TRAMA
La crew che sta girando
un film è funestata dalla presenza di un killer che uccide
le belle attrici. I primi sospetti cadono su un membro della crew
che era stato licenziato dall'eccentrico regista Benner.


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CIAK,
SI MUORE! |
(ITALIA
- 1974 - 85min - Colore) |
di Mario Moroni |
| GENERE |
ITALIAN GIALLO |
| IN BREVE |
Pessimo
e noioso. Nella poca notorietà il suo unico
pregio. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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La Frase dal Film:
"E vai a farti fottere!" "Era
quello che stavo facendo"
Misconosciuto gialletto di un poco noto
regista; dopo aver visto questa pellicola comprendo il perché
della sua poca fama e mi auguro che tale titolo rimanga
sepolto nella memoria dei pochi appassionati che hanno avuto
l'ardire di sorbirselo tutto. All'urlo di "low budget",
Moroni e soci mettono su questa produzione poveristica che
vede attori abborracciati e subrettine poco vestite. Nulla
di più. La facilità con cui si intuisce l'identità
del colpevole fin dalle prime battute è sconcertante.
Nei panni del regista da macchietta vediamo Antonio Pierfederici,
che passò dei fasti de La
maschera del demonio (1960) a tale nefasta pellicola
(ma fra quello e questo lavorò in altri film). Quindi
abbiamo George Ardisson, al secolo Giorgio Ardissòn,
nei panni del commissario, lo stesso Ardisson de Il
tuo dolce corpo da uccidere (1970) e dell'ultratrash
La croce dalle sette
pietre (1987). Fra le attricette che accettarono di
mostrare petto e coscia alla mdp di Moroni, segnalerei Annabella
Incontrera, la quale ha un discreto curriculum rispetto
al cinema di genere, soprattutto giallo (La
Tarantola dal ventre nero, 1971; Sette
scialli di seta gialla, 1972; Perché
quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?,
1972; Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della
squadra mobile, 1972). Fra scenette che non si capisce
se dovrebbero fare salire la tensione o far ridere, specialmente
quelle che vedono protagonista il regista Benner, Ciak,
si muore! si snoda becero e, cosa molto meno perdonabile,
noioso. Le scene di sangue sono pietosamente sotto tono,
una su tutte la scena della doccia di hitchcockiana memoria,
qui realizzata in modo incredibilmente inetto. Forse la
cosa migliore del film (per coloro che amano il camp anni
'70) è il balletto che Fanny compie durante una festa
della crew, una scusa come un'altra per mostrare chiappe
e tette, ma a ritmo funky! Noioso, povero ed imbevibile
per coloro che non si sono già fatti le ossa con
parecchio cinema di genere italiano; pessimo anche per l'appassionato
ma almeno questi saprà riconoscerne la rarità
come unico elemento di pregio. Comunque sconsigliato.
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