La Frase dal Film:
"Sei sempre deciso a suonare quel pezzo?" "Certo, perché no?!" "Lo devo riconoscere: hai fegato" "Grazie" "Purché non te lo dobbiamo raccogliere sparso per tutta la sala"
L'Amicus, fondata da Milton Subotsky e Max Rosenberg, fu una delle case di produzione cinematografica più note al pubblico negli anni '60/'70 e, insieme alla rivale Hammer, di certo la più nota fra quelle britanniche. Qualche gradino sotto la Hammer rispetto al numero di pellicole realizzate, l'Amicus seppe imporsi sfruttando soprattutto un sottogenere horror molto specifico, il portmanteau, ovvero il film horror ad episodi. Le Cinque Chiavi del Terrore, che non ha nulla a che fare con Dr. Terror's House of Horrors del 1943 (antologia composta da spezzoni di classici horror), non fu tecnicamente il primo film Amicus (che invece è It's Trade, Dad! 1962, un musical) ma fu il primo horror dell'Amicus a riscuotere un discreto successo e a dare il via ad una fortunata serie di horror ad episodi: Il Giardino delle Torture (1967), La Casa che Grondava Sangue (1970), La Morte dietro il cancello (1972), Racconti dalla tomba (1972), The Vault of Horror (1973), La Bottega che Vendeva la Morte (1973). Le Cinque Chiavi del Terrore è il terzo film diretto da Freddie Francis, regista sottovalutato, il cui lavoro rivaleggia con quello di Terence Fisher al soldo della Hammer. Di quest'ultimo è nota la ricchezza nella rappresentazione e l'uso di elementi simboloici, sottigliezze che l'hanno sempre fatto ritenere superiore a Francis, eppure il regista dell'Amicus (e non solo dell'Amicus) ha saputo renedere le pellicole cariche d'atmosfera e ha saputo altresì massimizzare i budget a disposizione, budget quasi mai elevati. Per la cronaca Francis ha vinto un Oscar per la fotografia per il film Figli e amanti (1960). Le Cinque Chiavi del Terrore è un elegante antologia che si rifà, negli episodi, agli elemnti horror diventati classici a partire dagli anni '30: vampiri, licantropi, voodoo, una mano amputata che cerca vendetta (Il Mistero delle Cinque Dita, 1946) e la pianta che uccide gli uomini, idea presa da L'Invasione dei Mostri Verdi, film horror del 1962 diretto in parte da Francis ma non segnalato nei credits. I soggetti delle storie sono svolti senza troppa fantasia, soprattutto nel caso degli episodi che hanno come perno il vampirismo e la licantropia, anche se nel secondo caso si fa un interessante uso delle luci che ricorda alcuni lavori di Bava. L'episodio sul Voodoo è quello che media i maggiori elementi comici, data anche la presenza come protagonista di Roy Castle, ballerino di tip-tap. Molto meglio l'episodio che vede protagonista Christopher Lee come critico d'arte che viene umiliato in una mostra a causa di un quadro che lui reputa eccelso ed invece si rivela opera di uno scimpanzé. Buona l'interpretazione di Lee (così come quella di Peter Cushing); inoltre l'idea della mano che se ne va da sé procura sempre qualche brivido. In tutti i casi la migliore atmosfera del film si rivela quella della wraparound story, cioé del racconto che unisce tutti gli episodi. Nel complesso, godibile soprattutto da coloro che apprezzano l'horror anglosassone attempato più che da quelli patiti dell'horror ad episodi. Film da giornata uggiosa.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato agli Shepperton Studios nel Surrey (UK).
Il musicista Edward Brian Hayes, più noto come Tubby Hayes, era stato ingaggiato per comporre lo score musicale ma siccome non scrisse nulla, fu sostituito da Elisabeth Lutyens che, per la cronaca, fu la prima donna a comporre le musiche per un film inglese (Penny and the Pownall Case. 1948).
Il film Dr. Terror's Gallery of Horrors del 1967 si vende come il sequel de Le Cinque Chiavi del Terrore ma non è stato realizzato dall'Amicus e, a parte il fatto di essere un'antologia horror, non è in nessuna relazione con la pellicola recensita in questa pagina.