COMIZI D'AMORE
Italia - 1964 - 94min - b/n

di Pier Paolo Pasolini

GENERE
DOCUMENTARY
IN BREVE
Interessante, divertente, avvilente quadro di come eravamo e di come, in parte, non siamo più.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: ""Io personalmente, che cosa vuole, io personalmente sono un uomo, sono un poeta e quindi incomincio col trasgredire tutte le leggi facendo della poesia. Ora sono vecchio e allora non rispetto più che le leggi della vecchiaia che, purtroppo, sono le leggi della morte"

Girato da Paolini che ci mette la faccia direttamente come intervistatore, Comizi d'Amore è un documentario inchiesta che si pone il fine, con gli strumenti del cinema verità, di illustrare le competenze e soprattutto le incompetenze degli italiani degli anni '60 in materia di sessualità. La pellicola non parte a punto zero, cioé nasce avendo già il sentore che probabilmente gli inetrvistati, di ogni età, latitudine ed estrazione sociale, riserveranno delle tristi sorprese riguardo la propria confidenza con l'argomento sessuale, i tabù e la morale legata a quelli. Pasolini però, consapevole di essere animato da uno spirito pedagogico che lo allontana dalla dimensione del giornalismo asettico ed imparziale (che oltretutto non credo possa esistere), si fa scrupolo d'interrogarsi sul suo stesso ruolo, sulla validità del campione intervistato e sulla finalità dell'inchiesta; in questa disanima si avvale della consulenza di Alberto Moravia e del padre della psicoanalisi italiana Cesare Musatti. Il documentario si divide in quattro capitoli, vezzo tassonomico riscontrabile anche in Salò (1975). Il primo blocco s'intitola 'Grande Fritto misto all'italiana' in cui la gente viene intervistata sui propri gusti sessuali, sul fenomeno del dongiovannismo, sulla nostalgia della società passata rispetto all'attuale che sembra troppo libertina. Interessanti le riflessioni sulla morale appresa ed introiettata che pare essere morale originale del soggetto ma è invece adattamento al sociale. Un gruppo di universitari sicuri del fatto loro e del loro affrancamento dai tabù, non sanno però dare una definizione di conformismo nè sanno trovare delle radici o motivazioni a tale conformismo; cioé "la morale borghese e cattolica non riesce a suggerire a delle ragazze oneste le ragioni per cui sono oneste". Fra gli intervistati anche volti noti: Peppino di Capri che non riesce a dire una sola frase di senso; Bulgarelli, calciatore del Bologna; Camilla Cederna e Oriana Fallaci: quest'ultima dichiara che le operaie hanno una grande libertà sessuale ma nel momento in cui Pasolini le chiede di riflettere se questo valga anche per la donna al sud (il sottoproletariato calabrese), quella risponde: "E' un altro pianeta". Il secondo blocco 'Schifo o Pietà?' s'interroga sul diverso (in special modo sugli omosessuali). Il poeta Ungaretti sostiene che tutti gli uomini sono in qualche modo anormali e in contrasto con la natura poiché ogni uomo è una combinazione originale e soggettiva di fisicità e spirito "L'atto di civiltà dell'uomo sulla natura, che è un atto violento, è un atto contro-natura". Quindi infila la frase citata all'inizio della recensione, l'ennesima bellissima poesia che per me è, da sola, motivo sufficiente per vedere Comizi d'Amore. Moravia dice che le cose che si conoscono non scandalizzano e che "Gli uomini di profondo spirito religioso non si scandalizzano mai. Insomma, non credo che Cristo si scandalizzasse mai, anzi, non si è mai scandalizzato. Si scandalizzavano i farisei". Musatti aggiunge che il conformismo difende dall'istintività. Altra gente in giro per l'Italia dice la sua. Nel terzo blocco, ovvero 'La Vera Italia', si riflette sulla validità del divorzio. Carrellata da nord a sud. Un calabrese esplicita i motivi del delitto d'onore sostenendo che il divorzio non va bene in caso di corna in quanto le corna ormai ce le hai, mentre l'omicidio lava il disonore e quindi è preferibile. Pasolini si interroga con Musatti e Moravia sulla validità del campione intervistato che già per il fatto di accettare di parlare si autoseleziona. Quarto blocco, 'Dal basso e dal profondo': si discute della legge Merlin. La maggior parte degli uomini rimpiange le case chiuse, qualche donna mestamente dissente. Il film si conclude con l'episodio ricostruito dello sposalizio di una coppia alla quale Pasolini augura che "al vostro amore si aggiunga la coscienza del vostro amore", come augurare che la gente possa continuare a fare ciò che fa ma che possa anche raggiungere una consapevolezza rispetto a ciò che avviene nelle proprie vita, consapevolezza che è libertà. Sfortunatamente l'Italia del 1964 era ben lungi dall'essere uno stato composto da persone pienamente consapevoli, soprattutto riguardo al sesso: chi si adeguava alla "normalità" pensando che fosse scelta autonoma, altri che per ignoranza e povertà di mezzi aveva ben altre problematiche alle quali pensare. Comizi d'amore è un film che fa riflettere ma è anche uno spaccato di spazio e tempo interessante per la sola velleità documentaristica; d'altra parte Pasolini non approfondisce più di tanto né avrebbe avuto il tempo di farlo in un solo documentario. Il regista tenta un approccio imparziale ma questo esce più nei toni della voce che nelle parole, spesso parziali e di guida per alcuni intervistati che si aggrappano alla sua tendenza "educativa"; sarebbe stato altresì difficile per qualsiasi intervistatore non mettere becco di fronte a tante incertezze, blocchi e leggerezze. D'altronde non è difficile comprendere come la contestazione, che da li a pochi anni avrebbe preso piede, sarebbe stata uno scossone necessario non tanto come lotta del popolo contro lo Stato (che in democrazia è specchio di chi lo elegge), quanto come sveglia del popolo verso il popolo stesso. Film da recuperare e vedere, evitando partiginanerie politiche che non fanno onore al cinema.

Noto all'estero come: Enquête sur la sexualité (Francia), Der Gastmahl der Liebe (Germania).

MI VUOI COGLIONARE?!

In genere in questa sezione elenco frasi e note che mettono alla berlina il film in esame. Non è il caso di Comizi d'Amore. Le citazioni che seguono, prese dalle interviste del film, vogliono solo sottolineare l'involontaria comicità e tragicità dell'Italia anni '60, così evidentemente maldestra rispetto alle problematiche sessuali e morali.

Ad una ragazza viene chiesto se approva gli spettacoli erotici: "Be' come donna non dovrei approvarli ma... se fossi un uomo gli approverei".

Un contadino sulla parità dei sessi: "No, Dio, un pochettino inferiore ma non un gran distacco. Un pochettino l'ammetto anche io d'inferiorità della donna ma non un gran distacco però".

Contadino calabrese: "Quando te la pigghi, te la pigghi vergine! Non c'è niente che dire!"

Paesano calabrese sulla differenza fra ieri ed oggi: "Al tempo antico non potevi parlare cu na ragazza perché immaginavano, maggiormente in questi piccoli paesi... Oggi no, oggi è chiù sportiva la cosa, è chiù prontista...".

Una donna palermitana sulla parità dei sessi: "Veramente anche la donna avrebbe il dovere di avere un po' di svago, un po' di libertà".

Donna del nord sulla possibilità che i suoi figli nascano omosessuali: "Saranno magari da piccoli invertiti, speriamo che da grandi cambino".

Un uomo del nord narcisista e classista come pochi: "Le persone che trovo mi sento molto diverso, forse perché mi sento più intelligente, magari perché io ho studiato e loro no. Però sono all'altezza se loro sono semplici operai, o sono camerieri non c'è niente da fare con me [...] Magari per andare con le ragazze sono molto più capace degli altri anche se gli altri non riescono. Sono un tipo che piace molto alle donne, ecco".

Lo stesso uomo interrogato sui suoi sentimenti verso gli omosessuali: "Eh, provo ribrezzo" "Provi ribrezzo?" "E' giusto, no?".

Una donna del nord, rispetto all'ipotesi che gli nascano figli omosessuali: "Sono creature che manda Dio, bisogna tenersele".

Reazionario doc: "I problemi sessuali vanno considerati nella loro giusta misura e cioé di riproduzione, di esaltazione della famiglia e della specie".

Romano rispetto alla problematica del divorzio: "No, è tutto sbagliato perché ognuno farebbe come je pare, soprattutto il lato femminile".

Donna di centro Italia sulla parità dei sessi in campo sessuale: "La donna deve sta più al posto suo! L'uomo se dice che porta il cappello, come se gira va bene. Ma la donna deve esser riservata in sé, perché quando l'uomo sposa una donna deve esser riservata la donna, non deve aver fatto mica quello che le pare e piace".

Donna di mezza età sul divorzio: "E' la legge di Dio, della Chiesa no, noi in Italia abbiamo una religione, questa religione bisogna rispettarla" E se il marito accoltella la moglie il divorzio non ha ancora senso? "Allora questo è un matto, bisogna metterlo in un manicomio [...]. No, vadi assieme a un uomo! Se vuole accompagnarsi si accompagni ma non con un divorzio! Che un divorzio [...] figli da una parte, figli dall'altra: è un disastro! Che nazione avremo un domani?".

Uomo sull'onore sessuale: "Secondo me la donna, più che altro, è evangelica?" "Non capisco" "Insomma, la donna angelicata, va bene?! Intesa come la intendeva Dante, per noi Calabresi".

L'onore sessuale riguarda soltanto le donne? "Sì, soltanto le donne", dice un uomo.

Uomo del sud: "La madre è concepita [...] come madre di famiglia, non è concepita, chessò, per andare a lavorare, la sera uscire sola, al cinema, al caffé come può essere concepita al Nord".

"Tu sei favorevole al divorzio?" "No" "E perché?" "Perché sono calabrese".

"La donna deve sempre sentirsi donna e perciò leggermente inferiore all'uomo. Noi vorremmo essere superiori, ma a un certo momento ci fa comodo anche sentirsi inferiori".

Un ragazzino borghese sul divorzio: "Chi divorzia è una persona perbene?" "Be' no, perché la società è fondata sulla famiglia e quindi è un cattivo esempio che si da verso la propria società".

"Le case di tolleranza si pagavano 300 lire, 300 lire un giovanotto era a portata di mano, allora adesso un giovanotto trova gli animali, le bestie feroci che sono gli altri uomini che cercano i giovanotti e gli danno 100, 200 lire e la gioventù di Napoli sta diventando quasi tutti quanti un sistema che... lei mi capisce. Perché manca la moneta per la gioventù e questa proviene dalla signora Merlina, che ha fatto levare i casini a Napoli" "Isomma lei vorrebbe che lo stato fosse il magnaccia?" "Lo stato fosse più magnanimo a..." "No, non magnanimo, magnaccia! Come lo chiamate voi quello che...?" "Noi dicimm' ricuttaro".

eXXagon fecit MMVIII