La Frase dal Film:
"I'll still need you even when there are no emotions" "For a few dollars you can hire a woman who'll fulfill all your fetishes. And when you get tired of her you can run down to the employment agency and hire another"*
Cormanata girata in soli cinque giorni con uno dei mostri più ridicoli della storia del cinema. Simpaticissimo nella sua svergognata pochezza. In più il protagonista è Lee Van Cleef, un attore che è passato dagli abissi cormaniani alle vette di Sergio Leone: percorso epico-cavalleresco. Al mostro alieno furono attribuiti diversi nomi in produzione: Mostro-Carota, Tee-Pee del terrore (la tenda indiana), Cocomero alieno. La parola finale andò al suo creatore, Paul Blaisdell, che lo nominò "Beluah" e specificò la sua natura: non un cocomero, non una carota ma un fungo. Il mostro nacque con la testa piatta ma siccome risultava più basso delle protagonista femminile Beverly Garland, si aggiunse un cono sulla testa; notizie più accurate ci fanno sapere che il colore di Beluah è (perché esiste ancora ed è in mano Bob Burns, amico di Blaisdell) rosso barbabietola. Il film fu prodotto nel periodo di maggiore entusiasmo cormaniano, periodo in cui il regista et produttore sfornava B e Z-movies uno dietro l'altro. La storia si basa su diversi clichés del genere fantascientifico legati agli alieni che invadono la Terra e prendono possesso della mente degli uomini (L'invasione degli ultracorpi, 1955) con l'innesto di tematiche legate al lancio di satelliti, cosa al tempo assai di moda dato il coevo impiego dello Sputnik. Il modo di dirigere e di creare storie di Corman è abbastanza primitivo, mirato a costruire nel più breve tempo possibile una serie di situazioni ad effetto che componessero un film vendibile. Nonostante il suo approccio brutalmente commerciale, Il Conquistatore del Mondo riesce, a differenza di altri lavori di Corman di livello davvero inaccettabile, ad essere un pezzo di cinema trash comunque divertente e non noioso con alcune scene anche ben riuscite. Sempre rimanendo ben saldo sui binari dei clichés fantascientifici USA anni '50, per i quali gli alieni erano sempre più o meno una metafora della Minaccia Rossa, il film inserisce l'interessante variazione del fatto che l'alieno voglia e riesca a sfruttare lo zelante idealismo del protagonista a suo fine. Riletture serie a parte, il vero potenziale de Il Conquistatore del Mondo risiede nel suo micidiale Beluah, un pezzo di plastica monoblocco semovente con una e una sola espressione di cattiveria, però ben scolpita! Ma non dimentichiamo gli pseudo-pipistrelli alieni! Lo scontro finale fra l'alieno assurdo e Van Cleef è irreale, l'attore con la fiamma ossidrica in mano e il pupazzone che si muove come un grosso robot di quelli che si regalano ai bambini piccoli, molto piccoli. E noi che guardiamo questo scontro. E' una cosa che fa riflettere.......... No, non è vero. Per tutta la famiglia (Addams).
Rifatto, come film per la tv, col titolo di Zontar: The Thing from Venus (1966).
* Trad: "Avrò ancora bisogno di te anche quando non avrò più emozioni" "Per pochi dollari puoi ingaggiare una donna che soddisferà tutti i tuoi capricci e quando sarai stanco di lei, potrai andare fino all'agenzia di collocamento e assumerne un'altra"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film al suo esordio fu distribuito in double-bill con The She-Creature (1956).
Le creature pipistrelliformi furono usate anche in uno dei successivi film di Corman: La Sopravvissuta, 1956.