TRAMA

Gli uomini della Base Antartica 31 rimangono scioccati quando notano che un elicottero norvegese si avvicina alla loro base con l'intento di uccidere un cane da slitta. Dopo la distruzione dell'elicottero e la morte dei passeggeri, il cane viene accolto alla base. Gli uomini, capeggiati da R.J. MacReady (Kurt Russell), decidono di recarsi alla stazione di ricerca norvegese da cui proveniva l'elicottero e la trovano distrutta e deserta. Appare chiaro che i Norvegesi avevano trovato un disco volante rimasto sotto i ghiacci per millenni ed è altrettanto chiaro che quella scoperta ha a che fare con la terribile fine che sembrano aver fatto i ricercatori di quella base. Mentre si prova a capire qualcosa, il cane che era stato accolto alla base americana inizia a mutarsi in un'orribile creatura che attacca tutte le forme di vita. Soprattutto gli uomini. Il dottore della base giunge a una conclusione: un alieno con il potere di trasformarsi e assumere la forma di chiunque voglia, è fra loro. Chi è già stato assimilato? Di chi ci si può fidare?

 


LA COSA
(titolo or.: The Thing - USA - 1982 - 109min - Colore)

di John Carpenter

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Gli strepitosi effetti speciali di Rob Bottin surclassano la costruzione dei personaggi. Poco male, il film rimane un punto di riferimento.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Quando avrò finito nasconderò questo nastro; se nessuno di noi la scamperà ci sarà una documentazione, almeno. Siamo sotto la tormenta da più di 48 ore, ormai, ma non abbiamo ancora nessun indizio. C'è un particolare: credo che la Cosa laceri i vestiti quando si impadronisce di qualcuno [...] Nessuno si fida più di nessuno ormai, e siamo tutti molto stanchi. Io non posso più fare altro, solo aspettare. R.J MacReady, pilota di elicottero, Base Antartica 31"

La storia originale, dal titolo "Who Goes There?", fu scritta alla fine degli anni '30 da John W. Campbell, e risultò di tale impatto che ispirò almeno quattro film prima di questo: La cosa da un altro mondo (1951), L'invasione degli Ultracorpi (1955), Terrore dallo spazio profondo (1978) ed Alien (1979). Il film di Carpenter è il rifacimento più o meno esplicito del film del 1951 ma guardare La Cosa non è come guardare il film fatto da Howard Hawks rimodernato a colori e con migliori SFX; si tratta di ben altra "cosa". Il film in questione sarebbe la prima istallazione in quella che lo stesso Carpenter ha definito Apocalypse Trilogy: gli altri due film sono Il Signore del Male (1987) e Il seme della follia (1994). Dato anche il periodo in cui fu prodotto, è più facile porre dei paralleli fra La Cosa e Alien (1979) di Scott piuttosto che con La cosa di un altro mondo del 1951: l'alieno rimane nascosto per la maggior parte dello svolgimento, i protagonisti sono isolati e lontani dalla civiltà, un personaggio prende le redini dell'azione, molte delle scene sono girate in un ambiente buio. Oltre a questo, tutte le considerazioni psicanalitiche fatte nella recensione del film del 1979 potrebbero estendersi anche al film di Carpenter. La Cosa è una pellicola di grande impatto anche a distanza di così molti anni dalla sua produzione ma, soprattutto ad una seconda visione, mostra alcuni punti deboli. Il film funziona perfettamente rispetto all'atmosfera paranoica che si viene a creare fra i protagonisti, atmosfera accresciuta dalla natura spartana in cui gli uomini si trovano a vivere: un ambiente gelido e quasi monocromatico così esteso che, paradossalmente, diviene claustrofobico. Di indiscutibile fascino e impatto gli effetti speciali di Rob Bottin, fra i più elaborati, complessi e disturbanti mai visti in un film fondamentalmente mainstream. Roba da Oscar in un tempo in cui la prostetica e la meccanica la facevano da padrona nel campo dell'effettistica cinematografica, ma nell'era della computer grafica potrebbero non causare lo stesso shock nello spettatore. A ben guardare La Cosa di Carpenter dipende molto dagli SFX ed è facile rimanere incantati di fronte ad un cane che muta terribilmente forma o ad una testa che si stacca e, fuori le zampe dalla scatola cranica, se ne corre via. E' facile che l'effetto rapisca fino al punto di non tener conto che la caratterizzazione dei personaggi non è certo l'elemento più riuscito del film dal momento che le scene in cui si "sviluppano" i personaggi sono sopraffatte da quelle in cui i protagonisti sono resi vittime. Un po' come in uno slasher, la moltitudine di personaggi presenti nel film rispondo meno ad un'esigenza narrativa e più alla necessità di creare carne da macello. Molti gli stereotipi: il beone, quello saggio che poi va giù di testa, il nero che ama la musica e come Disco Stu va in giro coi pattini, e poi l'eroe. Però, riprendendo il parallelismo con Alien, è ben altro lo spessore e la caratterizzazione di Ripley come eroina tutta d'un pezzo e quella, invece, del MacReady interpretato da Russell. Questo non vuol dire che La Cosa sia solo un film di SFX e che la storia sia assolutamente un elemento accessorio, poiché tutto concorre a rendere il film di Carpenter una pellicola che tiene incollati allo schermo. Ma siano sinceri coloro che lo hanno già visto e che magari non lo rivedono da tempo: quali sono i ricordi che avete de La Cosa se non quelli che riguardano le scene che hanno a che fare con l'alieno? L'husky nella gabbia, il torace che si apre e stacca le mani a quello che tentava la rianimazione, la testa a cui spuntano le zampe, il sangue nella provetta che "scappa urlando"; sono certo che si tratta di uno di questi momenti. Ma va bene così, dal momento che La Cosa è un film d'orrore ed è proprio questo elemento che dev'essere incisivo; o almeno in questo film di Carpenter l'orrore suscitato dagli SFX è tale da aver reso la pellicola una delle migliori nel panorama horror-fantascientifico. Da comprare, vedere e, a mente fredda, rivedere.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 10 milioni di dollari. Le locations sono: Kimberley e Stewart (British Columbia, Canada); Tongas National Forest (Juneau, Alaska); Universal Studios, Universal City (California).

Il film non spiega quale sia il lavoro del gruppo di Americani in Antartide, ma un trattato controfirmato dalla maggior parte dei paesi nel 1959, impone che in Antartide si possa andare solo a compiere attività pacifiche e di ricerca. Vista l'attrezzatura medica e la presenza di due dottori, si può supporre che gli uomini del film facciano parte di una spedizione di ricerca scientifica.

Mentre il film La cosa da un altro mondo (1951) si svolge al Polo Nord, questo rifacimento si svolge al Polo Sud.

Il Norvegese con il fucile che vuole uccidere il cane era impersonato da Larry J. Franco, capo della seconda unità di ripresa, nonché produttore associato e cognato di Kurt Russell. Franco non parlava in norvegese e perciò le cose che dice sono per lo più in norvegese maccheronico, incomprensibili ad un vero norvegese. Quello che dice è: "Se til helvete og kom dere vekk. Det er ikke en bikkje, det er en slags ting! Det imiterer en bikkje, det er ikke virkelig! Kom dere vekk idioter!". Tradotto starebbe per: "State lontani, maledizione! Quello non è un cane, è qualcos'altro! Sta imitando un cane, non è reale! Toglietevi idioti!".

Il cane del film si chiamava Jed, ed era mezzo husky e mezzo lupo. Jed era perfetto come "attore" in quanto non guardava mai in camera e non era mai distratto dalla crew. Tuttavia Jed non era lo stesso il cane che veniva inseguito dall'elicottero; quello era un altro cane a cui era stato tinto il pelo affinché assomigliasse a Jed.

Per dare l'impressione delle condizioni climatiche antartiche, i sets negli studi di Los Angeles furono portati alla temperatura di 5 gradi, mentre la temperatura esterna era di 32.

Per la scena in cui al Dr. Copper (Richard A. Dysart) vengono amputate le braccia, fu ingaggiato come controfigura un vero amputato a cui fu messa su una maschera per farlo assomigliare all'attore Dysart. Il pubblico si concentra sul sangue e non nota la maschera.

Le scene nel campo norvegese furono realizzate sfruttando i resti carbonizzati del campo americano.

I titoli iniziali imitano esattamente quelli originali del film di Howard Hawks. Per produrre l'effetto del titolo, fu creata la scritta "The Thing" e venne piazzata dietro ad un acquario riempito di fumo che fu coperto da un sacco di platica per la spazzatura. Al sacchetto venne dato fuoco, creando l'effetto della scritta che si veniva a comporre sullo schermo.

Il film è considerato un punto di riferimento per la qualità degli SFX. Questi furono creati da Rob Bottin che, quando si mise all'opera per il film, aveva solo 22 anni.

Il fiore di carne che attacca Childs è un effetto speciale molto dettagliato: i suoi petali erano composti da 12 lingue di cane complete di file di denti. Rob Bottin, l'effettista, lo definì "pissed-off cabbage" (Cavolo incavolato).

La voce femminile del computer di MacReady era quella di Adrienne Barbeau, moglie del regista Carpenter.

Nella scena in cui la testa di Norris si separa dal corpo, Rob Bottin usò materiali infiammabili per la creazione della testa. Per le riprese Carpenter decise che, per dare un senso di continuità all'accaduto, ci dovessero essere delle fiamme sul set. Senza pensarci troppo accesero il fuoco non considerando che la stanza era satura di gas infiammabili; tutto prese fuoco. Nessuno rimase ferito ma il modello costruito da Bottin, sul quale aveva lavorato parecchi mesi, andò distrutto.

Nell'agosto 2003, una coppia di super-appassionati del film, Todd Cameron e Steve Crawford, si avventurarono nella remota location in cui fu girato il film (Stewart, British Columbia). Dopo 21 anni dalle riprese trovarono i resti della Base 31 e quelli dell'elicottero norvegese. Una delle pale del rotore dell'elicottero ora appartiene a Todd che l'ha messa fra gli oggetti che compongono la sua collezione di memorabilia cinematografici.

Nella scena in cui MacReady tiene in mano il piattino con il sangue di Palmer poco prima di fare il test per scovare l'alieno, la mano che trattiene il piattino è finta.

L'effetto sonoro che simula il vento antartico è stato registrato nel deserto presso Palm Springs (California).

Nel film sono tutti maschi. Inizialmente ci sarebbe dovuta essere una donna nel cast ma risultò essere in stato interessante e così si preferì rimpiazzarla...con un uomo.

Questo è il primo film di Carpenter in cui lo score musicale non è stato composto dal regista stesso. La prima scelta cadde su Jerry Goldsmith ma poi il compito andò a Morricone che compose uno score minaccioso fatto di bassi, molto simile allo stile musicale di Carpenter.

Tutti gli effetti speciali che si possono vedere nelle scene relative alla gabbia dei cani, sono da attribuire a Stan Winston, dal momento che l'effettista Rob Bottin, in quei giorni, aveva una specie di esaurimento nervoso dovuto all'immenso carico di lavoro che aveva affronato.

Per poco Ken Russell non rimase ferito nella scena in cui faceva saltare in aria con della dinamite il corpo di Palmer. Russell non aveva previsto la forza dello scoppio e la sua reazione nel film non è quindi recitata.

Fu girato un finale alternativo in cui MacReady veniva recuperato da una missione di salvataggio e, dopo il test del sangue, veniva provato che era ancora umano. Questo finale, girato più che altro per ragioni di sicurezza, non venne mai utilizzato neanche per il test screening, né era il finale che avrebbe voluto come alternativo il regista.

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