TRAMA

Adam Sorg (Gordon Oas-Heim) è un artista eccentrico alla disperazione perché non riesce a trovare la tonalità di rosso che vorrebbe per i suoi dipinti. Quando la sua ragazza si taglia un dito, l'uomo trova finalmente ciò che cercava e i suoi dipinti saranno definiti dei capolavori.


COLOR ME BLOOD RED
(titolo or.: Color Me Blood Red - USA - 1965 - 79min - Colore)

di Herschell Gordon Lewis

GENERE
HORROR
IN BREVE
Probabilmente il meno interessante dei film di Lewis. Solo per appassionati che studiano il fenomeno splatter agli esordi.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Adam, if we ever get married, the first thing I'll do is... get a divorce"*

Lo so che non si inizia mai il periodo con un gerundio ma...Avendo scoperto che il pubblico dei drive-in sembrava non essere mai sazio di splatter, Herchell Gordon Lewis in collaborazione col maestro dell'exploitation Friedman, dopo il successo di Blood Feast (1963) e i discreti ritorni ottenuti con Two Thousand Maniacs! (1964), si lanciò nel terzo capitolo di quella che da alcuni è stata definita "Blood Trilogy". Color Me Blood Red è l'istallazione più debole nelle produzioni di Lewis in quanto il primo film, per quanto scarsissimo, era appunto il primo, 2000 Maniacs! aveva alzato il livello tecnico (oltre ad aver generato un libro a fumetti) ed altri, come The Wizard of Gore (1970) avevano un blood level decisamente più marcato. Perché un appassionato dovrebbe guardarsi un film di serie Z di quelli di Lewis se non per le scene splatter? Se quindi il sangue latita il motore centrale si ferma, almeno in questo specifico caso. Color Me Blood Red ha due grossi problemi (oltre a molti piccoli altri). Il primo è per l'appunto il fatto che ci sono troppe poche scene di sangue e quelle che ci sono non paiono poi così tanto splatter; l'unico momento forte è rappresentato dal pittore che strizza le budella di una vittima per stillarne il sangue che poi utilizzerà su tela. Detto così pare estremo ma il risultato è assai modesto...oppure io sono ormai assuefatto; un pochino dell'uno e un pochino dell'altro. L'altro problema è che il film è noioso, lento e pieno di scene per le quali lo spettatore potrebbe mandare "avanti veloce" senza perdersi nulla, in più la recitazione è agghiacciante, ma chi conosce i film di Lewis rispetto a questo fattore, non ha molte aspettative. Recitazione a punto zero, quindi, e così pure la caratterizzazione dei personaggi; non vale la pena soffermarsi sui dialoghi. Tutto il film è permeato dalla scarsità dei mezzi produttivi e dalla poca tecnica del regista, che piazza la mdp a tre metri di distanza dagli attori, dà il ciak e spera nella prima, l'audio in presa diretta rende a volte difficile comprendere i dialoghi e aggiunge quel tocco di casereccio che può piacere se però mi sto guardando i filmini delle vacanze (e teniamo conto che questi ultimi sono sempre e comunque merdosissimi). Se però si parte con aspettative molto basse, cosa direi necessaria quando si decide di entrare in contatto con l'opus di H.G. Lewis, Color Me Blood Red può regalare qualche momento di intrattenimento facilone soprattutto per l'appassionato che desidera "studiare" gli esordi del cinema splatter. Suvvia, non si sgrida un neonato solo perché non riesce a tenere su la testa da solo! Per chi vuole avere una delle opere del pittore Sorg, ho preparato un regalino che potete scaricare cliccando il link. Da pinacoteca!

* Trad: "Adam, se mai noi ci sposassimo, la prima cosa che farei sarebbe...chiedere il divorzio"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Per gli appassionati della "poetica" di Herschell Gordon Lewis, segnalo i suoi film principali: Blood Feast (1963), Two Thousand Maniacs! (1964), A Taste of Blood (1967), The Gruesome Twosome (1967), Something Weird (1967), She-Devils on Wheels (1968), The Wizard of Gore (1970) e The Gore Gore Girls (1972).

Il film, girato a Sarasota (Florida) nel febbraio 1964, è costato circa 50.000 dollari.

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