TRAMA

Un gruppo di amici s'incontra a casa di Rob Hawkins (Michael Stahl-David) per fargli una festa a sorpresa come saluto per l'imminente partenza di quello per il Giappone. Ad Hud (T.J. Miller) viene dato il compito di riprendere tutta la festa con una handycam. Mentre nell' appartamento si discute della passata storia d'amore fra Rob e Beth (Odette Yustman) al di fuori sta per accadere l'impensabile. L'isola di Manhattan viene attaccata da un gigantesco mostro marino. Rob, Hud e qualche altro conoscente cercano di sopravvivere mentre i militari tentano di contenere la furia del mostro e allo stesso tempo di evacuare la popolazione. Rob e gli altri, invece di scappare, intraprendono un pericoloso viaggio verso il pericolo per recuperare Beth che è rimasta intrappolata nel grattacielo nel quale risiede.

 

 


CLOVERFIELD
titolo or.: Cloverfield - USA - 2007 - 85min - Colore

di Matt Reeves

GENERE
HORROR - THRILLER - SCI-FI
IN BREVE
Un classico monster movie che però modernizza stili e senso. Più intelligente di quanto non sembri in apparenza.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ok, ah... in conclusione le possibilità sono: moriamo qui, moriamo nelle gallerie o moriamo per strada, giusto?" "Più o meno..."

"Godzilla va a farsi un giro nel bosco della Strega di Blair", oppure "Cloverfield sta al mostro come The Blair Witch Project sta alla strega". Queste due fra le miriadi di frasi riportate in rete a commento di Cloverfield, monster-movie sui generis prodotto dal furbo e capace J. J. Abrams, la stessa persona dietro Lost, il serial televisivo che ha riscosso un successo planetario. Paragonto comprensibilmente per stile e tema al noto mostro giapponese e/o alla storia degli sfortunati ragazzi nei boschi di Burkittsville, Cloverfield sa però differenziarsi e porre in essere alcuni accorgimenti che ne fanno qualcosa di diverso, e migliore, rispetto ai due film citati. Cloverfiel, come The Blair Witch Project (1999), è un film che inizia ben prima di ciò che sarà possibile vedere nella pellicola, è un'operazione commerciale, una strategia di marketing ed un moderno modo di fare cinema. Durante la lavorazione si fece in modo di non fare uscire nessuna notizia dal set, nemmeno il più piccolo cenno sul plot; all'apparire del trailer pubblico il dubbio sul chi o cosa stesse distruggendo New York City non era ancora sciolto. Non era neppure possibile determinare se si trattasse o meno di un monster movie. Tutto questo mistero non fece che incuriosire ed eccitare il pubblico. In Italia le cose arrivano sempre dopo ed è ovvio che "la prima" di Cloverfield da noi non è stata esattamente una "prima"; quelli seduti davanti allo schermo sapevano esattamente cosa aspettarsi. Quesa non è la stessa cosa accaduta al popolo USA che davvero è arrivato nelle sale curioso di capire cosa avesse portato la distruzione mostrata nel trailer e quest'aura di dubbio, divertita curiosità e impazienza è già di per sé una forma di spettacolo che il film ha offerto (almeno negli States) ancor prima di essere proiettato. A differenza, poi, di The Blair Witch Project che concentrava il suo valore più sulla pubblicizzazione che sulla qualità filmica (scarsa), Cloverfield risulta essere tecnicamente ben realizzato e produttivamente ricco. Cloverfield, mentre scorre sullo schermo, continua a giocare con il pubblico così come aveva fatto prima di iniziare: da una parte c'è la storia, dall'altra, nascosti fra fotogramma e fotogramma, ci sono riferimenti a cose del tutto esterne al film: ecco che senza alcun motivo e senza che l'occhio possa percepirlo compare il simbolo del progetto Dharma di Lost e altri fotogrammi che appartengono a storici monster-movie, i veri progenitori di Cloverfield. Per catturare questi fotogrammi è necessario possedere il film, per comprendere i risvolti di ciò che accade nel film si finisce per leggere in internet degli altri spettatori, di quelli che hanno messo ai raggi X la pellicola, ne hanno scoperto i segreti e li hanno esposti su YouTube, e quindi il gioco prosegue fuori dalla sala cinematografica. Cloverfield non è solo un film o, meglio, non è un film solo; è soprattutto la sua "viral marketing campaign", così come è per Lost e com'è stato per Matrix (1999) che poteva essere compreso appieno nel suo disegno solo se, oltre al film, si fosse guardato anche Animatrix (2003) e si fosse giocato a Enter the Matrix. Se si perde questa dimensione extracinematografica, allora il rischio è che le aspettative vengano deluse per il fatto di trovarsi di fronte, in essenza, al "solito" monster-movie per giunta realizzato con la tecnica "first person camera". Rispetto alla tecnica: la scelta della ripresa "a mano" e del falso documentario ha preso ormai piede (Rec di Plaza/Balaguerò e Diary of the Dead di Romero, sono degli esempi coevi) e a ben vedere lo stile di Cloverfield può essere fatto risalire ben prima di TBWP, si pensi a The Last Broadcast (1998), a Cannibal Holocaust (1979) o, a voler essere colti, al movimento Dogma 95 fondato da Lars von Trier, soprattutto a Le Onde del Destino girato da questi nel 1996. L'ondeggiamento della mdp può essere un vero e proprio handicap per alcuni spettatori ma per la maggior parte si tratta di adattare il cervello all'instabilità dell'immagine: i primi minuti sono fastidiosi per tutti ma successivamente il cervello tende a stabilizzare automaticamente la visione, prova ne è che, visto un film girato con questo stile, se si provasse a rammentarne le scene, queste nella memoria risulterebbero molto più "stabili" di quanto in effetti non fossero in realtà. Il regista dimostra di saper sfruttare al meglio lo stile "incerto" delle riprese: la suspance non manca, in alcuni momenti il film riesce anche a creare qualche sano momento di paura. Oltretutto lo shaky-style non è scusa per nascondere le magagne effettistiche; di fatto gli SFX di Cloverfield sono di primo livello e non fanno che aggiungere verosimiglianza ad un film che si vende come "cinema verité". Rispetto al contenuto: Cloverfield è un monster-movie e quindi parte dalle basi del genere che in essenza rimangono intoccate: distruzione di massa, evacuazione dei civili, soluzioni militari drastiche, uno o più protagonisti che corrono sulla lama del rasoio, creature orribili in posti poco luminosi, mutazioni e infezioni. Nulla di originale quindi, se non che Cloverfield reimpasta il tutto in maniera tale che sembra originale, prendendo un concetto vecchio (il mostro) e applicandogli un nuovo approccio (la ripresa in prima persona). A differenza, poi, del remake Godzilla (1998) che con il film in questione condivide mostrone e devastazione di Manhattan, Cloverfield propone toni più attenti verso i sentimenti della popolazione. La pellicola del 1998 presentava la distruzione di NYC per la gioia dei nostri occhi senza mai tenere in conto cosa, a livello emotivo, questo potrebbe costare alle vittime. Dopo il settembre 2001, come si può evincere anche da film quali La Guerra dei Mondi (2005) o Io Sono Leggenda (2007), il popolo statunitense e con esso la propria azienda cinematografica, sono chiaramente molto più attenti al fattore emotivo di un disastro urbano. Non è più possibile mostrare un grattacielo che collassa e prenderla sul ridere, anche se ciò che ha causato il crollo è un mostro risibile. Quindi nonostante il film di Reeves parta dalle medesime premesse di Godzilla, il focus non sta tanto nello sforzo per abbattere la minaccia ma piuttosto nel seguire gli sforzi di sopravvivenza e soprattutto le vicissitudine emotive dei protagonisti. L'introduzione del film pare dare il via ad una scombinata pellicola low budget di giovani alla Friends, ma in pochi minuti Cloverfield ribalta gli assunti e ci si trova intrappolati nel cuore di un disastro che pare credibile nonostante l'assurdità di ciò che si vede e, ulteriore motivo per il quale il film funziona, da quell'apocalisse non ci si allontana mai, rimamendo intrappolati a Manhattan con i protagonisti. Monster movie moderno che incorpora nuovi modelli stilistici e produttivi, Cloverfield è un film più intelligente di quanto possa sembrare anche se però gioca con il pubblico più di quanto molto pubblico probabilmente desideri; il rischio allora è di vederci solo una summa di effetti speciali ripresi da una videocamera traballante. Il che sarebbe riduttivo.

E' previsto in futuro un seguito o un film che ripercorra parallelamente la medesima vicenda ma relativamente ad altri personaggi (che però incrocerebbero le vicende di questo primo film).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, costato circa 25 milioni di dollari ha attraversato un periodo produttivo che è andato dal febbraio 2007 al 18 gennaio 2008. La location principale è ovviamente New York City, ma altre riprese sono state effettuate ai Downey Studios (12214 Lakewood Boulevard, Downey, California). La stazione metropolitana era un set costruito a San Pedro, Los Angeles (California).

Scaricando questa mappa, potrete vedere esattamente i luoghi in cui l'azione ha luogo. Consiglio di non guardare la mappa se non avete ancora visto il film, però, perché vengono rivelati particolari importanti.

Ma che significato ha il titolo CLOVERFIELD rispetto al senso del film? Cloverfield è il nome in codice assunto dall'operazione militare atta a distruggere il mostro, il che si evince dalla scritta all'inizio film "Multiple sightings of Case designate Cloverfield". L'idea di questo titolo venne a Drew Goddard, lo sceneggiatore, che aveva frainteso il nome del marchio di una corporation posseduta dalla Paramount (Cloverdale).

Il film fu distribuito nei cinema USA col falso titolo di Bertha.

Naturalmente il film non è stato girato con la telecamera che tiene in mano per tutto il tempo uno dei protagonisti (Panasonic HVX-200, listino 2008 circa 4000 euro). Le riprese sono state effettuate con diverse mdp, ma quella utilizzata per la maggior parte delle riprese è stata la Sony CineAlta F23 (una robina da 150.000 dollari, listino 2008).

La Panasonic HVX-200 che viene fatta "recitare" nel film nei panni della mdp che riprende i fatti è stata venduta su eBay il 23 gennaio 2008 per 4605 dollari, il prezzo di partenza era 2.500 dollari. Va fatto notare che comunque quel modello di videocamera non è così maneggevole soprattutto se si pensa che il ragazzo che la utilizza nel film corre a destra e a manca.

Sull'origine del mostro, il produttore J.J. Abrams ha semplicemente detto che si tratta di "un mostro gigante che viene dall'oceano". In verità alla fine del film viene dato un indizio: nella parte terminale della registrazione della videocamera di Rob, quando i due fidanzati sono al lunapark, Rob sposta l'inquadratura sul mare (quint'ultima immagine a sx) e, nella zona cerchiata di rosso (la cerchiatura è mia) si vede un oggetto che dal cielo cade in acqua. La cosa nel film non viene spiegata più di tanto. Sembrerebbe però che J.J. Abrams abbia avuto l'idea del film in seguito ad un viaggio in Giappone. Lì avrebbe notato il valore che la società nipponica attribuisce a Godzilla e quindi ha pensato di regalare agli USA un equivalente. Dal momento che l'origine di Godzilla è attribuita ai test nucleari statunitensi, Abrams ha ricambiato il "favore" attribuendo l'origine del mostro alla caduta di un satellite giapponese (Chimpanz III) che l'avrebbe risvegliato. Ma anche questa è un'ipotesi. Nella "viral marketing campaign" del film si è parlato anche del sottomarino Tagurato che a sei miglia di profondità avrebbe trovato e spaventato il mostro, portando alle conseguenze visibili nella pellicola.

La campagna pubblicitaria ha anche tirato in ballo il "Bloop incident". Si tratta di un fatto vero: durante l'estate 1997 la U.S. National Oceanic and Atmospheric Administration registrò un infrasuono subacqueo potentissimo che si espanse nel raggio di 5000 km. L'origine del suono rimane sconosciuta ma la frequenza di questo era tale da non poter essere stata emessa da nessun animale conosciuto, anche dallo stesso mostro di Cloverfield!

I piccoli mostri portati da quello grosso non sono suoi figli ma parassiti. Siccome il mostro grosso sembra fluttuare riguardo le dimensioni, si può credere che quelli piccoli siano versioni "neonate" del mostrone, ma non è così. In effetti il mostro grosso non cambia per nulla le sue dimensioni nella pellicola e come ha confermato il regista, anche se in alcune scene (specialmente una delle ultime) il mostro sembra più piccolo, questo è dovuto solo ad un gioco di prospettive.

L'uomo che chiede aiuto a Rob in una lingua incomprensibile sta cercando aiuto per sua figlia e la sua famiglia e dice che non vuole vivere senza di loro.

L'attacco avviene fra il 22 e 23 maggio 2008 ma in una scena Rob parla di "sabato 23 maggio" che però ha luogo nel 2009. Boh!?

Il primo edificio a collassare è il Woolworth Building.

Il film mostra la testa della Statua della Libertà nelle sue corrette dimensioni (dal mento al cranio, 5.26 metri; da orecchio ad orecchio 3.05 metri).

La casa di Beth è un appartamento del Time Warner Center situato a Columbus Circle a sudovest di Central Park.

Marlena, la ragazza che viene morsicata, inizia a perdere sanue dagli occhi e dalle orecchie, quinde viene portata in isolamento dai militari. Dietro ad una tenda si vedrà che il suo stomaco si espande ed esplode.

La scena della morte di Hud non è particolarmente chiara, in ogni caso il ragazzo, azzannato dal mostro, viene troncato in due. Occorre studiare al ralenty il filmato per rendersene conto.

Alla fine dei credits si sente una voce maschile che sospira una frase che suona come "Help Us" (Aiutateci). Se sentita all'incontrario, invece, si capisce chiaramente che viene detto "It's still alive" (è ancora vivo). La voce è quella del regista Reeves.

Nel film in pratica non compaioni bambini. Queste le ragioni riportate dallo stesso regista: 1) Il film è girato di notte e le leggi sul lavoro minorile impediscono che i piccoli vengano fatti lavorare in tale momento della giornata. 2) Il film durante il periodo pubblicitario si basava sul segreto riguardo cosa o chi minacciasse New York City, e i bambini come noto, non sono dei maestri nell'arte della riservatezza. 3) Quando si lavora con i bambini le precauzioni da adottare per la loro sicurezza sono più del doppio rispetto a quelle adottate per gli adulti. 4) I contratti per i minori richiedono più burocrazia, il che porta a dei ritardi produttivi. 5) Il pubblico non sempre reagisce bene ai film che mostrano bambini feriti o morti.

All'inizio del film, rispetto al filmato ritrovato, si legge "Digital SD Card", cioé il filmato sarebbe registrato su una scheda di memoria. Tuttavia durante il film vengono mostrati dei playback di filmati precedenti, cioé il film attuale sarebbe stato registrato sopra il precedente. Non è possibile, come su una pellicola o un nastro magnetico, vedere degli spezzoni occasionali del filmato precedente utilizzando una scheda magnetica.

Nel film si vede Jason (Mike Vogel) che indossa una maglietta della Slusho, che è un drink inventato da J.J. Abrams per il suo serial Alias (2001).

Cloverfield fu filmato in 34 giorni: a Los Angeles sotto il falso titolo Slusho e a New York City di Cheese. La scena finale sulla ruota panoramica fu filmata il primo giorno delle riprese, la scena in casa di Beth che si vede all'inizio del film venne realizzata l'ultimo giorno.

Il teaser trailer fu realizzato con delle videocamere digitali, prima che iniziassero le principali riprese del film.

Il film non ha score musicale e la musica nei credits finali inizia solo dopo un minuto e mezzo che sono partiti i titoli.

Durante la prima settimana di proiezione molti cinema USA affiggevano una avvertimento rispetto al fatto che i movimenti della mdp nel film potessero indurre la nausea.

Lizzy Caplan (Marlena) andò all'audizione per il film non sapendo assolutamente per che cosa potesse venire ingaggiata. Pensava si trattasse di un film romantico finché non andò alla seconda audizione nella quale le fu fatta leggere una scena di Alias. Solo quando le fu offerto il ruolo, la Caplan venne a sapere che si trattava di un monster-movie e a tutti gli attori non venne concesso di leggere lo script finché non avessero firmato per la parte.

La testa decapitata della Statua della Libertà in strada è ispirata al poster di 1997: Fuga da New York (1981) in cui si vede la testa della statua in strada.

Per il produttore J.J. Abrams il numero 47 ha evidentemente una certa importanza. In Alias (2001) tale numero assume una grande importanza nel manoscritto di Rambaldi. Non sorprende quindi che in Cloverfield il filmato dei ragazzi venga trovato nell'area US-447 e che, nella scena in cui i giovani si fanno tutti i piani a piedi per raggiungere l'appartamento di Beth, venga messo in evidenza il piano 47esimo.

Uno dei titoli pensati per il film era "Grayshot", in riferimento allo stile dei filmati girati a mao e del ponte sotto il quale Rob e Beth si rifugiano.

La scena della sparatoria in strada, prima che i ragazzi scappino in metropolitana, fu realizzata nella Warner Brothers Street del quartiere di Burbank. Le comparse militari spararono dei colpi a salve durante le prime riprese quindi, dopo le 10 di sera, secondo le leggi sul disturbo della quiete pubblica, furono usati dei flash luminosi che simulavano i colpi.

La voce che grida "Oh my God" nella versione originale, quando la testa della statua della libertà finisce in strada, è quella del produttore Bryan Burk.

I primi momenti della festa furono filmati senza musica e gli ospiti sullo sfondo stavano in silenzio facendo finta di parlare fra loro. La musica fu aggiunta in postproduzione.

Nel film sono nascosti tre fotogrammi di tre film: King Kong (1933, al minuto 66 e 55''), Il Risveglio del Dinosauro (1953, al minuto 45 e 27'') e Assalto alla Terra (1954, al minuto 24 e 06''. Ho campionato i tre fotogrammi nascosti e sono gli ultimi tre frames a sinistra. Nel momento in cui si vede il fotogramma di King Kong subito dopo si vede un brevissimo filmato di Rob e Beth sul treno, questo fu preso da un finale alternativo che è possibile vedere du DVD.

Dopo aver visto un premontato del film, Steven Spielberg suggerì di dare al pubblico qualche notizia riguardo le sorti del mostro verso la fine del film. Da tale suggerimento derivò l'idea della trasmissione radio udibile sull'elicottero militare, così come le sirene militari suonate prima dell'Hammerdown, il bombardamento pesante per radere al suolo l'isola di Manhattan.

Il ponte di Brooklyn doveva essere distrutto dal mostro con una mano, però poi si pensò che potesse sembrare troppo deliberato e si optò per farglielo fare con la coda, il che sarebbe dovuto sembrare più accidentale.

Nei primissimi momenti del film per un brevissimo istante nella parte destra e in basso appare il simbolo del progetto Dharma (secondo fotogramma a sx), nome che dirà certo qualcosa agli appassionati del serial Lost, prodotto sempre da J.J. Abrams.

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