
La frase dal film: "We're gonna be french fries! Human french fries!"*
Un mix riuscito, ancorché non esaltante, composto da L'ultima Casa a Sinistra (1972), Non aprite quella porta (1974) e Un Tranquillo Weekend di Paura (1972). Craven, con un budget ben superiore rispetto a quello che ebbe a disposizione per il L'Ultima Casa a Sinistra, trasporta in una dimensione agorafobica la lotta intestina fra le tendenze umane caratteristiche della società occidentale; alcune tendenze verranno incarnate dalla famiglia di cannibali che vive nascosta fra le colline rocciose, altri tratti verranno rappresentati dalla famiglia bene che si perde nel bel mezzo del deserto, cioé di un luogo che rappresenta il lato oscuro dell'istinto: zona impraticata e impraticabile per la cultura perbenista. Siccome lo spirito conciliante raramente fa parte delle dinamiche horror, la spinta sociale ed educata mal si concilierà con l'istinto profondo, da cui l'orrore stesso, o almeno quello per come lo intende Craven. Quindi il film pesca in parte dal rape & revenge nella misura in cui vede degli innocenti vessati e quindi brutali vendicatori, ma soprattutto si rifà alle dinamiche del backwood brutality, con i soliti (ma al tempo non erano così scontati) villici deformi che, allo stato ferino, braccano e mangiano il gruppo di malcapitati. La famiglia di cannibali, chiaro richiamo a Leatherface & Co, incarna elementi antitetici in quanto se da una parte rappresenta un brutale e selvaggio lato dell'inconscio, dall'altro è dominata da una struttura rigidamente patriarcale infondo molto più reazionaria rispetto allo spirito borghese della famiglia vittimizzata. d'altra parte la famiglia bene finirà per lottare con le unghie e con i denti, così come il cannibale con le unghi e con i denti mangia. Pare proprio che il cane Bella sia l'unico protagonista a mantenere una coerenza lineare con la propria natura. Craven negò in parte l'influenza di Non Aprite Quella Porta, sostenendo che il soggetto del film avrebbe preso spunto dall'antico fatto di cronaca riguardante Sawney Beane e famiglia. Il risultato non cambia. Si tratta sempre di un film che mira ad un certo grado di analisi sociale, senza dimenticare che si tratta di un prodotto horror e che quindi il sangue e lo shock sono elementi centranti. L'analisi, o critica sociale se così vogliamo definirla, funziona, il film come horror un po' meno in quanto la famiglia di redneck squinternati, seppur non sia ancora diventata un cliché del genere, ha in effetti già "dato" in precedenti film e in questo non sembra neppure così tanto minacciosa ma più che altro bizzarra. Inoltre dopo il primo assalto, di certo il più riuscito a livello filmico, lo scontro tra le due fazioni diventa routinario. Rispetto a L'Ultima Casa Sinistra, questo film, meno cinico, non presenta un vero ribaltamento di ruoli per il quale i buoni diventano feroci nella stessa misura (o più) dei cattivi, infatti l'impressione è che una certa divisione dei ruoli permanga e che la famiglia cannibale alla fine si prenda la meritata batosta da parte di quelli che buoni erano e buoni rimangono (anche se parecchio arrabbiati). L'intento del film tuttavia è chiaro e il gioco fra le parti così come lo spiegone sociologico arriva allo spettatore; qua e là si respira aria pesante da cinema di serie B (lo scrivo per chi non amasse il basso profilo) ma la cosa più fastidiosa non riguarda il film in senso stretto ma il doppiaggio italiano davvero posticcio. Il film lancia nel mondo del cinema il calvo Michael Berryman che, per fattori strettamente anatomici, diventa una piccola icona in diverse successive produzioni. Trampolino anche per Dee Wallace nei panni di Lynne, poi ne L'Ululato (1980), Critters (1986) e mamma in E.T.: l'Extraterrestre (1982). Di spessore e da vedere ma a mio parere non è un must. Craven filma pure un seguito scadente che col tempo avrà modo di rinnegare.
Seguito da Le Colline Hanno gli Occhi II (1984), rifatto col titolo Le Colline Hanno gli Occhi (2006) a sua volta seguito da Le Colline Hanno gli Occhi 2 (2007). Esisterebbe anche un The Hills Have Eyes III (1995), anche noto come Mind Reaper o The Hills Still Have Eyes, film per la tv HBO prodotto da Craven ma che poco centra con la saga del titolo.
* Trad: "Stiamo per diventare patatine fritte! Patatine fritte umane!"








