CINEMANIA
titolo or.: Cinemania - USA/Germania - 2002 - 83min - Colore

di Angela Christlieb e Stephen Kijak

GENERE
DOCUMENTARY
IN BREVE
Curioso documentario che mostra ossessioni esagerate ma in parte condivise fra i patiti del cinema
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "To be normal don't means to be like everybody else [...] You know, in prison it's normal to be rapist"*

Cinemania è il tragico e divertente ritratto di una passione che ha preso il sopravvento; l'attacco finale sferrato contro i cinefili estremi ai quali viene messo davanti agli occhi uno specchio, per mostrare loro cosa possano essere diventati dopo innumerevoli visioni. Si tratta di un documentario che ha come protagonisti cinque newyorkesi che si possono definire, eufemisticamente, dei fanatici di cinema e la visione di Cinemania è una sfida per tutti coloro che si autodefiniscono appassionati di film. Peccato che coloro che non siano così patiti del cinema (e che probabilmente mai vedranno questo film) difficilmente godranno appieno i tragici risvolti delle cinque biografie, finendo con tutta probabilità per etichettare il comportamento dei protagonisti come semplice follia. Il film segue le eccentriche esistenze di Eric, Bill, Roberta, Harvey e Jack, per i quali l'amore per il cinema significa avere uno stile di vita deviante. Ognuno di essi non lavora (i soldi arrivano da fonti diverse: eredità, pensione, ...) ed impiega tutto il tempo disponibile per andare al cinema a vedere film. Si parla di gente che vede all'incirca 1000 film all'anno e fino 5 al giorno. Nessuno di loro è recensore: la critica ruberebbe loro tempo! Jack mangia volontariamente cibi che lo rendono stitico in modo da non perdere minuti preziosi impiegati ad evacuare al posto di godere una proiezione, c'è anche chi ha saltato il funerale di un parente piuttosto di non perdersi uno spettacolo in sala. Tutti hanno un'agenda di impegni che rispettano rigidamente: gli impegni sono tutti relativi agli orari di apretura e chiusura delle sale cinematografiche che a New York City offrono sconti e tessere, per cui la cosa non è neppure tanto dispendiosa. Cinemania non giudica il loro operato e, anche se non evita di sottolineare i lati più eccentrici della loro vita, tratta con rispetto queste persone ossessionate ed ossessive. In fondo non si tratta di pazzi e comunque non sono persone più disturbate di coloro che passano tutta la giornata a giocare ai videogiochi o ai videopoker nei bar. Evitare di etichettare queste persone è però cosa difficile: si tratta chiaramente di soggetti che hanno scelto (o per i quali le proprie tendenze hanno scelto) uno stile di vita alienante; loro stessi, per primi, ne sono consapevoli. Con una vita sociale inesistente se non nulla ed una vita affettiva totalmente sostituita dal potere allucinatorio e compensativo del cinema ("i film sono meglio del sesso" dice uno), i cinque rappresentano un estremo che anche l'appassionato più fervente sente come distante. Eppure alcune ossessioni raccontate in Cinemania, ripulite da uno spesso strato di eccentricità, sono le stesse del comune 'film buff', cioé della persona che si fa scorpacciate di pellicole. La cosa fa riflettere e, a tratti, spaventa coloro che, come me, di film ne vedono molti**. Bello e significativo il finale in cui i cinque in una sala cinematografica tutta per loro, vedono Cinemania (anche se non completato); uno di essi dice "Io ho offerto un po' di sollievo comico" seguito da un altro che afferma "Noi tutti lo abbiamo offerto". La consapevolezza del proprio comportamento è una delle prove che non ci troviamo di fronte alla pazzia, ma solo a persone che hanno deciso di seguire il suono di un tamburo diverso da quello che noi tutti usiamo seguire. Cinemania è un bel documentario che assumerà un senso ulteriore per coloro che si ritengono cinefili.

* Trad: "Essere normali non significa essere come tutti gli altri [...] Sai, in prigione è normale essere stupratori"

** Personalmente vedo circa 400 film all'anno, di cui solo la metà vengono recensiti (gli altri 200 sono di generi che non pertengono a questo sito). Potrebbero sembrare molti a coloro che non sono appassionati di film ma, in tutti i casi, questa quantità mi consente comunque di mantenere una vita lavorativa, sociale ed affettiva gratificante. Solo una volta ho esagerato ed ho visto 6 film in un giorno solo: alla fine mi è apparsa un'entità che, dopo avermi vaticinato la solita guerra mondiale, mi ha detto di non farlo più. Sto scherzando (sulla visione!); consiglio, in linea di massima, di non superare i due film al giorno.

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