La Frase dal Film:
"Parlano solo quando noi non possiamo sentirle e quando a casa non c'è nessuno. Sono sicura che scendono dai loro nascondigli e se ne vanno in giro per tutta la casa a fare esattamente tutte le cose che vedono fare a noi, perché sono convinta che loro ci guardano, ci osservano, per tutto il tempo che non possono muoversi"
Rippone de L'Esorcista (1973) ad opera del produttore-regista d'origine egiziana Assonitis che in qualche modo si rifece del fatto di aver visto andare a monte il tentativo di acquistare i diritti del romanzo di Blatty, affare poi riuscito alla Warner Brothers. Gli spunti presi dal film del '73, così come da Rosemary's Baby (1968) di Polanski, sono evidentissimi e mai negati da Assonitis che dalla sua tentò una rielaborazione della materia, rielaborazione che però riuscì solo in parte. Il film, a differenza di consimili eurotrash (vedi L'Anticristo, 1974), evita la tetta facile e il sesso assatanato, fa parlare fin dall'inizio il Diavolo in prima persona fuoricampo, il che è originale, ma non riesce a fare a meno di teste che si torcono, di vomito verde, di scurrilità urlate a voce roca (si sa, la voce del Maligno...). Non solo.Chi Sei? soffre di una certa lentezza e il manipolo di attori ingaggiati non è proprio quello capace di agganciare con il pubblico: Gabriele Lavia (Profondo Rosso, 1975; Zeder, 1983; Non ho sonno, 2001) non è sfruttato a dovere. Nonostante l'evidente derivatività, qualche scena da horror di serie B (vedi blocco con bambole possedute), e la presenza di due bambini di grande antipatia, la pellicola ebbe un incredibile successo sia in Italia che all'estero: in USA incassò 15 milioni di dollari, che per i tempi erano palanche per un esorcistico europeo. La Warner intentò causa per plagio e la cosa si risolse con un accordo economico, sicché Assonitis riuscì a fare in modo che il suo film continuasse a circolare e ad avere successo, cosa che non durò molto e la pellicola finì poi nel dimenticatoio. L'intricarsi di subplot rende complesso seguire il divenire del film che più spesso che no si riduce a siparietti orrorifici esaltati da una colonna sonora sperimentale; di fatto la cosa più notevole di Chi Sei? è il lavoro musicale fatto da Franco Micalizzi, che fonde psichedelia e funk tipicamente anni '70. Unico punto concettuale a favore del lavoro di Assonitis è l'idea di estromettere da una storia di possessione diabolica il cattolicesimo. Mentre ne L'Esorcista la Chiesa e i suoi interpreti subiscono una crisi ma rimangono protagonisti dei fatti, in Chi Sei? solo il Diavolo è presente, quindi non si assiste ad un esorcismo e perciò gli eventi sono destinati a non andare incontro a una catarsi: un film profondamente negativo che colpisce le dinamiche relazionali dei protagonisti più che porre dei profondi interrogativi sul concetto di Bene e Male. Chi Sei? non è l'horror esorcistico che si ricorda con maggiore facilità o con più piacere ma per l'appassionato è comunque un buon diversivo.
All'estero Shock (1977) di Bava è considerato il seguito di questo film ma il film del '77 c'entra poco con Chi Sei? e la cosa va letta come un tentativo della distribuzione di sfruttare il successo del film di Assonitis. Stessa cosa per Beyond the Door III (1989), sconosciuto horror distribuito anche come Amok Train o Death Train o The Train. Pochi l'hanno visto e forse è meglio così.
Noto all'estero come: Le démon aux tripes (Francia, Canada), Wer bist Du? (Germania), Beyond the Door o Beyond Obsession (USA), Diabolica (Giappone), Espírito Maligno (Brasile), Poder maléfico (Spagna), The Devil Within Her (UK), To sperma tou antihristou (Grecia), Un pacto con el diablo (Argentina), Yhteys tuonpuoleiseen (Finlandia).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 350.000 $ ed è stato girato in esterni a San Francisco (California) e interni agli studi Incir De Paolis (Roma).
In alcune fonti si riporta il nome di Oliver Hellman (Sonia Monteni) con seconda regista ma Robert Barrett (Roberto d'Ettore Piazzoli) ha dichiarato alla stampa che la regia fu solo sua e di Assonitis.
Quando il film veniva proiettato nelle sale a tratti veniva usato un effetto sonoro "magnifonico" e quando accadeva questo non si poteva entrare in sala.