' around
in the streets, the kids in the building, the kinds that
nobody seems to know except for me... me and a priest"*
Ennesimo sequel conclusivo (per ora) della
saga iniziata con il già non entusiasmante Grano
Rosso Sangue (1984) film tratto da un breve racconto
di Stephen King, che gli "esperti" dello scrittore
definiscono, appunto, non entusiasmante. Come tanta mediocrità
abbia portato a ben sette film rimane un mistero spiegabile
solo con gli interessi derivati dai passaggi televisivi
e dal videonoleggio. Ma tant'è che si è arrivati
dal '84 fino al 2001 con il medesimo marchio di fabbrica
il che significa che non occorre necessariamente pianificare
un bel film per poter ottenere soldi dai produttori, ma
piuttosto inquadrare bene la finalità della pellicola
e captare i gusti del pubblico. In questo specifico caso
il regista Guy Magar butta via immagini bucoliche e falcetti,
per darsi ad una ghost-story che ha più di un rimando
all'iconografia jhorror (Ju-On,
Ringu, tanto per capirci), oltre
al fatto che, seguendo tale pista vi è un decremento
del fattore splatter a vantaggio di quello che dovrebbe
essere "di paura". Dovrebbe. La "Rivelazione"
ve la faccio io: quando si fa un film in cui il punto centrale
sono dei bambini, e con i volti dei bambini si intende far
paura, allora è il caso di scritturare dei bambini
che abbiano un volto quantomeno inquietante; non basta prendere
dei giovani faccia-da-sberle e dir loro di inclinare la
testa e fare uno sguardo torvo. In più, sarebbe bene
che i ragazzini scritturati sapessero recitare. Oltre a
questo va fatto notare come ogni personaggio di questo settimo
Grano Rosso Sangue sia tagliato con l'accetta: la protagonista
è una cittadina che non pare avere una vita privata;
al poliziotto frega assai dei fantasmi, vuole solo portarsi
a letto la protagonista; la vicina di casa è simpatica
ma ha due tette così e quindi deve morire (tipica
carne da macello slasher-style); La triade di personaggi
accessori è composta da: uno strafattone, un paranoico
militarista, un veterano arteriosclerotico sulla carrozzella
(cos'è, le tre età dell'uomo?!). Come accadeva
per altri episodi della saga, anche in questo ci viene rifilata
una star di discreto calibro ma in un ruolo miserrimo: nella
fattispecie si tratta di Michael Ironside. Un attore che
ha recitato in Atto di forza (1990), Delitto+castigo
a Suburbia (2000), La tempesta perfetta (2000),
Starship Troopers - Fanteria dello spazio (1997)
si può solo immaginare quanto fosse disperato per
accettare un ruolo così marginale ed insignificante.
Gli SFX non offrono ciò che uno si aspetterebbe da
un film del girato nel 2001 e sono tali che la testa mozzata
del negoziante (la cosa più splatter che capiterà
di vedere) ha tutto il gusto della prostetica di gomma anni
'80. In definitiva, nonostante il viso gradevole della protagonista,
l'impegno profuso e qualche tocco di modernità, Children
of the Corn: Revelation rimane un film direct-to-video
di bassa qualità e di trascurabile risultato. Io
ne sconsiglio la visione.
*-trad.: "E riguardo
ai ragazzi?" "Quali ragazzi?" "I ragazzi
che girano per le strade, quelli nel palazzo, i ragazzini
che nessuno sembra conoscere eccetto me... me e un prete"
La saga di Children of the Corn
è composta da: Grano
Rosso Sangue (1984), Grano
rosso Sangue II - Sacrificio Finale (1992),
Children of the Corn III
- Urban Harvest (1994), Inferno
a Grand Island (1996), Gli
Adoratori del Male (1998), Children
of the Corn 666: Il ritorno di Isaac (1999), Children
of the Corn: Revelation (2001).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato a Los Angeles e Toronto,
è costato circa 2.500.000 dollari.