La Frase dal Film:
"Come cazzo hai fatto a entrare?" "Dovresti
esserci abituata a vedermi venire da dietro"
Prodotto dalla Lionsgate in collaborazione
con la World Wrestling Entertainment, Il collezionista
di occhi è uno slasher parecchio derivativo
che piazza in primo piano la fisicità abnorme del
wrestler Kane, al secolo Glen Jacobs. Le particolarità
non finiscono qui: il regista Gregory Dark non solo esordisce
con l'horror, ma prima era un regista di video musicali
(Britney Spears, Xzibit, Bone Thugs-N-Harmony) e prima ancora
un regista di film porno. Peccato che Gregory Dark in See
No Evil tradisca, nello stile, solo il suo passato
più recente! Con un evidente riferimento allo slasher
anni '80, il film non è altro che una novantina di
minuti in cui il solito psicopatico corre dietro ai soliti
ragazzi, questa volta anche più antipatici della
media. Questo è quanto. Riferimenti più o
meno palesi rimandano a Carrie - lo sguardo di Satana
(1976), Venerdì 13 (1980),
Psycho (1960), The Toolbox
Murders (1978). La stessa fotografia desaturata (elegante,
ammetto) e la ricostrauzione scenografica (sporca, disordinatamente
curata, tetra) ricorda il medesimo stile di Non
aprite quella porta (2003). Quello che manca è
il sano terrore dal momento che i clichées ammorbano
la pellicola ed è davvero difficile essere sorpresi
dalle imprese di Jacob che si aggira maestoso ed implacabile
per l'hotel con la stessa andatura di Jason Voorhees. Jacob
strappa le carni con un uncino, sbattacchia le sue vittime
contro i muri, solleva tutti per il collo per mostrare la
sua potenza di wrestler, naturalmente strappa bulbi oculari
per contratto ed infine fa di un cellulare il miglior uso
che si possa fare, cioé lo ficca in gola alla sua
proprietaria e la soffoca. I wrestling maniacs forse saranno
delusi per il fatto che Kane abbozza sì e no qualche
dialogo, ma per lo più si tratta di grugniti e di
smorfie, nella migliore tradizione del maniaco da slasher-movie.
Pare anzi che l'impostazione del film sia stata pensata
per lanciare Jacob come nuova icona horror-slasher dal momento
che "il mostro" viene preannunciato dallo svolazzare
sinistro di mosche e da voci deliranti che sembrano suggerirgli
cosa debba fare; ricordo che la mosca è uno stranoto
simbolo satanico (vedi anche Amityville
Horror, 1979) dato che "Belzebù" (o
meglio Baal-ze-bub) è "Il signore delle mosche".
Insomma pare proprio che la natura paranormale di Jacob
(e quindi immortale) possa preannunciare una saga che lo
vede protagonista. Ciò che non manca nel film è
lo splatter che viene spiattellato fin dall'inizio in dosi
abbondanti con un braccio mozzato e con un primissimo piano
di un occhio deorbitato con tanto di mdp che penetra nella
scatola cranica per farci scoprire che l'orbita oculare
è più ampia di alcuni monolocali in cui la
gente è costretta ad abitare (spendendo un occhio
della testa). Meno esaltanti e molto compiaciute le immagini
di vasellame in cui il maniaco tiene i bulbi in salamoia
e certi effetti in CG che scoppiazzano lo stile alla CSI;
puro manierismo. In conclusione, un horror ritrito con qualche
atmosfera azzeccata ma girato da un regista che pensa che
il montaggio nervoso e le inquadrature sbilenche bastino
a elicitare l'orrore. Peccato che non si veda del sano nudo
femminile: se c'era un film in cui ci stava bene un po'
di sex exploitation era proprio questo; accontentatevi dello
psycho-tributo della scena della doccia. Non così
pessimo, comunque, se il vostro fine è vedervi un
horror in tutta tranquillità, birra e popcorn alla
mano; insomma, se si hanno poche pretese è difficile
rimanere delusi, no?! I due punti che ho dato al fear-level
sono più che altro per la buona volontà, uno
solo probabilmente sarebbe bastato. Un finale con i soliti
superstiti ed un ulteriore finale post credits lasciano
aperta la possibilità che Il collezionista di
occhi possa avere un sequel.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Costato circa 8.000.000 di dollari, il
film è stato girato nel Queensland, Australia.