TRAMA

Nel '68 una bambina viene uccisa a Mogeve. La scena si sposta nella Venezia del 1972. La piccola Roberta (Elmi) viene trovata morta nella laguna ed il padre Franco (Lazenby), artista quotato, non si dà pace. Aiutato dalla ex-moglie Elizabeth (Strindberg) e da alcuni amici, Franco si butta sulle tracce del killer e mano a mano che le indagini proseguono, l'uomo entra in contatto con un giro di ricchi uomini dediti a porno festini.

 


CHI L'HA VISTA MORIRE?
(ITALIA/RFT - 1972 - 95min - Colore)

di Aldo Lado

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Interessante. Ottime atmosfere anche se la paura vera latita.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Se non sapete giocare a ping-pong non occupatevi di politica!"

Precursore di A Venezia... un dicembre rosso shocking (1973) di Nicolas Roeg, questo giallo di Lado, che aveva già dimostrato gusto ne La corta notte delle bambole di vetro del 1971 e che è più noto per L'ultimo treno della notte (1975), non è malaccio. Il regista gira in una Venezia ben diversa dallo stereotipo turistico, la Venezia di Lado è grigia, nebbiosa, infida ed ogni suo abitante sembra nascondere qualcosa. Non solo, i personaggi più influenti della città sono implicati in un giro di pornografia e pedofilia. L'idea di un killer che si accanisce con le bambine (dai capelli rossi), e quindi lo spunto pedosadico, colpisce nel segno ma ai tempi colpì anche la censura che obbligò Lado a compiere dei tagli; il film è ancor oggi vietato ai minori di 18 anni sia in Italia che in UK. Nei panni della ragazzina vittima delle malsane mire abbiamo Nicoletta Elmi, la bambina (o potremmo definirla "scream princess") degli horror anni '70 (Profondo Rosso, 1975; Reazione a catena, 1971; Gli orrori del castello di Norimberga, 1972; e altri...fino a I Ragazzi della 3^C !). Al suo fianco il padre George Lazenby lo 007 del film del 1969, e la madre Anita Strindberg, altra conoscenza del cinema di genere italiano. Gradevole la presenza di Adolfo Celi nei panni del mercante d'arte Serafian e memorabile il giovane Alessandro Haber in quelli del prete da oratorio. Nonostante molti punti del film non vengano chiariti e l'identità dell'omicida e quindi il finale sia prevedibile, soprattutto per coloro che "ne masticano di italian gialli", la pellicola di Lado funziona. Partecipe di questo è sicuramente l'inquietante musica di Morricone, composta da un coro di bambini che dicono cose macabre non sempre comprensibili (cioé si sente male!). Per il resto l'impianto stilistico è quello solito dei gialli all'italiana: la polizia che nicchia ed il privato che deve indagare per conto suo, i "mille" personaggi ambigui e quindi potenziali colpevoli, qualche tetta qua e là (con scorcio di pelo), e naturalmente gli omicidi; in questo caso poco sanguinari. Non manca neppure la pubblicità occulta: nella fattispecie Stock 84. Anche se la paura non raggiunge livelli di sufficienza, l'atmosfera è inquietante e malsana, e la tensione non latita. Consigliata la visione ma l'acquisto sarebbe eccessivo. C'è di meglio.

Noto all'estero come: The Child (USA), Who Saw Her Die? (UK).

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Non fatevi confondere. Sia Mereghetti che Giusti scrivono che Chi l'ha vista morire? abbia come titolo originale (il primo) o come titolo straniero (il secondo) Malastrana. Non è vero, Malastrana è il titolo straniero del film La corta notte delle bambole di vetro (1971) sempre di Lado; cosa abbastanza logica poi, dal momento che quest'ultimo film si svolge a Praga e come alcuni sanno Malastrana è un quartiere di quella splendida città ceca. L'errore forse deriva dal fatto che la Anchor Bay ha distribuito un DVD in cui il film del 1971 e questo del 1972 sono accoppiati (tipo double bill).