La Frase dal Film:
"Angela: She's a thief! A murderess!"
"And a prostitute. Please, don't deny her her most
important accomplishment"*
A volte confuso con i successivi Bersek!
(anche noto come Circus of Terror, 1967) e Il
lungo coltello di Londra (Circus of Fear,
1966), questo film inglese è, del gruppo, il più
oltraggioso e accattivante. La pellicola di Hayers fu chiaramente
influenzata da due altri horror: Occhi senza volto
(1959) di Georges Franju che tratta di un chirurgo il quale
rapisce delle donne per ricostruire il volto sfigurato della
figlia, e Gli orrori del museo nero (1959) di Arthur
Crabtree, che narra di un folle che s'inventa omicidi sadici
il tutto in ambiente mondano. Il Circo degli Orrori
fonde dunque le tematiche sadiche e le ambientazioni
colorate del film di cui sopra, con il personaggio centrale
giocato da un mad doctor che pratica chirurgia estetica.
Costruito con un certo gusto (soprattutto grazie alla fotografia
di Douglas Slocombe che si rifà alla Pop Art) e esaltato
nei toni recitativi dal volto magnetico di Anton Diffring,
il film evita sottili riflessioni psicologiche come era
avvenuto, ad esempio, per L'Occhio
che uccide (1960) e si lancia andare piuttosto a toni
lascivi nascosti sotto una superficie "glossy".
Come fa notare Mereghetti, il film è un "Inquietante
ritratto di una misoginia mascherata da ossessione privata,
che vede nelle deturpazioni del viso una il segno di un'ontologica
indegnità femminile: vistosamente procaci, le donne
che capitano sotto i ferri di Rossiter [...] sono
ex delinquenti o prostitute, la cui dubbia moralità
rimane tale nonostante la riacquistata bellezza"
(Dizionario dei film, 2004, p.490). La sovrapposizione
di bellissime donne con sgargianti vestiti, ma con deformità
fisiche, e le invenzioni sadiche escogitate per farle fuori
sono molto di più che semplici escamotages, bensì
è la finalità del film stesso che, in tutti
i casi, raggiunge il suo traguardo d'intrattenimento esploitativo.
La scelta dell'attore Diffring, di origine tedesca, non
fa che accrescere l'elemento di minaccia nascosta e la cosa
funzionò soprattutto ai tempi, quando l'eco della
Seconda Guerra Mondiale non era ancora così distante.
Il Circo degli Orrori, poi, a differenza di un
film come Bersek!, riesce a sfruttare meglio, tramite
la fotografia e la presenza femminile, la location circense
senza però poter arrivare a paragonarsi a opere quali
Freaks (1932) e Lo
Sconosciuto (1927) di Tod Browning. Questo film di Hayers,
che punta in alto guardando in basso bellezze quali Erika
Remberg (Candidate for Murder, 1962), Yvonne Romain
(Le spose di Dracula, 1960) e Jane Hylton (Il
Pupazzo Diabolico - Devil Doll, 1964) riesce comunque
a garantire una certa complessità nel plot e i personaggi
non sono le solite macchiette bidimensionali come ci si
aspetterebbe da un film del genere. Da segnalare la breve
ma intensa presenza di un giovane Donald Pleasence (Halloween,
1978). Il Circo degli Orrori, lungi dall'essere
un capolavoro, è comunque un buon esempio di cinema
sleaze, che qualcuno ha voluto paragonare ad un incrocio
fra un film della Hammer e ad un thriller all'italiana di
quelli con la Fenech scosciata. Buon mix. Da rispolverare.
*-Trad: "Angela:
è una ladra! Un'assassina!" "E
una prostituta. Per favore, non neghiamole il suo più
importante traguardo"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Girato ai Beaconsfield Studios, Beaconsfield,
Buckinghamshire (UK).
La canzone "Look for a Star"
che si sente nel film durante le scene circensi, divenne
un successone in UK e negli States.
Il regista ha più volte affermato
che esisterebbe una sequenza (mai integrata nel film finale
a causa dell'operato dei censori inglesi) nella quale l'attrice
che fa da bersaglio al lanciatore di coltelli veniva realmente
colpita al collo (ma di striscio). Nel film, in vero, abbiamo
solo la possibilità di vedere la reazione del pubblico
a quell'incidente. Hayers disse che quello spezzone dovrebbe
esistere ancora da qualche parte, ma non sapeva dove.