La Frase dal Film:
"Perché ridi?" "E' il momento della colazione"
Le Colline Hanno gli Occhi (1977), classico del sottogenere Backwood Brutality, non sfugge alla moda (o necessità?) del remake d'inizio terzo millenio. La produzione è posta però fortunatamente sotto la supervisione di Wes Craven che del film del '77 era regista, cosa che garantisce una certa coerenza artistica. Craven, colpito dal successo di Alta Tensione (2003) e dall'alto livello di pathos e di violenza di quella pellicola, chiama all'appello il regista Alexandre Aja. Quest'ultimo e l'art director Gregory Levasseur, regular nei film di Aja, si attengono alle linee guida del precedente prototto di Craven, tuttavia pongono delle modifiche che in effetti rappresentano un valore aggiunto. Se nel "vecchio" film si parlava di una miniera di uranio, qui il discorso radioattività diventa preponderante e Le Colline Hanno gli Occhi remake assume una valenza anti-militarista ed ecologista. Infatti la famiglia cannibale è affetta da terribili deformità dovute alle radiazioni presenti sul territorio che non è un deserto a caso, ma una zona di test nucleari usata decenni prima. Così l'oscuro passato degli USA (uno dei tanti, verrebbe da dire) emerge per divorare la solita famiglia media; non si tratta più solo di uno scontro fra il formalismo borghese e le istanze inconsce più selvagge e brutali, ma di una vera e propria resa dei conti fra presente e passato fra lavori sporchi e "non avrai mica pensato di sparare 331 bombe atomiche e di non subire alcuna conseguenza?". L'incipit del film monta footage militari di esplosioni atomiche, mutazioni genetiche (che però erano quelle dell'Agente Orange) il tutto sottolineato beffardamente dalla canzone di Webb Pierce "More and More". I mutanti che vivono nelle finte cittadine costruite appositamente per i test nucleari (vedere Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo per averne un'idea più chiara della cosa) danno l'idea di un America che, dopo un passato di porcherie legate alla guerra, ha dato vita ad una generazione in cui la pazzia e l'orrore sembrano la naturale conseguenza. Si tratta di una triste parodia della famiglia statunitense, il che appare ancora più evidente nella scena che vede Big Mama, una donna terribilmente deforme, "seduta" mentre guarda alla tv il solito programma trash. Una sorta di famiglia Simpson che però fa ben poco ridere. Come Craven, Aja mantiene viva la dinamica "politica" della famigliafra fra un'ala conservatrice (Repubblicana) rappresentata da Big Bob e la frangia Democratica, incarnata da Doug (qui meglio rappresentato che nel film del '77) il quale veste alla perfezione i panni del rilassato e non violento che però alla fine scivola nella brutalità, seguendo perfettamente il paradigma del Backwood Brutality a partire da Cane di Paglia (1971), progenitore del genere. Interessante anche il cambio di rotta generazionale per cui il repubblicano Big Bob ammette che in passato con la moglie era stato figlio dei fiori. I tempi cambiano e Aja, mettendoci del suo e andando incontro al nuovo pubblico, costruisce una seconda parte del film molto più energica rispetto a quanto aveva fatto ai suoi tempi Craven: moltissimo il sangue e alti livelli di violenza per una pellicola che fondamentalmente è mainstream. Ottimi gli SFX e bravi tutti gli attori; si stenta a riconoscerlo ma c'è anche Billy Drago nei panni di Papa Jupiter, lo stesso Drago che fece il viscido Frank Nitti ne Gli Intoccabili (1987). Peccato che in un modo o in un altro non si veda spuntare il testone calvo di Michael Barryman; sarebbe stato il cameo più azzeccato. In definitiva un remake degno e di grande intrattenimento benché non adatto ai più sensibili.
Seguito da Le Colline Hanno gli Occhi 2 (2007).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato a Ouarzazate (Marocco), è costato circa 15 milioni di dollari e ne ha incassati 69.623.350 (dato 2008).
Per evitare l'X rating furono compiuti dei tagli (per un totale di 2 min) che assicurarono il rating R. Aja ha assicurato comunque che la versione vista al cinema e con tanto di tagli è quella da considerarsi Director's Cut. Ecco cosa c'è in più nella versione UNRATED: a) scena addizionale di Bob che brucia ed i suoi occhi diventano bianchi; b) primopiano di Lynn che viene colpita alla testa dal proiettile; c) ripresa più esplicita della pistola puntata alla neonata; d) la scena dello stupro di Brenda dura mezzo minuto in più; e) Doug spara a Lizard tre volte col fucile invece che solo due; f) primopiano della punta di metallo infilata nell'occhio del mutante col tutore cervicale.
La famiglia fa riferimento alla Interstate 88 che però non passa neanche vicino al New Mexico; è nell'Illinois.
Le foto mostrate all'inizio del film e spacciate come deformità causate dalle radiazioni, sono invece fotografie di feti e neonati con difetti genetici indotti dall'esposizione all'Agente Orange durante la guerra in Vietnam (un erbicida).
I mutanti furono realizzati sia usando la CG sia la buona vecchia prostetica. Ad esempio i due bambini che giocano insieme e invitano Doug a giocare con loro furono "deformati" usando effetti digitali. Lo stesso vale per Ruby che però indossava anche dei denti finti.
L'effettista Gregory Nicotero compare nei panni del mutante Cyst.
Fra cast e crew, al film lavorarono persone di 61 nazionalità diverse.
La stazione di servizio costruita appositamente per il film risultò essere così verosimile che la gente per la strada si fermava per fare benzina (benzina che non c'era, ovviamente). alla stazione fu simpaticamente dato il nome di Gas Heaven che guardacaso fa rima con Wes Craven.
Dal momento che sarebbe stato complesso girare all'interno di un piccolo camper, lo scenografo Nemec III ri-costruì l'interno del camper che in effetti era del 30% più grande rispetto all'originale.
Il cratere nucleare visitato da Doug è stato completamente generato al computer.
La scena dell'incidente in macchina che bloccherà la famiglia nel deserto necessitò di tre giorni di riprese.
Quasi tutte le battute di Ted Levine, nel film il capofamiglia Big Bob, sono state improvvisate dall'attore.
Ivana Turchetto, che veste i panni di Big Mama (quint'ultima frame a sx), accettò di radersi i capelli a zero per 1000 dollari.
Wes Craven e il produttore Peter Locke avrebbero voluto che il remake fosse girato nella stessa location del film del 1977 ma, una volta giunti sul posto per un sopraluogo, trovarono una serie di condomini in costruzione.
Lo show televisivo che sta vedendo Big Mama in tv è 'Divorce Court' (1999) una sorta di Forum dedicato solo alle cause matrimoniali (che bello!). Il produttore del film Peter Locke nel 1986 produsse uno show televisivo che aveva titolo 'Divorce Court'.
Per la parte di Doug si cercava qualcuno che richiamasse alla memoria nell'aspetto ma soprattutto nel modo di fare il personaggio protagonista di Cane di Paglia (1976) interpretato da Dustin Hoffman, cioé un imbranato che alla fine si scatena. La scelta di Aaron Stanford sembrò buona anche perché in qualche modo assomigliava allo stesso regista Aja.