TRAMA

Rimasti a casa da soli, tre fratelli decidono di andare ad un circo arrivato in città, nonostante Casey (Nathan Forrest Winters), il fratello più giovane, abbia molta paura dei clown. Intanto, tre matti scappati dal manicomio, arrivano al circo e vestono i panni di tre clown che hanno ucciso.

 


CLOWN HOUSE
titolo or.: Clownhouse - USA - 1988 - 81' - Colore

di Victor Salva

GENERE
HORROR
IN BREVE
Sotto tono se si pensa ai cananici slasher, ma più fine della media degli slasher.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Just because it’s dark doesn’t mean there’s anything scary in it” “It just means that you can’t see if there is"*

Clownhouse, horror nato sull'onda degli slasher inaugurati da Halloween (1978) e "rincarati" da Venerdì 13 (1980) ed uno dei pochi che abbia fatto tesoro dello spirito e della suspense proposta dai quei modelli. Il discusso Victor Salva** successivamente divenuto noto con Jeepers Creepers (2001) e Jeepers Creepers 2 (2003), realizza un horror che utilizza lo stile degli slasher (ad esempio le riprese soggettive, le musiche eseguite col synth) ma ribalta l'assunto secondo il quale le vittime del killer, in questo caso dei tre killer, siano macchiette bidimensionali che incanrano stereotipi sociali (il figaccione, la facilona, etc.). Il lavoro di Salva per caratterizzare i personaggi è molto accurato, o per lo meno superiore a quanto ci si aspetterebbe da un film dal budget ridotto. In più momenti si assiste alle liti e ai discorsi dei tre fratelli, tutti ben realizzati e recitati, e in quelle sequenaze si vanno a delinerae con una certa accuratezza le figure dei ragazzini protagonisti. Basato come ovvio sulla nota e diffusa idiosincrasia nei confronti dei pagliacci, Clownhouse non aggiunge nulla di sostanzialmente nuovo al concetto (però viene comunque prima di più noti titoli a tema clown, vedi IT, 1990), ma tratta il tema con finezza, evitando grossolani spargimenti di sangue, piuttosto cercando di costruire situazioni orrorifiche e tese. Non tutto funziona alla perfezione, ovviamente, in primis perché il gioco del gatto e il topo fra i giovani protagonisti e i clown si fa presto troppo ripetitivo, in secondo luogo perché il personaggio del pagliaccio non è di fatto terrificante per ogni tipo di spettatore. Clownhouse non è un horror di grandissimo impatto, soprattutto per lo spettatore moderno, eppure la continua costruzione di piccole scene di paura e di quadretti inquietanti riesce a far funzionare tutta la macchina più che dignitosamente. Tuttavia non è facilissimo rintracciare la finezza realizzativa con cui è stato progettato il film, motivo per cui in rete è possibile leggere diverse recensioni che cassano la pellicola di Salva come fosse un filmetto di basso profilo. Alla fine ovviemante rimane una questione di pelle ma il buon gusto di Salva nell'analizzare il senso stesso della paura invece che dare libero e facile sfogo al grand guignol è indiscutibilmente apprezzabile. O se non altro originale, soprattutto in quegli anni. Vale una visione.

* Trad: "Solo perché è scuro non significa che ci sia qualcosa di spaventoso all'interno" "Invece vuol dire che non puoi vederlo se c'è"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 200.000 dollari.

** Il regista Salva ha passato un anno in prigione per le molestie sessuali perpetrate ai danni di ragazzini minorenni, rapporti sessuali che l'uomo aveva anche filmato. Una delle sue vittime fu proprio il giovane protagonista di questo film, il dodicenne Nathan F. Winters, molestato durante le riprese di Clownhouse. Victor Salva ha riferito che la drammaticità del tempo passato in prigione è stata attenuata dalle visite settimanali che gli faceva il grande regista Francis Ford Coppola, suo amico. Pare che Coppola abbia discusso molto con Salva dei problemi di quest'ultimo, aiutandolo a gestirli e ad accettare il suo brutto passato, dato che Salva, per sua stessa ammissione, era cresciuto in una famiglia disfunzionale.

I tre clown si chiamano Cheezo, Bippo e Dippo.

Sulla porta della cameretta del fratello più grande si può vedere il poster di Non guardare in cantina (Something in the Basement, 1973), il primo corto del regista Salva al quale avevano partecipato sia Nathan Forrest Winters che Brian McHugh, presenti anche in Clownhouse. Dopo questo film, e forse per la brutta esperienza con Salva, Nathan F. Winters non ha più recitato. Stessa cosa vale per Brian McHugh. Sorte diversa per il terzo "fratello" Sam Rockwell che ha avuto una fortunata carriera.

Prima che scorrano i titoli di coda compare la frase: "No man can hide from his fears; as they are a part of him, they will always know where he is hiding", ovvero "Nessun uomo può nascondersi dalle proprie paure; poiché esse sono parte di lui, sapranno sempre dove si nasconde"

eXXagon fecit MMXI