TRAMA

A Roma c'è un killer e l'unica cosa che si sa è che indossa una sciarpa rossa e nera. Jane (Suzy Kendall) e le sue amiche universitarie decidono di andarsi a riposare in villa ma l'assassino le ha seguite perché sa che Jane conosce un particolare che potrebbe farlo scoprire.


I CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE
(ITALIA - 1973 - 90min - Colore)

di Sergio Martino

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Ottimo giallo precursore dello slasher
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Le ho uccise, le ho fatte a pezzi come bambole!"

Non avrà lo stile di Argento o il genio di Bava, ma Sergio Martino (Lo Strano vizio della Signora Wardh, 1971; Tutti i colori del buio, 1972; Il Tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave, 1972) con questo film dal titolo improponibile è riuscito a dare al pubblico uno dei gialli migliori del periodo. C'è tutto ciò che ci si aspetterebbe da una pellicola del genere, a partire dai titoli di testa che mostrano sesso a tre con tanto di inquietante bambola adagiata sui corpi. Alto livello di sesso in questo film che vede quattro bellissime nude più che mai isolate in una villa in montagna come si trattasse di una sosrority in uno slasher anni '80. Bella su tutte la protagonista Jane (Suzy Kendall: L'Uccello dalle piume di cristallo, 1970; Spasmo, 1974) le cui capacità recitative reggono la seconda metà del film; le altre donne nella pellicola si lasciano guardare ma non si fanno ricordare come grandi attrici: sono Daniela (Tina Aumont: Salon Kitty, 1976), Katia (Angela Covello: Nero veneziano, 1978) e Ursula (Carla Brait: Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?, 1972). Ricorda uno slasher anche il comportamento del killer: mascherato, punta le coppiette in macchina, la mdp riprende secondo la soggettiva dell'assassino (Halloween, 1978). Interessante notare che la protagonista Jane, come una final-girl dello slasher, è meno promisqua delle amiche (due lesbicano anche) e secondo le regole ben note del genere slasher, questo le dà la "possibilità" di sopravvivere alla furia omicida dell'assassino. Le scene di sangue sono pen bresenti ed abbastanza violente (il killer che taglia a pezzi le vittime, per fare un esempio), ma la telecamera non indugia troppo sul sangue e sulle ferite, piuttosto l'azione più barbara è sottolineata dagli effetti sonori, così che, off-screen, quello che immagina lo spettatore sia superire in effetto all'effetto speciale stesso. Più che l'inizio del film, in cui ci vengono presentati una ridda di personaggi a tratti difficili da tenere a mente, è pregevole la seconda parte in cui Jane, peraltro ferita ad una caviglia, non può scappare dalla casa altrimenti rischierebbe di essere presa dal killer ed è costretta a vedere il colpevole che dismembra le sue vittime (amiche di Jane). Il regista ammise che questa seconda parte, in cui una donna è impossibilitata ad uscire di casa con l'aguzzino sotto lo stesso tetto, gli era stata ispirata dal film Terrore Cieco (1971). Girato con un uso sapiente del grandangolo (specialmente nell'omicidio della palude), il film sa mantenersi in bilico fra stile e sleaze (come direbbero gli eurofans): donne, sesso, sangue, J&B, Fernet e Punt e Mes, buoni momenti di tensione e il giusto tocco di glam post '68. L'appassionato di giallo all'italiana è servito. Un film da non perdere e l'acquisto è consigliato se apprezzate il genere.

Noto all'estero come: Carnal Violence (Internazionale), Torso (USA).


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