TRAMA

L'ambizioso chirurgo plastico Dr. Schueler (Anton Diffring) è inseguito dalla polizia a causa di un intervento su una donna finito male. Con la sua assistente Angela (Jane Hylton), il dottore ripiega in Francia e s'ingrazia il padrone di un circo (Donald Pleasence) correggendo il volto sfigurato della figlia Nicole (Yvonne Monlaur). Alla morte non casuale del circense, il doc diventa capo del baraccone e in due anni il circo del "Dr. Rossiter" diventa un successo. Quando le capricciose starlettes del circo minacceranno di lasciare baracca e burattini, una ad una andranno incontro alle ire di Schueler. La morte delle donne attirerà l'attenzione della polizia.


IL CIRCO DEGLI ORRORI
(titolo or.: Circus of Horrors - USA - 1960 - 88min - Colore)

di Sidney Hayers

GENERE
HORROR
IN BREVE
Buon film sleaze paragonabile ad un mix fra un prodotto Hammer (per il sangue) ed un thriller all'italiana (per il sadismo e il sesso)
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Angela: She's a thief! A murderess!" "And a prostitute. Please, don't deny her her most important accomplishment"*

A volte confuso con i successivi Bersek! (anche noto come Circus of Terror, 1967) e Il lungo coltello di Londra (Circus of Fear, 1966), questo film inglese è, del gruppo, il più oltraggioso e accattivante. La pellicola di Hayers fu chiaramente influenzata da due altri horror: Occhi senza volto (1959) di Georges Franju che tratta di un chirurgo il quale rapisce delle donne per ricostruire il volto sfigurato della figlia, e Gli orrori del museo nero (1959) di Arthur Crabtree, che narra di un folle che s'inventa omicidi sadici il tutto in ambiente mondano. Il Circo degli Orrori fonde dunque le tematiche sadiche e le ambientazioni colorate del film di cui sopra, con il personaggio centrale giocato da un mad doctor che pratica chirurgia estetica. Costruito con un certo gusto (soprattutto grazie alla fotografia di Douglas Slocombe che si rifà alla Pop Art) e esaltato nei toni recitativi dal volto magnetico di Anton Diffring, il film evita sottili riflessioni psicologiche come era avvenuto, ad esempio, per L'Occhio che uccide (1960) e si lancia andare piuttosto a toni lascivi nascosti sotto una superficie "glossy". Come fa notare Mereghetti, il film è un "Inquietante ritratto di una misoginia mascherata da ossessione privata, che vede nelle deturpazioni del viso una il segno di un'ontologica indegnità femminile: vistosamente procaci, le donne che capitano sotto i ferri di Rossiter [...] sono ex delinquenti o prostitute, la cui dubbia moralità rimane tale nonostante la riacquistata bellezza" (Dizionario dei film, 2004, p.490). La sovrapposizione di bellissime donne con sgargianti vestiti, ma con deformità fisiche, e le invenzioni sadiche escogitate per farle fuori sono molto di più che semplici escamotages, bensì è la finalità del film stesso che, in tutti i casi, raggiunge il suo traguardo d'intrattenimento esploitativo. La scelta dell'attore Diffring, di origine tedesca, non fa che accrescere l'elemento di minaccia nascosta e la cosa funzionò soprattutto ai tempi, quando l'eco della Seconda Guerra Mondiale non era ancora così distante. Il Circo degli Orrori, poi, a differenza di un film come Bersek!, riesce a sfruttare meglio, tramite la fotografia e la presenza femminile, la location circense senza però poter arrivare a paragonarsi a opere quali Freaks (1932) e Lo Sconosciuto (1927) di Tod Browning. Questo film di Hayers, che punta in alto guardando in basso bellezze quali Erika Remberg (Candidate for Murder, 1962), Yvonne Romain (Le spose di Dracula, 1960) e Jane Hylton (Il Pupazzo Diabolico - Devil Doll, 1964) riesce comunque a garantire una certa complessità nel plot e i personaggi non sono le solite macchiette bidimensionali come ci si aspetterebbe da un film del genere. Da segnalare la breve ma intensa presenza di un giovane Donald Pleasence (Halloween, 1978). Il Circo degli Orrori, lungi dall'essere un capolavoro, è comunque un buon esempio di cinema sleaze, che qualcuno ha voluto paragonare ad un incrocio fra un film della Hammer e ad un thriller all'italiana di quelli con la Fenech scosciata. Buon mix. Da rispolverare.

*-Trad: "Angela: è una ladra! Un'assassina!" "E una prostituta. Per favore, non neghiamole il suo più importante traguardo"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Girato ai Beaconsfield Studios, Beaconsfield, Buckinghamshire (UK).

La canzone "Look for a Star" che si sente nel film durante le scene circensi, divenne un successone in UK e negli States.

Il regista ha più volte affermato che esisterebbe una sequenza (mai integrata nel film finale a causa dell'operato dei censori inglesi) nella quale l'attrice che fa da bersaglio al lanciatore di coltelli veniva realmente colpita al collo (ma di striscio). Nel film, in vero, abbiamo solo la possibilità di vedere la reazione del pubblico a quell'incidente. Hayers disse che quello spezzone dovrebbe esistere ancora da qualche parte, ma non sapeva dove.

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