TRAMA

Un gruppo di scienziati scopre nei ghiacci un'astronave aliena. Di tutta l'astronave riesce a recuperare solamente un blocco di ghiaccio in cui è ibernato un extraterrestre. Il cubettone di ghiaccio viene portato alla base e guardato a vista. Il ghiacciolone si scioglie e libera il suo sgradito ospite che inizia a fare sfracelli nella base. Scienziati e militari si trovano affiancati in questa lotta contro l'essere (in parte organismo vegetale) e cercano in tutti i modi di scoprirne le debolezze per poterlo far fuori anche perché fuggire all'esterno vorrebbe dire morire di freddo in pochi minuti.

 

 


LA COSA DA UN ALTRO MONDO
(titolo or.: The Thing From Another World - USA - 1951 - 85min - B&W)

di Christian Nyby & Howard Hawks

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Se si riescono ad abbandonare certi preconcetti è un film di grande fascino
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Film cult dei primi anni '50, il primo che tratta di un mostro venuto dallo spazio, uno dei primi che mixa fantascienza ed horror. Ispirato al racconto Who Goes There? di John W. Campbell, sulla carta è stato diretto da Nyby (Galactica: l'attacco dei Cyclon, 1979) ma in pratica Howard Hawks (Scarface - Lo sfregiato, 1932; Gli uomini preferiscono le bionde, 1953) che compare solo come produttore e supervisore, ci ha messo lo zampino guidando pesantemente la mano più inesperta di Nyby abile più che altro nel montaggio; di Nyby sono infatti i montaggi di alcune pellicole di Hawks, ad esempio Acque del sud (1944) e Il grande sonno (1946). Il film è accreditato anche come il primo a mettere in scena una più o meno esplicita allegoria della guerra fredda, del pericolo sconosciuto che deve essere tenuto a bada dalla scienza e dai militari; questo parallelismo è confermato dalla trasmissione radio di Scotty che possiamo ascoltare alla fine del film ed in cui viene detto che un pugno di coraggiosi Americani hanno salvato la terra. La Cosa da un altro mondo ( che in alcuni casi si può trovare scritto con la parola "Cosa" fra virgolette) è un prodotto dal fascino ambiguo e questo perché sta a cavallo tra il B-movie e la seminale opera sacra ...quanti film successivi ha influenzato?! uno su tutti La Cosa di Carpenter del 1982, fra l'altro più vicina al romanzo di Campbell e quindi senza suggestioni politiche. Eccezionali o risibili, dipende dai punti di vista, i dialoghi veloci, banali, patetici, ironici dei protagonisti, dialoghi che sono sparati a mitraglia e si sovrappongono gli uni sugli altri rendendo difficile, a volte, comprendere il filo del discorso; eppure tutto ciò dona alla pellicola un aria naïfe, perfettamente accompagnata e sottolineata da un bianco e nero di grande fascino, per questo vi consiglio di stare alla larga dalla versione colorizzata al computer. Grande fascino quindi per questa Cosa da un altro mondo, con i suoi elettrodi, i suoi corridoi freddi, i suoi scienziati incoscienti, le sue eroina sempre pronte a cadere fra le braccia di un militare che non si vergogna di ammettere di non essere il più intelligente fra gli uomini ma solamente un soldato che fa quello per cui è stato pagato. Siamo d'innanzi a figure di un epica cinematografica, di stereotipi che ai nostri giorni sono stucchevoli se non improponibili ma che riinnestati nel loro ambiente d'origine e rivisti con un occhio assolutamente non freddo ma complice sprigionano un grande charme. Il mostro è tutt'altro che spaventoso soprattutto perché è mostrato fra il chiaro e lo scuro, con suggestioni di ombre in movimento, con versi e suoni simili a miagolii e quasi dispiace quando alla fine ci viene mostrato nella sua interezza. Siamo in piena dicotomia fra il bene ed il male, i protagonisti rientrano in una o nell'altra categoria con gran facilità senza possibilità di fraintendimenti e siamo ancora lontani dal cinismo degli anni '60 in cui il male proveniva da se stessi. Un film culto, dunque, che fa delle sue debolezze le proprie forze e che quindi non mancherà di affascinare coloro che sapranno sprofondarsi pienamente nell'atmosfera semplice di questa pellicola che, all'onor del vero è di serie B. Ed è per questo che ci piace tanto....

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Esiste una versione integrale in cui sono presenti ben 12 minuti aggiuntivi rispetto alla versione cinematografica. Attualmente non conosco il contenuto di questi missing minutes ma mi informerò...

Come già detto Carpenter ne ha fatto il remake ma aggiungo che in Halloween del 1978 vediamo uno dei protagonisti che guarda in TV proprio La cosa da un altro mondo.

Dipaniamo il mistero della doppia regia. Il regista Nyby ha sempre dichiarato che Hawks è stata la mano che ha sempre guidato le sue scelte sul set, ma James Arness (che impersona "La Cosa") ha dichiarato in un'intervista che se è pur vero che Hawks ha passato parecchio tempo sul set, è altrettanto vero che il vero regista è stato Nyby e non Hawks.

Il film è stato girato in parte al Glacier National Park e in parte all'Impianto di Stoccaggio del ghiaccio di Los Angeles.

Il film si basa sul breve racconto di Don A. Stuart "Who Goes There?" (Chi va là?!). Nei credits del film l'autore è citato col suo vero nome: John W. Campbell Jr.

L'attore nano Billy Curtis ha recitato nei panni de La Cosa versione "ridotta" nella scena finale.

James Arness pensava che il costume de La Cosa lo facesse assomigliare a una carota.

Howard Hawks chiese l'assistenza della US Air Force nella realizzazione del film. L'assistenza gli fu rifiutata perché i capoccioni dell'esercito credevano che una tale collaborazione avrebbe compromesso la dichiarazione ufficiale del governo USA secondo cui "gli UFO non esistono". Hummm....

I credits precedenti al film elencano solo nomi di tecnici e della produzione, non degli attori.

Le voci che vogliono Orson Welles come collaboratore alla sceneggiatura non sono vere.

Lo studio del costume per Arness iniziò due mesi prima dell'inizio delle riprese.

I primi piani alla "creatura" furono tutti eliminati perché si pensò che il makeup non fosse abbastanza buono per "sopportare" delle riprese troppo ravvicinate.

James Arness riteneva il ruolo che aveva avuto nel film così imbarazzante che non ebbe il coraggio di andare alla prima.